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Via Portuense antica

STRUMENTI

Credits

In occasione dei lavori di costruzione della Nuova Fiera di Roma in località Ponte Galeria, le indagini conoscitive condotte dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici di Ostia hanno riportato in luce il tracciato della via Portuense antica, per una lunghezza complessiva di 1100 metri. Questo asse viario, che collegava Roma con Portus (localizzata presso l’attuale Fiumicino), fu costruito in elevato, mediante un viadotto, per l’impraticabilità del fondovalle. La tecnica costruttiva e il ritrovamento di bolli sui mattoni delle ghiere delle arcate fanno ipotizzare che la costruzione della strada sia avvenuta in un periodo compreso tra la fine del I e gli inizi del II sec d.C.
All’interno del sedimento fluviale nel quale si inserisce la struttura, sono state riconosciute delle aree interessate da incrostazioni calcaree, interpretate come tracce della fuoriuscita di acque idrotermali dal fondovalle tiberino. In un caso, l’asportazione dello strato superficiale realizzata durante lo scavo ha dato luogo alla fuoriuscita di acqua e gas. Dai dati stratigrafici ed archeologici risulta che questo tratto del fondovalle era caratterizzato, già prima della costruzione della strada romana, da una serie di lievi depressioni, ognuna sede di una o più polle d’acqua, attive o estinte. Queste particolari condizioni ambientali sembrano aver condizionato la costruzione di questo tratto della Via Portuense e, specificatamente, aver indotto al suo passaggio sopra numerosi ponti ad uno o due fornici.
La distribuzione delle polle in relazione alla strada suggerisce una loro attività, probabilmente discontinua, da prima del periodo romano fino ai giorni nostri. Sono stati riconosciuti 4 diversi ordini di incrostazioni: un primo tagliato dalle strutture di fondazione della strada romana; almeno altri due intercalati a livelli riconducibili a fasi di danneggiamento della sede stradale, un quarto più recente, successivo all’abbandono del tracciato in seguito alle alluvioni del Tevere del secolo XVI. Le datazioni radiometriche effettuate con il metodo U/Th sulle incrostazioni sottostanti la strada romana hanno restituito un età compresa tra il 900 e il 400 a.C. e sul livello più recente contemporaneo all’utilizzo della strada un età di 750 – 1300 d.C.
Tutti i dati presentati nel loro insieme testimoniano che l’attività idrotermale, documentata nell’area di Ponte Galeria per un periodo di almeno 2500 anni e tuttora attiva, è riconducibile all’attività finale del vulcano dei Colli Albani, ancora interessato da intenso degassamento, sia localizzato che diffuso, arricchendo così il record storico sinora disponibile.

Autore del sommario

  • | Paola Tuccimei 
  • | Michele Soligo 
  • | Antonia Arnoldus Huyzendveld 
  • | Cinzia Morelli - Soprintendenza per i Beni Archeologici di Ostia 
  • | Andrea Carbonara 
  • | Marilena Tedeschi 
  • | Guido Giordano 

Citazione

  • Paola Tuccimei, Michele Soligo, Antonia Arnoldus Huyzendveld, Cinzia Morelli, Andrea Carbonara, Marilena Tedeschi, Guido Giordano. 2007.

Direttore

  • Direttore: Cinzia Morelli - Soprintendenza per i Beni Archeologici di Ostia
  • Direttore: Paola Tuccimei

Team

  • Direttore sul campo: Andrea Carbonara
  • Archeologo: Guido Giordano
  • Archeologo: Marilena Tedeschi
  • Archeologo: Michele Soligo
  • Geologo: Antonia Arnoldus Huyzendveld

Ente di ricerca

  • Ente di ricerca: Dipartimento di Scienze Geologiche, Università “Roma Tre”
  • Ente di ricerca: Soprintendenza per i Beni Archeologici di Ostia

Ente finanziatore

  • Ente finanziatore: INGV-DPC 2005-2006, progetto V3-1.05