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Ilaria Barbaresi, Stefania Pipitone, Filippo Pisciotta, Adele Rinaldi

Season Team

  • AIAC_3536 - Brindisi - 2011
    A Brindisi, in concomitanza con i lavori di ristrutturazione del complesso della “Casa del Turista” (ex Scuola Marinara), la cui facciata principale prospetta nel porto interno della città, sul lungomare Regina Margherita, è stata condotta nel 2011 - nell'ambito di un progetto di restauro dell'intero stabile, finanziato dal Comune di Brindisi - una campagna di scavo di tipo estensivo nell’area centrale del cortile meridionale del complesso. L'indagine, diretta della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia, si è svolta all'interno di un'area già esplorata nel 1999 e nel 2000, mediante apertura di saggi esplorativi nell’area centrale e settentrionale del cortile. I risultati ottenuti con la campagna di scavo del 2011, integrati con la documentazione delle precedenti indagini, hanno permesso di ricostruire la sequenza delle fasi di frequentazione di un complesso che, grazie alla sua strategica posizione, ha avuto per la città un ruolo storico fondamentale a partire dall’età romana fino ai nostri giorni. Le tracce più antiche, risalenti all’età romana, sono documentate da strutture databili alla prima età imperiale e riconducibili all'impianto di un edificio, la cui dislocazione lungo la costa, potrebbe far supporre una destinazione di tipo commerciale. Una fase di distruzione, documentata da strati di crollo, è collocabile fra il III e IV secolo d.C. Sugli strati di livellamento vengono creati nuovi spazi destinati allo svolgimento di attività produttive legate, verosimilmente, alla lavorazione di metalli; ipotesi motivata dalla presenza di scorie di bronzo e monete, oltre a materiale ceramico databile al V-VII secolo. Una fase di frequentazione medievale è documentata da strutture e strati che hanno restituito materiale collocabile tra il XIII e il XVI secolo. Allo stesso ambito cronologico si riferiscono i resti strutturali pertinenti all’impianto di una chiesa e a sepolture d’inumati rinvenute all’interno del cortile, nel quale era stata ricavata una piccola area cimiteriale. Fino al XIV secolo la storia del sito e della chiesa stessa sono strettamente legati alle proprietà e all’influenza dell'ordine monastico cavalleresco dei Templari.