Name
Botteghelle
Date Range
4000 BC – 3000 BC
400 BC – 200 BC
1 – 500

Seasons

  • AIAC_2173 - Botteghelle - 2000
    Nel quadro dei lavori per la costruzione della linea ferroviaria del Treno ad Alta Velocità, nell’area del viadotto “Botteghelle” è stata individuata una forte presenza antropica distribuita in diverse epoche. La zona è attraversata, tra il I secolo d.C. e l’età tardo antica, da una strada. Accanto a una strada tagliata sul fianco della collina nel III secolo a.C. sono stati localizzati i resti di un santuario (IV-III secolo a.C.). La fase più antica è caratterizzata da una zona aperta con pozzo ed alcune fosse, che hanno restituito numerose coppette a vernice nera, unguentari, frammenti di coroplastica, statuette, riferibili alla seconda metà del IV secolo a.C. La seconda fase del santuario è contraddistinta dalla costruzione di una struttura in blocchi di tufo, forse un portico, delimitante un'area scoperta in cui fu scavata una vaschetta, marginata da tegole infisse verticalmente. A questo periodo risalgono abbondanti materiali ceramici, monete ed una coppa con due lettere graffite (IV secolo a.C.). Nella terza fase il cortile viene pavimentato con cocciopesto, mentre in alcune fosse sono state recuperati molti frammenti di coroplastica e di ceramica a vernice nera. Anche nell'ultima fase, verso la seconda metà del III secolo a.C., quando al posto del porticato si creò un ambiente chiuso, l’edificio conservò forse la funzione sacra originaria. In un paleosuolo coltivato con solchi paralleli, obliterato dall’eruzione “flegrea B”, si è rinvenuta una quantità notevolissima di materiale archeologico, fittile e litico, databile al Neolitico medio-finale e riferibile alle facies Serra d’Alto-Diana (IV millennio a.C.). Il repertorio ceramico è caratterizzato da anse a rocchetto, ciotole in impasto depurato, in argilla figulina dipinta a fasce semplici, da anse a nastro con protomi zoomorfe raffiguranti animali domestici (maiale) e appendici con riavvolgimenti semplici. L’industria litica è documentata da un’abbondante attestazione di strumenti interi in selce, ossidiana ed alcuni in diaspro.
  • AIAC_2173 - Botteghelle - 2001
    È proseguita l’indagine archeologica nell’area del viadotto “Botteghelle”. Nei pressi del santuario, databile tra la fine del IV e la fine del III secolo a.C., è stato individuato un fossato largo oltre m 15 e profondo oltre m 6. Ancora di difficile interpretazione (canale di drenaggio o di captazione di acque sorgive ?), esso incide una depressione naturale; perpendicolarmente ad esso correva una strada in terra battuta, impiantata durante il III secolo a.C. Dal riempimento del canale sono emersi grandi blocchi squadrati di tufo e frammenti di laterizi, probabilmente provenienti dalla distruzione del vicino santuario, oltre a ceramica comune ed a vernice nera, che permettono di collocare l’obliterazione della struttura tra il III ed il II secolo a.C. Per quanto concerne la fase neolitica, l’individuazione, sia sulla superficie che all’interno del paleosuolo sotto l’eruzione “flegrea B2, di resti di arature incrociate fa ipotizzare un continuo sfruttamento agrario di questa zona, che doveva trovarsi agli immediati margini di un villaggio i cui abitanti scaricavano nell’area i loro rifiuti. Si sono anche rinvenuti i resti delle prime fasi di tale insediamento: rimosso il paleosuolo con arature, sotto uno strato di terra mescolato ai prodotti dell’eruzione vesuviana di Mercato (7900 B.P., VI millennio a.C.), è stato messo in luce un piano formato dalla cenere della stessa eruzione, sul quale sono stati evidenziati quattrocento buchi di palo, numerosi pozzetti e fosse, sei focolari in fossa ed un canale curvilineo destinato ad alloggiare la fondazione di una recinzione in legno, in cui si legge la traccia dell'ingresso. L’abitato deve aver avuto una lunga vita con vari rifacimenti delle strutture in legno, tanto che l'affiancarsi dei numerosissimi buchi non consente neppure di individuare con certezza la forma delle capanne. Gli abbondanti materiali ceramici e d’industria litica recuperati permettono di affermare che, anche in questa fase più antica, la facies era ancora quella di Serra d’Alto-Diana (IV millennio a.C.).

