AIAC_2387 - Coriglia - 2013Giunte ormai all’ottavo anno, le indagini di scavo nel sito di Coriglia sono state mirate all’approfondimento delle aree di maggiore interesse archeologico.
Con la sua estensione di 640 m² e con il suo articolato complesso edilizio prospiciente la vallata del Paglia, il saggio C è l’area di indagine più vasta del sito. Si è intervenuti qui con scavi finalizzati all’approfondimento di alcune situazioni già evidenziate nelle scorse campagne, quali la definitiva messa in luce della fornace tardo-antica e l’indagine degli ambienti più meridionali del complesso.
Per la fornace si è individuata la pavimentazione in argilla concotta e definita la pianta e le tecniche costruttive della struttura. Molto probabilmente il mastio centrale è stato costruito usando una cassaforma lignea all’interno della quale l’argilla si lasciava indurire.
In un settore del saggio C, a ridosso della faccia orientale del muro perimetrale E, è stata articolata una situazione già evidenziata nella campagna 2012. Si tratta di un taglio sub-circolare nel pavimento in cocciopesto della stanza. La buca risulta riempita da un terreno scuro, ricco di carbone e ossa animali, rivestito con laterizi e frammenti ceramici posti di taglio. Al centro è posto un elemento in trachite grigio-blu, molto friabile, di forma “ad imbuto” del diametro di 33 cm, con faccia superiore spiovente verso un foro centrale passante. Interessante il ritrovamento, in corrispondenza del fondo della fossa, di una valva di conchiglia. La presenza di un resto così particolare ha consentito di avanzare un’ipotesi sull’interpretazione di tale fossa. È noto quanto le conchiglie siano portatrici di valori simbolici, non solo legati alla sfera sessuale femminile, ma anche al cosmo acquatico e al culto delle acque. Ci si potrebbe trovare di fronte ad un gesto intenzionale: nel caso specifico la fossa rituale, posta all’interno di una rottura della pavimentazione della stanza, potrebbe essere stata operata proprio in occasione dell’abbandono della stessa, avvenuto in un periodo ancora da definire.
Per la zona orientale del saggio, con murature orientate E/W (l’ultima delle quali, la più settentrionale, è stata portata alla luce proprio durante questa campagna di indagini), si ritiene che tali strutture siano costruzioni di terrazzamento per contenere la collina.
Il saggio F è stato ampliato nella sua porzione NW per investigare la struttura muraria rinvenuta al termine dello scavo 2012. Si tratta di una nuova vasca localizzata a W di quella già messa in luce: un bacino di raccolta idrica, di cui al momento non si conoscono le dimensioni complessive, con potenti muri perimetrali con rivestimento in _opus latericium_ . Riutilizzato forse come collettore, funzionale ad una canaletta individuata a monte, si rinviene _in situ_ , un _catillus_ in leucitite tipo Morgantina. Nel saggio I, in passato, era stata già documentata una canaletta con _catillus_ di quel tipo riutilizzato.
Il saggio A è stato ampliato sia a S che a N per riportare alla luce un altro tratto della massicciata stradale e accertare la presenza di strutture ai margini del percorso viario. Si è potuta accertare la presenza di un più antico acciottolato stradale, di epoca etrusca. La prima strada, esposta solo per il breve tratto di 1,08 m e al momento di incerta cronologia specifica, è visibile sia nella sezione N del tracciato ellenistico sia nell’ampliamento settentrionale del saggio operato quest’anno. La carreggiata è larga 2,70 m caratterizzata da scaglie litiche e ciottoli fluviali, più irregolari e piccoli delle strade successive.
AIAC_313 - Campo della Fiera - 2018La campagna di scavo del 2018 ha avuto luogo dal 2 luglio al 25 agosto.
Nel saggio M si è proceduto nello scavo ad ovest del muro di fondo del piccolo sacello arcaico, È proseguita l’indagine della canaletta che attraversa l’area da sud a nord, la cui terra di riempimento ha fornito come materiale datante la ceramica a pareti sottili.
Nel saggio H è stata indagata l’area ad Ovest della facciata della chiesa medievale, liberando una canaletta in cotto, al disotto della quale erano collocate deposizioni a fossa terragna. Infine si è definitivamente riportata in luce la fondazione del muro di facciata della chiesa il cui sistema costruttivo presenta le stesse caratteristiche del paramento Est. Per l’età romana le indagini hanno consentito di mettere in luce il pavimento a mosaico dell’ambiente 13.
Lo scavo del saggio H-W ha interessato due aree di ampliamento poste a Sud e Nord della zona indagata nelle campagne 2016 e 2017. Sul fronte Sud si è delimitato completamente il perimetro dei vani 15 e 20 ed è emerso un nuovo vano posto ad Est dei due precedenti ambienti, denominato vano 21. La porzione di terreno investigata verso Nord ha permesso di avere una visione più completa dell’ambiente 8, il quale però non risulta ancora chiuso sul fronte settentrionale.
Nel saggio N-T, dopo l’asportazione dei livelli altomedievali e romani, è stato portato in luce l’edificio etrusco in parte scavato nel 2016, con fondazioni in blocchi di tufo simili per proporzioni e tecnica costruttiva a quelle del tempio C, ma con orientamento differente.
Nel saggio R si è messo in luce il _tepidarium_ del complesso termale di età adrianea che subisce nella seconda metà del IV sec. d.C., forse poco prima dell’abbandono del complesso, un cambiamento d’uso divenendo _caldarium_.
Nell’Area Sud è stata individuata una seconda fornace a pianta circolare, di dimensioni inferiori a quella scoperta in precedenza. Le due fornaci, oltre alla stessa morfologia, presentano anche identico orientamento, con l’imboccatura disposta nord-sud e apertura a nord.