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Annamaria Ronchitelli-Unità di Ricerca di Preistoria e Antropologia - Dipartimento di Scienze Fisiche, della Terra e dell’Ambiente – Università dei Siena.

Season Director

  • AIAC_3763 - Grotta di Castelcivita - 2016
    La campagna di scavo 2016 ha avuto luogo nel periodo compreso tra il 12 e il 30 Luglio. I primi giorni sono stati dedicati alla ripulitura dell’area di scavo e al ripristino della quadrettatura e del livello 0. E’ stata inoltre iniziata la realizzazione della pianta georeferenziata della grotta con l’inserimento dell’attuale quadrettatura e della vecchia trincea di scavo (scavi Gambassini anni ’70/’80 del secolo scorso). Lo scavo stratigrafico è stato condotto per settori di 25 x 25 cm al fine di identificare dettagliatamente la posizione dei reperti di dimensioni anche molto piccole che vengono in genere recuperati al vaglio. Per la denominazione degli strati si è deciso di conservare quella adottata negli anni precedenti. Tra gli scopi delle nuove indagini vi è quello di ampliare l’area di scavo in modo da raccogliere dati significativi ai fini della ricostruzione della distribuzione spaziale dei reperti e quindi delle diverse aree di attività nelle varie fasi abitative. E’ stato, pertanto, deciso di estendere l’indagine verso sud, nella zona adiacente alla trincea Gambassini, occupata dai quadrati L11-14 e I 11-14. Lo scavo ha interessato anche un blocco residuo di deposito di circa 2 x 1 m, poggiante su un grosso masso di crollo e situato in corrispondenza dei quadrati G e H 15, in quanto soggetto a possibile smottamento. In questi quadrati è stato asportato inizialmente un piccolo lembo dello strato _ars_ (arancione sabbioso: Proto-aurignaziano finale) ancora presente in G 15. Si è poi proceduto ad asportare lo strato gic (giallo concrezionato: Proto-aurignaziano a micropunte a dorso marginale) di spessore variabile. In H15 è stato individuato e scavato, all’interno dello strato gic un focolare (70 x 90 cm) non strutturato allocato in una lieve depressione. Asportato lo strato gic si è scoperto il tetto dello strato rsa’ (rosso sabbioso: Proto-aurignaziano a lamelle Dufour) nel quale è stato effettuato un primo taglio. Nell’area occupata dai quadrati L/I 11/14 si è proceduto allo scavo della base dello strato gic in L 11-13 e I 12-13. Anche qui, in L11-12 è stato scoperto un piccolo focolare (60 x 90 cm) non strutturato, incastrato tra un grande masso e una grossa pietra. Entrambi i focolari sono stati campionati per analisi micromorfologiche e datazioni 14C. In I13, tolto lo strato gic, è stato scoperto il tetto di rsa’ ed effettuato un primo taglio in questo strato. Lo strato gic, di colore grigio rosato, è formato da un sedimento a componente leggermente limosa ed è normalmente concrezionato salvo nelle zone vicino ai due focolari dove ha consistenza più morbida. Tra i materiali rinvenuti (fauna molto frammentata, litica, molluschi) sono da segnalare diverse micropunte a dorso marginale e numerose conchiglie marine forate. Lo strato rsa’ è formato da sedimento sabbioso di colore rosso con scheletro a blocchetti calcarei derivati dal disfacimento della volta. Tra i materiali (ossa molto frammentate, litica) è da segnalare la presenza di lamelle Dufour; sono per ora assenti gli ornamenti (molluschi forati). Nel corso dell’ultima settimana di scavo studiosi dell’Università di Oxford hanno prelevato campioni di carbone e di sedimento lungo tutta la serie stratigrafica per datazioni 14C e OSL
  • AIAC_3763 - Grotta di Castelcivita - 2017
    La campagna di scavo 2017 ha avuto luogo nel periodo compreso tra il 10 e il 30 Luglio. Quest’anno, nel corso dello scavo dello strato Protoaurignaziano a micropunte a dorso marginale tipo Castelcivita(gic = giallo concrezionato), è emersa la presenza di un piano di abitato con ossa e selci. Questo ci ha indotti ad estendere l’indagine ai quadrati M 11-14, I 11 e I 14 nell’intento di mettere in luce quanta più paleosuperficie possibile al fine di non perdere informazioni preziose. Nei quadrati L11, 12 e M11,12, 13e 14 sono stati scavati i tagli 1, 2 e 3 di questo strato, costituito da una sabbia che si presenta ovunque indurita più o meno tenacemente. Unica eccezione un’area ben delimitata in L-M 11 e 12: qui infatti il gic si distingue per avere una consistenza friabile, essendo completamente privo di concrezioni (gic morbido). Il gic morbido si localizza nella stessa area occupata dal focolare rinvenuto nel 2016 in L11-12. Contestualmente è proseguito lo scavo nei quadrati G15 e H15. Qui si è proseguito con l’indagine nello strato rsa’ (= rosso sabbioso, riferibile al Protoaurignaziano a lamelle Dufour) con lo scopo di raggiungere il tetto dei livelli uluzziani, ossia dello strato che Gambassini aveva denominato rsa”. Sono stati effettuati i tagli 2, 3, 4, 5.Il sedimento sabbioso, sempre ricco di elementi calcarei più o meno alterati, ha restituito una grande quantità di manufatti litici, incluse numerose lamelle, a fronte di una quasi totale assenza di altre categorie di reperti, in primis quelli faunistici. Alla base del tg 4 è stato portato alla luce un grande focolare situato fra G e H 15, in parte sconvolto da disturbi post-deposizionali. Questo focolare poggia su un livello di sabbie di colore arancio sterili le cui caratteristiche non trovano riscontro in nessuno degli strati descritti da Gambassini. A fine campagna è stato necessario rimuovere, lungo la sezione, una grossa zolla (corrispondente a parte dei settori O, P, Q) che minacciava di staccarsi. Qui sono stati effettuati i tagli 5, 6 e 7. Alla base del tg 6 è stato scoperto il lembo residuo di un focolare. In associazione a questa struttura è stato rinvenuto materiale cospicuo (compresi resti di fauna) con caratteri ben diversi dai reperti litici dello strato precedente. Riteniamo possa trattarsi del tetto dell’occupazione uluzziana. Mentre l’rsa’ scavato nei quadrati G15 e H15 ha restituito, come si è detto, una grande quantità di litica (in particolare lamelle ritoccate e non), non altrettanto si può dire del soprastante strato gic che quest’anno è stato piuttosto avaro di reperti (al contrario del 2016). Una novità è stato il campionamento di unità di sedimento dai diversi strati per effettuare analisi sul aDNA umano. Tali analisi sono ancora in via sperimentale e vengono effettuate al Max Planck Institute di Lipsia, con il quale il nostro Dipartimento collabora da tempo anche per altre tipologie di indagine.

