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Excavation

  • Monte Sirai
  • Monte Sirai
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  • Italy
  • Sardinia
  • South Sardinia
  • Carbonia

UNEALTĂ

Creditele

  • Baza de date italiană este rezultatul colaborării dintre:

    ICCD (Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione),

    MIBAC (Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Direzione Generale per i Beni Archeologici) şi

    AIAC (Associazione Internazionale di Archeologia Classica).

  • AIAC_logo logo

Rezumat (italiană)

  • L’insediamento di Monte Sirai (CI) costituisce da quasi mezzo secolo un osservatorio privilegiato sulla presenza dei Fenici nel Sulcis. I primi scavi degli anni ’60 furono condotti in collaborazione tra la Soprintendenza e l’allora Istituto di Studi sul Vicino Oriente dell’Università di Roma (Ferruccio Barreca e Sabatino Moscati). Le indagini sono state effettuate nelle necropoli, nel tofet e nell’area abitativa e templare della cosiddetta Acropoli. Il pianoro conserva testimonianze di frequentazione umana fin dalla preistoria (Neolitico ed Eneolitico), mentre durante l’età del Bronzo e la prima età del Ferro si registra una forte antropizzazione nuragica, indiziata dalla presenza di alcuni nuraghi monotorre che costeggiano il pianoro e dai numerosi centri satelliti che controllavano la regione (tra cui il nuraghe Sirai ubicato alla base del monte, a ridosso del suo fianco sud-orientale). La presenza fenicia è databile dalla metà dell’VIII sec. a.C. fino alla seconda metà del VI sec. a.C., rappresentando un caposaldo fondamentale per l’irraggiamento delle genti di origine orientale nel milieu socio-culturale delle comunità autoctone del Sulcis. Durante l’età punica Monte Sirai subirà un’iniziale fase di recessione, mentre a partire dal IV sec. a.C. l’insediamento assumerà dei connotati urbani: in tale periodo si registra l’erezione del sistema difensivo, l’estensione dei quartieri abitativi e l’installazione del santuario tofet. La vita subirà una repentina battuta d’arresto tra la fine del II e gli inizi del I sec. a.C. quando tutto l’insediamento verrà abbandonato. Una successiva e sporadica rifrequentazione si colloca tra il V e il VII sec. d.C.

    Le ultime ricerche archeologiche (2005-2010) hanno riguardato la necropoli fenicia e punica e, a partire dal 2010, il complesso abitativo nel settore meridionale dell’Insula C. Le 96 sepolture individuate nella necropoli, si distribuiscono cronologicamente tra la fine del VII e la metà del IV sec. a.C., con una concentrazione tra tutto il VI e il V sec. a.C. Il rinvenimento di numerosi elementi di corredo si affianca all’acquisizione di nuovi dati inerenti le pratiche rituali e le tipologie tombali. Alla prevalente ceramica vascolare di produzione fenicia e punica e ad alcuni prodotti d’importazione ionica e attica, si aggiungono numerosi scarabei, gioielli in argento, oggetti di bronzo, vaghi di collana e monumenti lapidei. L’esplorazione di nuovi settori della necropoli e l’utilizzo di moderne tecniche archeometriche (XRD e FT-IR) hanno consentito di puntualizzare la storia dell’insediamento tra il VI e V sec. a.C., individuando un singolare rituale di semi-combustione secondaria dei defunti. La documentazione raccolta contribuisce ad evidenziare le duplici connessioni culturali dell’insediamento, da un lato profondamente radicato nella realtà locale del Sulcis, dall’altro tenacemente ancorato alle esperienze più tipiche della koiné fenicia e punica del Mediterraneo centro-occidentale.

    Le ricerche iniziate dal 2010 nel settore abitativo hanno portato al riconoscimento di intense fasi edilizie di età ellenistica. Un grande muro ad andamento curvilineo che chiude l’Insula C e delimita lo spazio aperto di fronte all’entrata meridionale dell’abitato ha suggerito l’indagine in questo punto. I più antichi materiali mobili rinvenuti in giacitura secondaria si distribuiscono tra la metà dell’VIII e la fine del VII sec. a.C. e si riferiscono a vasi in red-slip e ceramica comune di tipologia fenicia e a forme di impasto di tipologia mista fenicio-nuragica. Il rinvenimento di un forno fittile probabilmente connesso ad attività metallurgiche e la presenza di un vano forse adibito a laboratorio per la vinificazione o altra attività artigianale, rappresentano alcuni degli elementi di novità emersi dall’indagine stratigrafica, la quale ha riguardato un esteso settore solo marginalmente interessato dai superficiali interventi di scavo degli anni ’70 e ’80.

  • Piero Bartoloni 
  • Michele Guirguis - Università degli Studi di Sassari, Dipartimento di Storia 

Director

Colectiv

  • Donatella Mureddu - Soprintendenza per i Beni Archeologici delle province di Cagliari e Oristano
  • Rosanna Pla Orquín - Università di Alicante
  • Gabriele Carenti - Università degli Studi di Sassari

Organizaţia de cercetare

  • Università degli Studi di Sassari, Dipartimento di Storia

Finanţator

  • Comune di Carbonia
  • Comune di Sant’Antioco
  • Provincia di Carbonia-Iglesias

Images

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