AIAC_1197 - Roca - 2014La campagna di scavi del 2014 si è protratta per tre settimane, dal 22 settembre all’17 ottobre.
Le indagini si sono concentrate nel settore nordoccidentale dell’insediamento, nei SAS XX e IX, ed hanno interessato la fronte esterna delle fortificazioni del Bronzo medio, tra la porta monumentale e la postierla A, e alcuni livelli di occupazione del Bronzo recente e finale nella cd. area cultuale.
Nel tratto delle fortificazioni oggetto delle indagini i paramenti murari si conservavano in alzato per poche decine di centimetri; l’area, è stata suddivisa in quattro settori e sono state condotte accurate operazioni di pulizia delle creste dei muri e dei crolli; questi ultimi sono stati parzialmente asportati dopo la realizzazione dei rilievi.
È stata eseguita una battuta di fotografie zenitali al fine di comporre un fotomosaico che, elaborato con un software di raddrizzamento, è stato utilizzato come base per i rilievi georeferenziati.
Immediatamente a sud della postierla A, oltre ad un ampio crollo di pietre per lo più lastriformi a ridosso del fronte esterno, si è costatata la presenza di un basamento quadrangolare, verosimilmente da riferire ad una piccola torre che difendeva la postierla stessa.
Resti di un basamento simile, apparentemente riferibile a una seconda torre, sono stati individuati all’estremità opposta del tratto esplorato, sul lato nord della porta monumentale all’altezza del corridoio degli ortostati. Queste strutture dimostrano che le difese del Bronzo medio presentavano un’articolazione assai più complessa di quanto si fosse supposto. Tra i crolli sono stati rinvenuti rari frammenti di ceramica d’impasto riferibili al Bronzo medio 3.
Un piccolo saggio in profondità è stato avviato nel settore 1, immediatamente a sud della postierla A, al fine di verificare se questa presentasse all’esterno una sistemazione analoga a quella riscontrata nelle postierle C, D ed E, con il fossato che ripartiva a sud oltre il ponte di roccia risparmiata posto in corrispondenza dell’ingresso. Dopo la parziale asportazione dei crolli che lo colmavano, si è potuto costatare che in questo tratto il fossato non terminava con una parete regolare, ma con una rozza rampa, verosimilmente funzionale ad attività di cantiere.
Da questo elemento si è dedotto che probabilmente il fossato non era stato completato quando l’abitato fu distrutto dall’incendio che causò anche il crollo delle fortificazioni; la breve durata dell’esposizione alle intemperie spiegherebbe perché le sue pareti presentino ancora segni molto netti degli strumenti utilizzati per scavarlo, altrimenti inspiegabili vista la facile degradabilità della calcarenite.
Nel SAS IX si è intervenuti lungo il margine orientale della ‘capanna tempio’ del Bronzo finale 2. Sono state individuate e svuotate alcune buche di palo, che consentiranno d’integrare i rilievi planimetrici della struttura, ed è stato asportato uno degli ultimi lembi dello strato d’incendio sopra il battuto pavimentale. Questo ha restituito alcuni manufatti ceramici d’impasto e il fondo di un grande dolio cordonato in argilla figulina.
Sono stati prelevati vari campioni di terreno ed è stata eseguita una setacciatura sistematica che ha consentito di recuperare semi carbonizzati e microfauna.
Si è inoltre proseguito lo scavo, già avviato nella precedente campagna, di un testimone lasciato al di sotto dei muri di una struttura tardomedievale (già smantellati) al fine di raggiungere il grande battuto pavimentale che contrassegna la riorganizzazione urbanistica di quest’area dell’abitato nel Bronzo recente 2.
A conclusione della campagna dieci giornate lavorative sono state dedicate a interventi di restauro e protezione. I lavori sono stati affidati ad una ditta di costruzioni tramite gara e sono stati seguiti dal responsabile scientifico.
AIAC_2380 - Riparo l’Oscurusciuto - 2013Nella prima fase dei lavori della quindicesima campagna, lo scavo è proseguito nello strato di tefra (US 14 – Epomeo verde di Ischia - potenza 60 cm – ca 55mila anni BP ) in due aree di 4 mq l'una. Nei quadrati D-E-F-G/11 è stata asportata la parte superiore di US 14 (taglio 1) per uno spessore di 10-12 cm dove è presente materiale sporadico, soprattutto litico. Sono stati riconosciuti alcuni rimontaggi.
Il taglio 2 di US 14 è stato indagato in D-E-F-G/11-12 per uno spessore di circa 10 cm. Le ceneri vulcaniche hanno restituito rarissimi reperti litici. Nel quadrante F12 III è stato isolato un rizolite con sviluppo verticale per tutto lo spessore del tefra. Questo reperto, del diametro medio di 2 cm, è risultato in continuità con l'esteso insieme di rizoliti a contatto e in prossimità con la sottostante paleosuperficie.
Nella successiva fase di lavoro è stata messa in luce, evidenziandone i dettagli, la paleosuperficie sigillata dal tefra. Nella nuova area sono emersi altri due interessanti insiemi di pietre, uno in E12 III/E13 IV, l'altro in F11 II/F12 I. Questi due raggruppamenti formano, con una pietra di maggiori dimensioni parzialmente immersa nella sezione di scavo, un allineamento E/W situato tra la struttura a semicerchio evidenziata lo scorso anno e la parete W del riparo. Questo allineamento separa un'area più depressa, d’angolo fra le due pareti N/W del riparo e con scarso materiale antropico, da una zona ricca di frammenti di diafisi di ossa lunghe di grandi ungulati, litica e alcune pietre apparentemente non strutturate. L'abbondanza di frammenti di diafisi riguarda l'intera porzione Sud della paleosuperficie (US 15). Evidenti anche frammenti di mandibole e di mascellari di Uro, la specie nettamente dominante in questa fase.
L'area della paleosuperficie finora indagata sembra quindi essere interessata da due strutture adiacenti. Una, individuata lo scorso anno, è costituita da un semicerchio di pietre addossato alla parete Nord. In corrispondenza delle pietre la paleosuperficie presenta un evidente leggero rilievo. La seconda struttura, sopra descritta, ha in comune con la prima la scarsità di materiale nella parte interna e un rilievo nella zona perimetrale. All'esterno delle due strutture sono abbondanti i resti ossei, in gran parte costituiti da frammenti di ossa lunghe, mandibole e mascellari. L’industria litica finora raccolta sembra per la maggior parte riconducibile al sistema di produzione Levallois unipolare, analogamente a quanto attestato nella parte superiore della serie, successiva al tefra.
Nella terza fase di lavoro è iniziato il prelievo delle ossa e della litica presenti sulla superficie.
Le ricerche sono state condotte su concessione ministeriale in accordo con la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia. Alla campagna di scavo hanno partecipato oltre agli scriventi: Francesco Boschin, Francesco Colopi, Jacopo Crezzini, Elena D'Itria, Paolo Gambassini, Olivia Lisi, Giulia Marciani, Anna Pizzarelli, Giulio Poggi, Marco Serradimigni, Vincenzo Spagnolo, Gianna Tinacci.
Un sentito ringraziamento all'amico Piero Di Canio di Ginosa e alla sua famiglia per l'indispensabile appoggio logistico e all'Amministrazione Comunale per il contributo alle spese sostenute.