Media

Name
Botteghelle
Year
2000
Summary
it Nel quadro dei lavori per la costruzione della linea ferroviaria del Treno ad Alta Velocità, nell’area del viadotto “Botteghelle” è stata individuata una forte presenza antropica distribuita in diverse epoche. La zona è attraversata, tra il I secolo d.C. e l’età tardo antica, da una strada.

Accanto a una strada tagliata sul fianco della collina nel III secolo a.C. sono stati localizzati i resti di un santuario (IV-III secolo a.C.). La fase più antica è caratterizzata da una zona aperta con pozzo ed alcune fosse, che hanno restituito numerose coppette a vernice nera, unguentari, frammenti di coroplastica, statuette, riferibili alla seconda metà del IV secolo a.C. La seconda fase del santuario è contraddistinta dalla costruzione di una struttura in blocchi di tufo, forse un portico, delimitante un'area scoperta in cui fu scavata una vaschetta, marginata da tegole infisse verticalmente. A questo periodo risalgono abbondanti materiali ceramici, monete ed una coppa con due lettere graffite (IV secolo a.C.). Nella terza fase il cortile viene pavimentato con cocciopesto, mentre in alcune fosse sono state recuperati molti frammenti di coroplastica e di ceramica a vernice nera. Anche nell'ultima fase, verso la seconda metà del III secolo a.C., quando al posto del porticato si creò un ambiente chiuso, l’edificio conservò forse la funzione sacra originaria.

In un paleosuolo coltivato con solchi paralleli, obliterato dall’eruzione “flegrea B”, si è rinvenuta una quantità notevolissima di materiale archeologico, fittile e litico, databile al Neolitico medio-finale e riferibile alle facies Serra d’Alto-Diana (IV millennio a.C.).

Il repertorio ceramico è caratterizzato da anse a rocchetto, ciotole in impasto depurato, in argilla figulina dipinta a fasce semplici, da anse a nastro con protomi zoomorfe raffiguranti animali domestici (maiale) e appendici con riavvolgimenti semplici. L’industria litica è documentata da un’abbondante attestazione di strumenti interi in selce, ossidiana ed alcuni in diaspro.
en During work on the new high speed railway line (TAV), substantial occupation traces relating to various periods were found in the area of the “Botteghelle” viaduct. Between the 1st century A.D. and the late antique period the zone was crossed by a road.

The remains of a sanctuary (4th-3rd century B.C.) were discovered beside the road cut into the hillside in the 3rd century B.C. The earliest phase was characterized by an open area with a well and a number of pits. The fills produced numerous black glaze cups, _ungentaria_, fragments of terracottas and statuettes dating to the second half of the 4th century B.C. The sanctuary’s second phase was distinguished by the building of a structure in tufa blocks, perhaps a portico, delimiting an open area into which tanks, bordered by tiles placed edgeways on, were sunk. A large amount of pottery, including a cup bearing two incised letters, and coins dated to this period (4th century B.C.). In the third phase the courtyard was paved with _opus signinum_, while many fragments from terracottas and of black glaze pottery were recovered from a number of pits. In the last phase, towards the middle of the 3rd century B.C., the building continued to preserve its sacred function. In this phase the portico was replaced by closed room.

An ancient ground surface cultivated with parallel furrows, obliterated by the “Flegrean B” eruption, produced a notable amount of archaeological, ceramic and stone material. This was datable to the mid-late Neolithic period and related to the Serra d’Alto-Diana facies (IV millennium B.C.).

The ceramic assemblage was characterised by reel handles, depurated impasto bowls, coarse banded painted ware, ribbon handles with zoomorphic applications representing domestic animals (pigs) and simple spiral appendages. Stone working was attested by a large number of complete flint, obsidian and jasper implements.
Summary Author
Stefano De Caro
Team
Archaeologists - Sosandra s.r.l.

