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AIAC_3441 - Brindisi, via Osanna nn. 7-11 - 2011Fra il 2005 e il 2007 sono state eseguite indagini sistematiche in quattro immobili situati lungo via Cappuccini e il suo prolungamento costituito da via Osanna: in via Osanna 49 nel 2005, nel cantiere contiguo in via Cappuccini 1 e in via Osanna 78, nel 2006 e in via Osanna 31 nel 2007.
Alle 271 le sepolture rinvenute fra il 2005 e il 2007, che costituiscono un campione numericamente significativo di sepolture riferibili ad un ceto medio-basso, come si può desumere dalla tipologia delle tombe, dagli oggetti di corredo e dallo studio epigrafico, che conferma l’appartenenza dei sepolcri rinvenuti con le stele in situ a ingenui, servi e liberti (cfr. COCCHIARO-MARANGIO 2006), si aggiungono le 14 sepolture rinvenute in via Osanna 7-11.
L’attività archeologica è iniziata il 7 settembre ed è stata ultimata il 25/11/2011, con soluzioni di continuità dovute all’urgenza da parte della proprietà di mettere in sicurezza il cantiere con il procedere dello scavo.
Le sepolture rinvenute, databili al I-II sec. d.C., sono del tipo incinerazione entro olle fittili (fig. 1), a cassa laterizia con coperture varie (figg. 2-3), a fossa terragna coperta da elementi fittili e/o lapidei (fig.4).
Quattro tombe a cassa laterizia si incuneavano al di sotto di via Osanna attuale e sono state documentate solo fotograficamente.
Nell’area sono state rinvenute stele funerarie non in connessione con le sepolture.
I lavori di scavo hanno raggiunto il banco geologico, in cui erano alloggiate le sepolture più antiche (cfr. fig. 4) e la quota di cantiere.
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AIAC_3536 - Brindisi - 2011
A Brindisi, in concomitanza con i lavori di ristrutturazione del complesso della “Casa del Turista” (ex Scuola Marinara), la cui facciata principale prospetta nel porto interno della città, sul lungomare Regina Margherita, è stata condotta nel 2011 - nell'ambito di un progetto di restauro dell'intero stabile, finanziato dal Comune di Brindisi - una campagna di scavo di tipo estensivo nell’area centrale del cortile meridionale del complesso.
L'indagine, diretta della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia, si è svolta all'interno di un'area già esplorata nel 1999 e nel 2000, mediante apertura di saggi esplorativi nell’area centrale e settentrionale del cortile.
I risultati ottenuti con la campagna di scavo del 2011, integrati con la documentazione delle precedenti indagini, hanno permesso di ricostruire la sequenza delle fasi di frequentazione di un complesso che, grazie alla sua strategica posizione, ha avuto per la città un ruolo storico fondamentale a partire dall’età romana fino ai nostri giorni.
Le tracce più antiche, risalenti all’età romana, sono documentate da strutture databili alla prima età imperiale e riconducibili all'impianto di un edificio, la cui dislocazione lungo la costa, potrebbe far supporre una destinazione di tipo commerciale.
Una fase di distruzione, documentata da strati di crollo, è collocabile fra il III e IV secolo d.C. Sugli strati di livellamento vengono creati nuovi spazi destinati allo svolgimento di attività produttive legate, verosimilmente, alla lavorazione di metalli; ipotesi motivata dalla presenza di scorie di bronzo e monete, oltre a materiale ceramico databile al V-VII secolo.
Una fase di frequentazione medievale è documentata da strutture e strati che hanno restituito materiale collocabile tra il XIII e il XVI secolo.
Allo stesso ambito cronologico si riferiscono i resti strutturali pertinenti all’impianto di una chiesa e a sepolture d’inumati rinvenute all’interno del cortile, nel quale era stata ricavata una piccola area cimiteriale.
Fino al XIV secolo la storia del sito e della chiesa stessa sono strettamente legati alle proprietà e all’influenza dell'ordine monastico cavalleresco dei Templari.
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