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Daniele Sacco

Season Team

  • AIAC_3470 - Castello di Monte Copiolo - 2002
    Da dodici anni l’Insegnamento di Archeologia Medievale dell’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo si è concentrato sullo studio dell’incastellamento della sub-regione storica del Montefeltro (Marche, Romagna). In particolare il sito di Monte Copiolo risulta, ad oggi, l’unico contesto incastellato marchigiano indagato in maniera estensiva continuativamente da oltre un decennio. Il proseguo dei lavori calibrerà ulteriormente i risultati ottenuti dalla ricerca, permettendo di comprendere in maniera sempre più approfondita l’insediamento nella sua completezza, ma permetterà anche, attraverso l’avanzamento degli scavi in altri contesti incastellati limitrofi, di confrontare lo stesso -modello copiolese- con altri siti presenti nella sub-regione storica del Montefeltro per giungere ad una lettura quanto più rispondente alla realtà dell’incastellamento feretrano. A monte ci rendevamo conto che scavare questo castello avrebbe significato riportare alla luce il principale sito di potere feretrano poiché prima sede di residenza dei conti di Montefeltro (poi duchi di Urbino) signori di un vasto territorio a cavallo tra Romagna, Marche ed Umbria di cui M. Copiolo era il fulcro. Per questo ed altri motivi si è deciso di sviluppare, soprattutto in questo contesto, l’attività di indagine stratigrafica e, più in generale, nel Montefeltro (il contenitore) le indagini ricognitive di archeologia dei paesaggi. L’analisi generale dei contesti portati alla luce (campagne di scavo 2002-2013) presso il cantiere di M. Copiolo ha condotto ad una lettura diacronica dell’insediamento. Il risultato è la proposizione di un “modello” di castello, un castello di tipo toubertiano, fondato, voluto e realizzato da un potere forte, un potere signorile, che nella fondazione di questa fortificazione concentrò tutti i suoi sforzi e che di questo castello si servì per espandere e rafforzare la propria signoria territoriale.
  • AIAC_3470 - Castello di Monte Copiolo - 2016
    Nel mese di agosto dell'anno 2016, presso l'area archeologica comunale del Castello di Monte Copiolo (PU) si è tenuta la XV campagna di scavo condotta dall'Insegnamento di Archeologia Medievale dell'Università degli Studi di Urbino Carlo Bo. Dopo tre anni durante i quali è stata indagata l’area del Complesso della Misericordia (Area 9) situata alla base dell'abitato, nel corso di questa campagna le indagini sono tornate a focalizzarsi all'interno del recinto della rocca sommitale dell’insediamento. È stato aperto un nuovo saggio in Area 2, denominato Saggio H, posto a sud dei precedenti saggi G e D2. L’area scelta per l’intervento risultava utile alla comprensione e all’indagine dell’ultimo tratto del _palatium_ sommitale della rocca. L’area del saggio occupa una superficie di forma quadrangolare dalle dimensioni di ca. m 4,5 (est-ovest) x5 (nord-sud). Secondo le fonti iconografiche seicentesche (acquerello di Francesco Mingucci) chiudeva il _palatium_, verso sud, un torrione a pianta quadrangolare. Il saggio di scavo intendeva verificare se nell'area restassero strutture pertinenti a quel torrione, poste anche alcune anomalie nel terreno che lasciavano intendere, al di sotto degli strati di terra, la presenza di una struttura. Al di sotto di alcuni strati pertinenti alle opere di demolizione del castello avvenute post XVI secolo, sono emersi i resti di un ambiente quadrangolare che è stato interpretato come vano interno da porre in relazione con una struttura sovradimensionata, probabilmente il torrione visibile nell'acquerello. Lo scavo dell'area è ancora in corso, nelle prossime campagne di scavo verrà meglio circostanziata la parabola diacronica di utilizzo di questa struttura.
