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Archaeological Survey

  • Italy
  • Molise
  • Provincia di Isernia
  • Frosolone

Summary

  • Obiettivo primario delle indagini è una conoscenza globale dei fenomeni di occupazione umana sviluppatisi durante le diverse fasi preistoriche in alcune aree interne ed altimetricamente elevate della penisola italiana. Il progetto inizia nel 2015, con una ricognizione sistematica dei territori limitrofi al sito dell’età del Bronzo della Rocca di Oratino (Lucci et alii 2016), lungo la Valle del Biferno, ma è nel 2016 che la missione acquisisce i caratteri generali poc’anzi esposti, focalizzandosi sui rilievi maggiori posti ad ovest dell’attuale abitato di Frosolone (IS). Nel 2016, le ricognizioni di superficie hanno interessato la fascia altimetricamente più elevata (sopra i 1000 m s.l.m.), con un’attenzione particolare verso gli speroni rocciosi, i piccoli altipiani naturalmente difesi ed i piccoli bacini lacustri intramontani. Le evidenze archeologiche rinvenute sul campo sono riferibili ad occupazioni relative a diverse fasi della preistoria, cronologicamente molto distanti tra loro. Sullo sperone roccioso di Pesco la Messa, anche a seguito di una segnalazione, sono stati rinvenuti numerosi frammenti ceramici ascrivibili a poco dopo la metà del II millennio a.C. (facies appenninica) con qualche elemento che sembrerebbe rinviare anche a momenti più antichi (prima metà del II millennio a.C. - facies protoappenninica). A questi si assocerebbero alcune punte di freccia, raccolte dai pastori che frequentano l’area, tipologicamente affini a quelle presenti in altri siti dell’età del Bronzo (ad esempio Coppa Nevigata). A poco più di 3,5 km in direzione nord rispetto a Pesco la Messa si erge lo sperone di Morgia Quadra, con una quota leggermente inferiore ma comunque elevata per l’ambito territoriale (1250 m s.l.m. circa). Anche quest’area ha restituito un cospicuo quantitativo di frammenti ceramici d’impasto che, sulla base di alcuni elementi decorati con motivi excisi, sarebbero ugualmente riconducibili alle produzioni vascolari tipiche della facies appenninica. La presenza di gruppi umani durante il Pleistocene è invece testimoniata dai numerosi manufatti litici rinvenuti in particolar modo in prossimità dei piccoli bacini lacustri posti sull’altipiano: gran parte di questi sono riconducibili ad industrie musteriane mentre alcuni elementi laminari potrebbero ascriversi ad un momento tardo del Paleolitico. Autori Sommario: Alberto Cazzella, Professore Ordinario di Paletnologia, Sapienza Università di Roma Enrico Lucci, Sapienza Università di Roma Rachele Modesto, Sapienza Università di Roma Vittorio Mironti, Sapienza Università di Roma

Project Dates

  • 2015 - 2016

Periods

  • No period data has been added yet

Survey Method

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  • Metodologia: L’area interessata dalle indagini di superficie (80 km2) è stata inquadrata in una griglia composta da unità di 1 km2, orientata secondo l’andamento del complesso orografico in analisi. Unico scopo di tale suddivisione è la programmazione delle attività di campo ma sempre in relazione ai naturali limiti geografici (pianori, altipiani, depressioni, bacini lacustri etc.). La collocazione topografica delle evidenze è avvenuta tramite rilevazione con GPS elaborata in seguito in ambiente GIS. Di fronte alla variabilità delle dispersioni e delle concentrazioni dei manufatti archeologici mobili sono state operate scelte di raccolta differenziate. Nei casi in cui vi fosse la presenza di materiali sporadici e scarsamente concentrati si è attuata una raccolta totale degli stessi, delimitando i limiti di dispersione con strumento GPS; al contrario, le grandi concentrazioni di manufatti sono state indagate attuando un metodo di campionamento con quadrati non contigui da 1x1 m, al fine di avere unità statisticamente valide, cui si è associata una raccolta di elementi selezionati perché particolarmente significativi. In un caso specifico, sullo sperone roccioso di Pesco La Messa, caratterizzato da una forte concentrazione di manufatti ben delimitata e non particolarmente ampia ma su una superficie molto accidentata, è stata attuata una raccolta totale tramite una griglia composta da quadrati di 10x10m.

Research Focus

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Other Comments

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  • In che termini si è sviluppata la frequentazione umana nelle aree montane interne alla penisola, e in particolare dei territori posti ad alta quota, durante le diverse fasi della preistoria? Quando questi territori sono stati frequentati e quando abbandonati? Che genere di evidenze archeologiche può conservare un contesto territoriale dalla fisiografia particolarmente articolata come quello dei rilievi interni dell’Appennino? Lo studio dell’occupazione pastorale moderna e delle strutture pastorali ora in abbandono può aiutare a comprendere le dinamiche pastorali nella preistoria?

Team

Funding Body

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  • Sapienza Università di Roma

Research Institution

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  • Sapienza Università di Roma

FOLD&R

    • Alberto Cazzella – Rachele Modesto –Vittorio Mironti – Claudia Sabbini – Enrico Lucci. 2019. L’ambiente montano appenninico tra Paleolitico medio ed età del Bronzo: nuovi dati dal “Molise Survey Project”. FOLD&R Archaeological Survey: 10.
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