Season Team

  • AIAC_960 - Grotta della Cala - 2014
    L’area costiera tra Marina di Camerota e Scario (Salerno) è particolarmente importante per la presenza di un buon numero di giacimenti preistorici nei quali sono spesso rappresentate serie stratigrafiche di notevole potenza. Tra questi, la Grotta della Cala è il sito che contiene la sequenza più completa, poiché comprende un arco di tempo che va dal Paleolitico medio fino all’età del Rame. Questa Grotta è stato oggetto di ricerche stratigrafiche ad opera dell’Università di Siena (prof. Palma di Cesnola) dal 1966 al 1971. Nel 1974 il prof. Paolo Gambassini subentrò a Palma di Cesnola nella direzione degli scavi (affiancato dalla Prof. Annamaria Ronchitelli). Infine negli anni 2000 venne associata nella direzione scientifica delle ricerche anche la dott. Adriana Moroni. Nel 2014, dopo alcuni anni di sospensione, sono riprese le ricerche alla Grotta della Cala grazie alla sinergica collaborazione instauratasi tra la Soprintendenza per i Beni Archeologici di Salerno, Avellino, Benevento e Caserta, il Comune di Camerota, il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano e l’Università di Siena – Dipartimento di Scienze Fisiche, della Terra e dell’Ambiente – U.R. Preistoria e Antropologia. Tali ricerche, che si inseriscono in un ampio progetto finalizzato alla valorizzazione dei siti preistorici cilentani, prevedono di: 1) continuare lo scavo dei livelli del Paleolitico superiore (Uluzziano, Aurignaziano, Gravettiano) nell’atrio della grotta (ricerche Gambassini); 2) ampliare la trincea aperta da Palma di Cesnola negli anni 1966-71 nella sala interna. 3) Effettuare nuovi campionamenti per analisi di tipo sedimentologico, cronologico e paleombientale. 4) Programmare un set di nuove datazioni specialmente per quanto riguarda i livelli relativi al Paleolitico superiore iniziale. Nel corso della campagna 2014, avente prevalentemente carattere di verifica dello stato di conservazione del giacimento, è stata eseguita, in primo luogo, una ripulitura integrale dei livelli e delle sezioni esposte nella parte atriale della Grotta, zona dalla quale sono ripartite le indagini stratigrafiche. Lo scavo ha interessato una porzione di deposito collassata a seguito dell’erosione esercitata dal mare olocenico, erosione che nella parte antistante della grotta aveva asportato i livelli epigravettiani e parte di quelli gravettiani scoprendo in talune zone il tetto dell’Aurignaziano. Tale deposito, la cui giacitura è dunque secondaria, conserva materiali pertinenti per la maggior parte al Paleolitico superiore (Gravetto-Epigravettiano), ma anche olocenici (Neo-Eneolitico ed età del Ferro). La rimozione del deposito collassato, il cui spessore varia da un minimo di 10 ad un massimo di 50 cm si è resa necessaria al fine di ampliare la superficie di scavo e con essa l’indagine nei livelli d’abitato del Gravettiano antico prima e dell’Aurignaziano e dell’Uluzziano poi. Uno degli scopi principali delle nuove indagini alla Grotta della Cala è infatti quello di ottenere informazioni sulla gestione dello spazio abitativo (e quindi sulla distribuzione delle diverse categorie di materiali) attuata dai gruppi umani che frequentarono la grotta nelle fasi iniziali del Paleolitico superiore.