AIAC_285 - Basilica S. Cristoforo “ad Aquilam” - 2014Nel corso di alcune indagini di verifica del “rischio archeologico” in un campo situato all'incrocio tra la Strada Statale 16 “Adriatica” e la Via di San Cristoforo, nonostante la modesta superficie di terreno indagata mediante saggi di scavo, sono state rinvenute diverse evidenze archeologiche che attestano l'importanza che l'area, limitrofa alla villa di Colombarone, ebbe in età romana.
Il primo saggio ha messo in luce un ampio tratto di strada basolata ben conservata, posta in posizione quasi perpendicolare rispetto alla moderna Statale, che in questo punto ricalca l'antica via consolare Flaminia, che, dipartendosi da essa, sembra proseguire risalendo il pendio in direzione del mare. La strada, larga all'incirca 12 piedi romani, è provvista di cordoli, delimitanti la carreggiata carraia; solo nel tratto a SE si conserva ancora una porzione di marciapiede pedonale. E' possibile ipotizzare di avere individuato il diverticolo che dalla Flaminia conduceva verso il sito della Vallugola, antico approdo marittimo attivo sin dall’età protostorica.
Nell’area immediatamente limitrofa alla Flaminia, sono stati messi in luce i resti di quella che appare un'estesa area cimiteriale, ma che non è stata ulteriormente indagata. Si sono individuate dall'alto diverse tombe ad inumazione e una struttura muraria angolare con due aperture, probabilmente pertinente un monumento funerario.
In un secondo saggio, in posizione semicentrale all'interno del campo indagato, si è individuata una struttura muraria ad angolo, conservata per circa 30 cm., in _opus caementicium_ , probabilmente pertinente una villa rustica. Le murature hanno paramenti in mattoni rettangolari dal profilo regolare, inframezzati da tegole epurate dalle alette, legati con malta cementizia; il nucleo portante è in ciottoli, pietre e frammenti laterizi e ceramici sempre legati con malta cementizia. Si è potuto effettuare un solo saggio esplorativo condotto più in profondità, proprio in corrispondenza dell'angolo formato dalle due pareti: è emersa una porzione di pavimentazione musiva in tessere di mosaico policrome. All'interno del saggio sono stati inoltre riconosciuti alcuni crolli pertinenti all'alzato, caratterizzati da un'alta concentrazione di intonaco dal colore graduabile tra le tonalità comprese nella gamma del grigio-biancastro e del rosa. L’impronta di un elemento strutturale di forma rettangolare legato da malta cementizia, parzialmente visibile sotto al crollo di materiale laterizio e del riempimento murario, lascia ipotizzare la presenza di un pilastro o di un altro elemento murario delle struttura.
Due ulteriori saggi hanno messo in luce diversi elementi relativi ad impianti produttivi: si sono intercettati sia gli strati di fondo pertinenti ad una fornace riconducibile alla tipologia delle strutture da calcare, sia i resti di una fornace per la produzione di laterizi o ceramica. Entrambe le strutture sono posizionate lungo il declivio della collina, a poche decine di metri dalla via Flaminia.