  • AIAC_3470 - Castello di Monte Copiolo - 2017
    Nel mese di agosto dell'anno 2016, presso l'area archeologica comunale del Castello di Monte Copiolo (PU) si è tenuta la XV campagna di scavo condotta dall'Insegnamento di Archeologia Medievale dell'Università degli Studi di Urbino Carlo Bo. Dopo tre anni durante i quali è stata indagata l’area del Complesso della Misericordia (Area 9) situata alla base dell'abitato, nel corso di questa campagna le indagini sono tornate a focalizzarsi all'interno del recinto della rocca sommitale dell’insediamento. È stato aperto un nuovo saggio in Area 2, denominato Saggio H, posto a sud dei precedenti saggi G e D2. L’area scelta per l’intervento risultava utile alla comprensione e all’indagine dell’ultimo tratto del _palatium_ sommitale della rocca. L’area del saggio occupa una superficie di forma quadrangolare dalle dimensioni di ca. m 4,5 (est-ovest) x5 (nord-sud). Secondo le fonti iconografiche seicentesche (acquerello di Francesco Mingucci) chiudeva il _palatium_, verso sud, un torrione a pianta quadrangolare. Il saggio di scavo intendeva verificare se nell'area restassero strutture pertinenti a quel torrione, poste anche alcune anomalie nel terreno che lasciavano intendere, al di sotto degli strati di terra, la presenza di una struttura. Al di sotto di alcuni strati pertinenti alle opere di demolizione del castello avvenute post XVI secolo, sono emersi i resti di un ambiente quadrangolare che è stato interpretato come vano interno da porre in relazione con una struttura sovradimensionata, probabilmente il torrione visibile nell'acquerello. Lo scavo dell'area è ancora in corso, nelle prossime campagne di scavo verrà meglio circostanziata la parabola diacronica di utilizzo di questa struttura.
  • AIAC_3580 - Pieve di San Cassiano in Pitino - 2015
    Durante la campagna 2015 sono stati condotti due saggi di scavo nell’area centrale dell’antico municipio, in prossimità della pieve romanica di San Cassiano in Pitino. Il saggio 1 è stato aperto di fronte alla Chiesa Medievale, immediatamente a Ovest di un sondaggio effettuato nel 2014 che aveva restituito resti di strutture di età romana e alcune tombe di epoca tardoantica. È venuto alla luce un tratto di muratura di età romana in ciottoli di forma irregolare, conservato solo a livello delle fondazioni, e alcuni frammenti di terrecotte architettoniche (lastre di fregio con rosette e triglifi), da mettere in relazione con un edificio sacro di età repubblicana che doveva essere ubicato in corrispondenza dell’attuale Pieve, nel punto più alto del pianoro su cui sorgeva la città di Pitinum Pisaurense. Il saggio 2 è stato invece realizzato nell’area immediatamente a nord della via basolata che lambisce la struttura della Pieve stessa, messa in luce negli anni Novanta del secolo scorso. Durante questi interventi di scavo l’area contigua alla strada lastricata era stata interessata solamente da un’analisi parziale, limitata a documentare lo strato di età bassomedievale, senza indagare gli strati più antichi. Dopo un’accurata pulizia della zona si è proceduto allo scavo stratigrafico dell’area che ha permesso di mettere in luce gli strati relativi alle fasi dell’abbandono del municipio romano e della rioccupazione del sito con strutture di fortuna. In particolare nella zona nord del saggio emerge un circoscritto strato di pietre e laterizi mentre, a poca distanza, nella zona nord-est del saggio, affiorano due isolati resti di terra concotta rossiccia. A sud del saggio invece emergono quattro pietre disposte di taglio che costituiscono un contenimento per una buca di palo, che taglia uno strato sottostante di terra nera e grassa che si estende uniformemente in tutta la superficie del saggio, dalla via basolata al termine nord dello scavo. Oltre alla buca di palo, sono state messe in evidenza due fosse di differente entità, una di forma circolare, riempita da malta di calce gialla e ghiaia, ed una rotondeggiante riempita da uno strato di pietrame sparso. Lo scavo è stato interrotto e ricoperto, in attesa di essere ripreso e terminato nella campagna 2016.