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Credits

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Monuments

Periods

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Chronology

  • 399 BC - 101 BC

Season

    • Nell’attuale centro urbano di Villamar, situato nella Marmilla, presso una via di penetrazione verso l’entroterra di primaria importanza, si conservano le vestigia di una necropoli punica frequentata almeno tra il IV e il II secolo a.C. Alcuni ipogei furono messi in luce fortuitamente in un vicolo della Via Vittorio Emanuele nel 1984, e ulteriori ricerche furono condotte da Giovanni Ugas presso il vicino lotto Ex Casa Scanu nel 1991-92. L’impianto funerario sfrutta un bancone roccioso naturalmente affiorante costituito da marna e arenaria, nel quale furono scavate tombe ipogee con accesso a pozzetto e tombe in fossa, e sono documentate anche tombe a cassone, in enchytrismòs e in cista litica. Negli anni Novanta si ebbe modo di documentare una cinquantina di tombe; i corredi funerari si inseriscono pienamente nella koinè mediterranea di IV-III secolo a.C. La necropoli di Villamar sembra trovare similitudini soprattutto con quelle di Tuvixeddu e Nora, e altre affinità si osservano con la documentazione dell’hinterland cagliaritano, specialmente con Monte Luna di Senorbì. A distanza di ventuno anni, le ricerche presso il lotto Ex Casa Scanu sono riprese nel 2013 grazie a una concessione ministeriale triennale accordata al Comune di Villamar, sotto la direzione scientifica del Prof. Piero Bartoloni. Le ricerche hanno consentito di ampliare e rinnovare il quadro documentario frutto delle passate indagini. Sono state indagate tre tombe di diverse tipologie: la T.13 è una fossa scavata nella roccia che ha accolto un inumato seppellito allo scorcio della prima metà del III secolo; al IV secolo si riferisce una sepoltura in anfora (TA9). Le ricerche hanno interessato anche una tomba ipogea (T.16), con ingresso quadrangolare a pozzetto, che conservava i resti di una quindicina di inumati, adulti e bambini di vario sesso e età e due incinerati entro anfore. Le sepolture erano sconvolte dai vari utilizzi che la tomba ha subito che, dai corredi rinvenuti, sembra collocarsi almeno tra il IV secolo e il III secolo a.C.
    • During the 2014 campaign, a new excavation area was opened (sector C), c. 5 x 5 m, joining the two areas excavated in the 1980s. The adjacent sectors A and A1 were characterised by the presence of different types of burials (rock-cut tombs and earth graves). The aim was to excavate the area between the two in order to gain a better understanding of the cemetery’s development in this sector. The burials excavated in sector C were situated up against the highest part of the natural rocky plain, which slopes away on one side to the south-west, where the hypogean tombs and rock-cut graves were situated, and on the other side slopes to the north-east, where the rocky plain is covered by an ancient deposit of clay. Other burials, in graves, “a cassone” and enchytrismòs were present in this deposit. At the same time, a rock-cut grave was excavated in sector A1, which had been identified in the 1980s. In addition to T 15, the tombs of various types that emerged in sector C were also investigated: T 23 and T 29 in enchytrismòs, T 26 cut into the sandstone bedrock, T 24, 25 and 27, earth graves covered with stone slabs, and T 28, an “a cassone” tomb closed by large stone slabs at the surface. The funerary ritual is inhumation, in several cases with the reuse of graves. The grave goods include ladles/dippers, cups and plates of Sardinian production, but also Attic and Etrusco-Laziale imports, among the latter a jug with an “a cartoccio” type rim of Faliscan provenance. During the excavation season, a study was made of the skeletal remains from T 16, excavated in 2013.
    • The excavations continued with the same strategy as the previous year: opening of the tombs identified in the 1980s and excavation of the new sector where new tombs emerged. Tomb 7, a cut in the rock apparently relating to the shaft of a hypogean structure, was instead seen to be the cut for an “a cappucina” burial, with the deceased covered by an arrangement of slabs and stones. Alongside this skeleton were the remains of a second burial with grave goods. In sector C, T 30 was excavated, a grave partly dug in the earth and partly rock-cut that housed the remains of a juvenile placed on top of earlier burials. A large quadrangular pit cut in the sandstone, T 31, was of great interest. It housed four cremations in amphorae, one of which was placed in a hole cut in the floor of the pit. During this season, a study was made of the faunal remains from T 16, excavated in 2013.
    • Nel 2016 le ricerche archeologiche hanno interessato quattro tombe. La Tomba 32 è una fossa di piccole dimensioni praticata nella terra e coperta da lastre piatte. All’interno non si sono conservati i resti del defunto, seppellito senza corredo, quindi si ipotizza la sepoltura di un individuo morto in tenerissima età. La T. 33, anch’essa di un bambino e risalente verosimilmente alla fine del III secolo, presentava la particolarità della copertura composta da due laterizi del tipo embrice disposti a formare un tettuccio, con alle due estremità i resto di un dolio. La T. 10 era una fossa quadrangolare piuttosto profonda, dotata di riseghe per l’appoggio delle lastre di copertura. All’interno sono stati rinvenuti i resti di un inumato, con un corredo vascolare piuttosto consistente deposto presso i piedi, insieme ad altri resti di sepolture sconvolte. La T. 8 è una camera ipogea con ingresso a pozzetto, utilizzata per ospitare più sepolture, tra cui un inumato nel pozzetto. All’interno della camera, chiusa da lastroni lavorati di grandi dimensioni, si trovavano i resti di varie sepolture, anche sconvolti, appartenenti a defunti inumati e incinerati. L’ultimo utilizzo della camera sembra corrispondere alla sistemazione di due embrici allineati lungo la parete, sul piano pavimentale della camera, sui quali sono state trovate due urne cinerarie e numerosi oggetti di corredo. Il sepolcro sembra sia stato utilizzato per vari decenni nel III secolo a.C.

FOLD&R

    • Elisa Pompianu - Università degli Studi di Sassari . 2017. Nuovi scavi nella necropoli punica di Villamar (2013-2015). FOLD&R Italy: 395.

Bibliography

    • E. Pompianu, 2015, La necropoli di Villamar nel contesto della presenza cartaginese nella Marmilla, in L’Africa Romana, a cura di P. Ruggeri, XX Convegno Internazionale di Studi (Alghero, 26-29 settembre 2013), Roma: 1795-1806.
    • E. Pompianu, c.s., La necropoli ipogea di Villamar (Sardegna-VS): i corredi funerari di età punica, VIII Congresso Internazionale di Studi Fenici e Punici, a cura di M. Guirguis, (Carbonia-Sant’Antioco, 21-26 ottobre 2013).
    • M. Murgia, 1993, Villamar. Una comunità, la sua storia, Dolianova.
    • P. Bartoloni, E. Pompianu, 2014, Nuovi scavi nella necropoli punica di Villamar, Quaderni della Soprintendenza per i Beni Archeologici per le Province di Cagliari e Oristano, 25: 440.
    • E. Pompianu, 2014, La necropoli punica di Villamar, in Summer school di archeologia fenicio-punica: Atti 2012, a cura di M. Guirguis, A. Unali, Carbonia: 39 – 45.
    • C. Piga, L. Piroddi, E. Pompianu, G. Ranieri, S. Stocco, A. Trogu, 2014, Integrated Geophysical and Aerial Sensing Methods for Archaeology: A Case History in the Punic Site of Villamar (Sardinia, Italy), Remote Sensing, 2014, 6: 10986-11012.