Media

Name
Botteghelle
Year
2001
Summary
it È proseguita l’indagine archeologica nell’area del viadotto “Botteghelle”. Nei pressi del santuario, databile tra la fine del IV e la fine del III secolo a.C., è stato individuato un fossato largo oltre m 15 e profondo oltre m 6. Ancora di difficile interpretazione (canale di drenaggio o di captazione di acque sorgive ?), esso incide una depressione naturale; perpendicolarmente ad esso correva una strada in terra battuta, impiantata durante il III secolo a.C. Dal riempimento del canale sono emersi grandi blocchi squadrati di tufo e frammenti di laterizi, probabilmente provenienti dalla distruzione del vicino santuario, oltre a ceramica comune ed a vernice nera, che permettono di collocare l’obliterazione della struttura tra il III ed il II secolo a.C.

Per quanto concerne la fase neolitica, l’individuazione, sia sulla superficie che all’interno del paleosuolo sotto l’eruzione “flegrea B2, di resti di arature incrociate fa ipotizzare un continuo sfruttamento agrario di questa zona, che doveva trovarsi agli immediati margini di un villaggio i cui abitanti scaricavano nell’area i loro rifiuti. Si sono anche rinvenuti i resti delle prime fasi di tale insediamento: rimosso il paleosuolo con arature, sotto uno strato di terra mescolato ai prodotti dell’eruzione vesuviana di Mercato (7900 B.P., VI millennio a.C.), è stato messo in luce un piano formato dalla cenere della stessa eruzione, sul quale sono stati evidenziati quattrocento buchi di palo, numerosi pozzetti e fosse, sei focolari in fossa ed un canale curvilineo destinato ad alloggiare la fondazione di una recinzione in legno, in cui si legge la traccia dell'ingresso.

L’abitato deve aver avuto una lunga vita con vari rifacimenti delle strutture in legno, tanto che l'affiancarsi dei numerosissimi buchi non consente neppure di individuare con certezza la forma delle capanne. Gli abbondanti materiali ceramici e d’industria litica recuperati permettono di affermare che, anche in questa fase più antica, la facies era ancora quella di Serra d’Alto-Diana (IV millennio a.C.).
en Archaeological investigations continued in the area of the “Botteghelle” viaduct. Close to the sanctuary, dating to the between the end of the 4th and the end of the 3rd century B.C., a ditch over 15 m wide and over 6 m deep was discovered. Of difficult interpretation (drainage channel or collection of spring water?), it cut a natural depression. At a right angle to it there was a beaten earth road, made during the 3rd century B.C. Large squared tufa blocks and brick fragments came out of the channel, material probably relating to the destruction of the sanctuary, as well as coarse wares and black glaze pottery which dated the obliteration of the structure to between the 3rd-2nd century B.C.

As regards the Neolithic phase, the identification, both on the surface and within the ancient ground level below the “Flegrean B2” eruption, of the remains of intersecting plough furrows suggests that the agricultural use of this area was continuous. The zone must have been on the edge of a village whose inhabitants dumped their refuse here. The remains of the first phases of this settlement were also found. Once the ancient plough soil was removed, below a layer of earth mixed with material from the Mercato (7900 B.P., 6th millennium B.C.) eruption of Vesuvius, a floor was revealed constituted by the ashes from this eruption. Within the floor surface were four hundred post holes, numerous pits and ditches, six hearths in pits and a curved channel forming the housing for the foundations of a wooden enclosure, of which traces of the entrance were visible.

The settlement must have had a long life, with various alterations to the wooden structures, so much so that the proximity of so many post holes made it impossible to identify with any certainty the shape of the huts. The large quantity of pottery and evidence for stone working attested that, in this earliest phase also, the _facies_ was that of Serra d’Alto-Diana (4th millennium B.C.).
Summary Author
Stefano De Caro

Media

  • De Caro 2002
    S. De Caro 2002, L’attività della Soprintendenza archeologica di Napoli e Caserta nel 2001, in Atti del XLI Convegno di Studi sulla Magna Grecia (Taranto 2001), Taranto: 635-675.
  • De Caro 2001
    S. De Caro 2001, L’attività della Soprintendenza archeologica di Napoli e Caserta nel 2000, in Atti del XL Convegno di Studi sulla Magna Grecia (Taranto 2000), Taranto: 865-905.

Location

Location
Ponticelli
Easting
14.335593
Northing
40.861105