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Excavation

  • Grotte Scalina
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  • Provincia di Viterbo
  • Viterbo

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Credits

  • The Italian Database is the result of a collaboration between:

    MIBAC (Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Direzione Generale per i Beni Archeologici),

    ICCD (Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione) and

    AIAC (Associazione Internazionale di Archeologia Classica).

  • AIAC_logo logo

Summary (Italian)

  • I lavori eseguiti nel corso del mese di luglio 2013 rappresentano il completamento dell’indagine eseguita dal 2012 sulla parte esterna della grande tomba rupestre ellenistica di grotte Scalina.

    Nella parte superiore del monumento, a ridosso di esso, due fosse rettangolari scavate nel tufo sono ora interpretabili come di uso agricolo: una di esse, ad est, che presenta sul fondo due incassi rettangolari, era probabilmente destinata a bloccare i due pali verticali di un torchio (fig. 1, E. Lovergne).

    Nella parte alta della scala che porta dal livello intermedio al tetto della tomba (fig. 2, E. Lovergne), è stato smontato il muro di grossi blocchi che chiudeva tale passaggio; la ceramica rinvenuta all’interno del muro consente di datarlo in età medievale.

    Al pianterreno del monumento, sono stati riportati alla luce i due letti tuttora interrati della sala di banchetto funerario (fig. 3, E. Lovergne). Tale lavoro ha consentito di accertare che i letti presentavano almeno due colori, il giallo ed il rosso ; altri colori (bianco, azurro, verde) sono documentati dai numerosi frammenti raccolti nelle vicinanze.

    Sotto il pianterreno del monumento, lo scavo mirava a riportare alla luce la scala d’accesso monumentale che esso doveva sicuramente comportare. I lavori hanno consentito di abbassare di ca. 2 m la superficie del terreno davanti alla terrazza del monumento, fino al terreno vergine, senza incontrare alcuna evidenza di una scala, probabilmente distrutta a questo livello, a causa della scarsa consistenza del terreno naturale.

    Nel corso di questi ultimi lavori, sono state riportate alla luce nella parte sud-est dello scavo, ad una quota inferiore a quella della terrazza del monumento, due tombe gemelle costituite da una semplice camera dotata di un letto funebre laterale, accessibile tramite un breve dromos in ripido pendìo (fig. 4, E. Lovergne). Ambedue avevano conservato la loro chiusura, accuratamente costruita con grossi blocchi di tufo rinforzati da piccole pietre; la volta delle tombe è sparita, distrutta in età medievale o moderna, e la quasi totalità del corredo delle due tombe è stata trafugata, probabilmente nel secolo scorso. Tuttavia, alcuni frammenti di bucchero nero e di ceramica attica a figure nere consentono di datare queste sepolture entro l’ultimo quarto del VI sec. a.C.; ributtati nella tomba ovest, sono stati rinvenuti i resti di tre individui, di cui uno potrebbe corrispondere ad un riuso della tomba in età medievale.

    Ad ovest del monumento, è stata ripulita una piccola grotta simile a quella riportata alla luce l’anno scorso ad est di esso, ma che si presenta ancora del tutto conservata.

  • Vincent Jolivet - CNRS 
  • Edwige Lovergne - Università di Paris I 

Director

  • Vincent Jolivet - CNRS

Team

  • Edwige Lovergne - Università di Paris I

Research Body

  • CNRS - Centre Nationale de le Recherche Scientifique
  • ENS
  • École française de Rome

Funding Body

  • CNRS - Centre Nationale de le Recherche Scientifique
  • ENS
  • Fondazione Carivit
  • École française de Rome

Images

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