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Eric Thienes

Season Team

  • AIAC_2387 - Coriglia - 2013
    Giunte ormai all’ottavo anno, le indagini di scavo nel sito di Coriglia sono state mirate all’approfondimento delle aree di maggiore interesse archeologico. Con la sua estensione di 640 m² e con il suo articolato complesso edilizio prospiciente la vallata del Paglia, il saggio C è l’area di indagine più vasta del sito. Si è intervenuti qui con scavi finalizzati all’approfondimento di alcune situazioni già evidenziate nelle scorse campagne, quali la definitiva messa in luce della fornace tardo-antica e l’indagine degli ambienti più meridionali del complesso. Per la fornace si è individuata la pavimentazione in argilla concotta e definita la pianta e le tecniche costruttive della struttura. Molto probabilmente il mastio centrale è stato costruito usando una cassaforma lignea all’interno della quale l’argilla si lasciava indurire. In un settore del saggio C, a ridosso della faccia orientale del muro perimetrale E, è stata articolata una situazione già evidenziata nella campagna 2012. Si tratta di un taglio sub-circolare nel pavimento in cocciopesto della stanza. La buca risulta riempita da un terreno scuro, ricco di carbone e ossa animali, rivestito con laterizi e frammenti ceramici posti di taglio. Al centro è posto un elemento in trachite grigio-blu, molto friabile, di forma “ad imbuto” del diametro di 33 cm, con faccia superiore spiovente verso un foro centrale passante. Interessante il ritrovamento, in corrispondenza del fondo della fossa, di una valva di conchiglia. La presenza di un resto così particolare ha consentito di avanzare un’ipotesi sull’interpretazione di tale fossa. È noto quanto le conchiglie siano portatrici di valori simbolici, non solo legati alla sfera sessuale femminile, ma anche al cosmo acquatico e al culto delle acque. Ci si potrebbe trovare di fronte ad un gesto intenzionale: nel caso specifico la fossa rituale, posta all’interno di una rottura della pavimentazione della stanza, potrebbe essere stata operata proprio in occasione dell’abbandono della stessa, avvenuto in un periodo ancora da definire. Per la zona orientale del saggio, con murature orientate E/W (l’ultima delle quali, la più settentrionale, è stata portata alla luce proprio durante questa campagna di indagini), si ritiene che tali strutture siano costruzioni di terrazzamento per contenere la collina. Il saggio F è stato ampliato nella sua porzione NW per investigare la struttura muraria rinvenuta al termine dello scavo 2012. Si tratta di una nuova vasca localizzata a W di quella già messa in luce: un bacino di raccolta idrica, di cui al momento non si conoscono le dimensioni complessive, con potenti muri perimetrali con rivestimento in _opus latericium_ . Riutilizzato forse come collettore, funzionale ad una canaletta individuata a monte, si rinviene _in situ_ , un _catillus_ in leucitite tipo Morgantina. Nel saggio I, in passato, era stata già documentata una canaletta con _catillus_ di quel tipo riutilizzato. Il saggio A è stato ampliato sia a S che a N per riportare alla luce un altro tratto della massicciata stradale e accertare la presenza di strutture ai margini del percorso viario. Si è potuta accertare la presenza di un più antico acciottolato stradale, di epoca etrusca. La prima strada, esposta solo per il breve tratto di 1,08 m e al momento di incerta cronologia specifica, è visibile sia nella sezione N del tracciato ellenistico sia nell’ampliamento settentrionale del saggio operato quest’anno. La carreggiata è larga 2,70 m caratterizzata da scaglie litiche e ciottoli fluviali, più irregolari e piccoli delle strade successive.