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Raissa Gori

Season Team

  • AIAC_827 - Basilica di S. Severo - 2013
    L’area archeologica di San Severo a Classe è stata oggetto di otto campagne di scavo tra il 2006 e il 2013. Le indagini si sono concentrate in 5 aree principali, localizzate in posizioni strategiche per la comprensione e l’analisi del sito: l’area interna alla chiesa (area I), l’area posta sul lato nord dell’edificio (area II), l’area posta a sud della chiesa (area III), l’area davanti al nartece (area IV), l’area a est dell’abside (settore 12000). Il deposito indagato in tutti e quattro i diversi settori è caratterizzato da uno spessore di circa un metro, prodotto dalle numerose fasi dalla sequenza insediativa. Nel prosieguo delle indagini (2013), per comprendere meglio la funzione del complesso monastico nell’area III, è stato approfondito lo scavo di alcuni settori situati all’interno e all’esterno del complesso monastico. Sono state identificate alcune zone produttive tra la sala capitolare e un ampliamento del complesso monastico altomedievale, lungo il braccio est, legata alla produzione di una campana. È stato inoltre scavato lo _scriptorium_ e il refettorio, in cui sono state riportate alla luce le fasi originarie che mostrano una diversa articolazione dello spazio interno al monastero. Nel chiostro sono state inoltre scavate due fosse destinate a ossario e una vasca con tracce di recinti marmorei al centro esatto del giardino, di fronte e precedente il lavatoio di XI secolo. Nuove sepolture sono state inoltre scavate nell’area del nartece e all’interno del sacello tardoantico, tra cui spicca la tomba al centro dell’abside, databile alla metà del IV secolo e associata al proprietario della villa nella sua fase tardoromana. Nuove strutture di servizio e _atelier_ per le attività di produzione del monastero sono state infine identificate sul lato sud del complesso, destinate alla lavorazione del metallo e ad altre manifatture legate alla vita quotidiana della comunità monastica (macinazione del grano, immagazzinamento dei cereali, allevamento di pollame).
  • AIAC_827 - Basilica di S. Severo - 2015
    Le indagini del 2015 si sono svolte in sette diverse zone del monastero. La prima si trova all’interno del chiostro, di fronte al portico colonnato antistante il refettorio. Al di sotto dei piani di frequentazione, databili tra XI e XIII secolo, è stata rinvenuta una fornace a riverbero per la produzione del bronzo, in parte tagliata dalle fondazioni della fontana. Si tratta di una fornace associata alla prima fase di costruzione del monastero (seconda metà del IX secolo), forse legata alle attività di cantiere. Tra i molti residui di produzione sono state rinvenute piccole placchettte in bronzo, non finite, moltissime tracce di colatura e un crogiolo in pietra ollare, ma nessuno stampo. Al di sotto è stata anche rinvenuta una base di colonna marmorea, anteriore alla costruzione del monastero, da associare alla villa o alla basilica altomedievale. Un settore di scavo è stato aperto anche nell’ambiente a est del refettorio, all’interno dell’edificio principale. Sono state scavate le fasi di frequentazione di XI secolo, con numerose tracce di architetture lignee, legate a scaffalature e tramezzi. Al di sotto sono anche emerse le strutture del più antico monastero, con un muro divisorio in mattoni legati da argilla e parte del suo alzato in terra. All’esterno di questo edificio, in un annesso quadrangolare costruito a ridosso del complesso monastico originario, sono stati asportati tutti gli strati associati al cantiere di IX e al rialzamento dei piani di XI secolo. In associazione a queste fasi, sono state individuate le evidenze di un rifacimento imponente delle cortine murarie (metà XIII secolo). A est dell’annesso abbiamo potuto scavare alcuni depositi anteriori alla costruzione di questo edificio, separati dal complesso principale della tarda età carolingia. È così emersa una grande piattaforma circolare, realizzata in mattoni di scarto, circondata da un impronta parallela larga 40 cm ca. Al centro di questa struttura si trovava un perno in legno, sostenuto da una inzeppatura in laterizi, probabilmente mosso da alcuni ingranaggi in ferro. Su tutta la superficie è stato individuato un esteso strato con tracce di decomposizione organica molto marcate. Al loro interno vi sono stati rinvenuti alcuni grumi di ferro distorto. Si tratta di un macchinario impostato intorno a un perno centrale, forse una macina o un torchio. Più a sud sono proseguite le indagini in due settori esterni all’edificio principale. Vi sono stati raccolti materiali che confermano la cronologia delle fasi di frequentazione di questa zona del complesso monastico, a partire dall’XI secolo. Un ultimo settore è stato scavato sul lato sud del complesso monastico, in corrispondenza di un accesso a due porte del refettorio, che nel XIV secolo fu chiuso da una tamponatura in mattoni. Anteriormente vi si accedeva da un piccolo portico quadrangolare che collegava il monastero con quest’area esterna, utilizzata per varie attività lavorative, stalle e ricoveri per gli animali. Lo scavo ha consentito di identificare anche due fasi anteriori di questa zona dell’edificio, quasi al centro del lungo complesso monastico, dove si trovava un’ampia vasca a due camere quadrangolari, forse legate all’allevamento dei pesci.