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Year
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2005
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Summary
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it
Le opere per la realizzazione della nuova linea metropolitana di Napoli, nell’area di Fuorigrotta – piazzale Tecchio, hanno permesso l’acquisizione di nuovi dati circa la frequentazione della fascia litoranea napoletana in età proto-storica e romana.
Una massiccia copertura con depositi detritico-alluvionali sigillava il paleosuolo di epoca tardo romana, caratterizzato da numerose e strette solcature, che fanno ipotizzare tracce lasciate dal passaggio di carri.
Al di sotto di questo livello si estendeva un fall cineritico di colore grigio chiaro che ricopriva un suolo agricolo di epoca tardo repubblicana e della prima età imperiale, periodo in cui nel sito furono impiantate coltivazioni specializzate.
L’esplorazione di quest’ultimo livello ha restituito, oltre alla ceramica romana da cucina e da mensa, un discreto numero di frammenti in ceramica d’impasto provenienti dagli strati sottostanti.
La frequentazione protostorica è caratterizzata dalla presenza di un paleosuolo, costituito da un’unità cineritica mediamente unificata, con leggera pendenza verso sud e posto ad una quota media di circa m 18,10 s.l.m. Il paleosuolo s’impostava direttamente sui livelli di riempimento di un sistema di canali incrociati.
Lo scavo, pur non avendo rinvenuto tracce di strutture abitative, ha evidenziato un settore marginale dell’insediamento, forse occupato da strutture utilizzate occasionalmente.
L’abbondantissimo materiale ceramico rinvenuto, spesso associato a resti carboniosi, interpretabili come residui di combustione sia domestica che artigianale, fa ipotizzare la presenza di scarichi.
La tipologia dei reperti rimanda ad un orizzonte cronologico del Bronzo Medio Iniziale (BM1); quasi assente l’industria litica, fatta eccezione per due schegge di selce bruna.
Si può osservare che gli scarsi resti osteologici rinvenuti, relativi a specie domestiche di media e grande taglia, associati alla natura fertile dei suoli, sembrerebbero indicare un’economia stanziale basata sull’agricoltura e sull’allevamento. Il rinvenimento di un galleggiante per reti suggerisce l’integrazione con l’attività di pesca, mentre la presenza di varie scorie di bronzo attesta anche attività di tipo metallurgico.
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en
Work on the construction of a new underground line in Naples, in the area of Fuorigrotta – piazzale Tecchio, provided new data regarding the occupation of the coastal strip of Naples during the prehistoric and Roman periods.
A thick covering of detrital-alluvial deposits sealed the late Roman ground level. This was characterised by numerous narrow ruts which suggested tracks left by the passing of carts.
Below this level was an ash fall, light grey in colour, which covered a late Republican-early imperial agricultural surface. It was during this period that specialised cultivations were implanted on the site.
The investigation of this latter level produced Roman cooking and table wares, together with a discrete quantity of impasto pottery from the layers below. The prehistoric occupation was characterized by the presence of an ancient ground surface, constituted by a medium compact ash layer, with a slight slope to the south, situated at an average height of 18.10 m a.s.l. This ancient surface lay immediately on top of the fills of a system of intersecting channels.
Although no traces of dwellings were found the excavation identified a marginal sector of the settlement, perhaps occupied by structures for occasional use.
The abundance of pottery found, often associated with charcoal remains interpretable as the residue from both domestic and craft-working combustion, suggested the presence of middens.
The finds typology suggested a chronological horizon in the early Middle Bronze Age (MB 1); evidence of lithic working was almost absent, with the exception of two flakes of brown flint.
It may be observed that the few faunal remains found, relating to medium to large domestic species, associated with the fertile nature of the soils, would seem to indicate a permanent economy based on agriculture and stock raising. The find of a float for a fishing net suggests that fishing was also practised, whilst the presence of bronze waste attests metal working activities.