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Margherita Di Niola - Seconda Università degli studi di Napoli

Season Team

  • AIAC_1018 - Norma - 2014
    Le ricerche di scavo nel 2014 sono state condotte sul pianoro centrale della città antica, a nord est rispetto al settore residenziale della II traversa ( _domus_ IV, V e VI), indagato negli anni precedenti. Delimitato ad est dalla I traversa, dell’asse viario principale della città a partire dall’Acropoli Minore, il settore indagato si affaccia sulla strada che entra in città da Porta Maggiore. La scelta di intervenire in questa area del Parco Archeologico è stata dettata dalla esigenza di intervenire per la sicurezza dei resti antichi, messi in evidenza a seguito delle forti precipitazioni atmosferiche dello scorso inverno; al contempo, la dislocazione topografica offriva la possibilità di ampliare il percorso di visita, proprio nella zona iniziale. L’area indagata ha un’estensione complessiva di 16x12 m ed è caratterizzata da una forte pendenza verso est. Lo scavo ha permesso di riportare parzialmente alla luce una _domus_ dalla pianta canonica: _vestibulum_, _fauces_ e atrio con _impluvium_ rivestito con lastre in tufo, intorno al quale si distribuiscono i diversi ambienti, individuati e non ancora scavati. Alla _domus_ si accede direttamente dalla strada che da Porta Maggiore conduce al pianoro, attraverso un basso gradino che introduce al _vestibulum_. Il _vestibulum_ (ambiente A), di 3,50 x 1,50 m, è delimitato da murature realizzate con zoccolo in pietre calcaree sbozzate (spessore 45 cm), di forma irregolare, legate con terra dalla matrice argillosa e pavimentato in cementizio a base fittile. Dal _vestibulum_, attraverso una soglia monolitica in calcare, si accede alle _fauces_. La soglia d’accesso (dimensioni: 1,83 x 0,38 m) risulta lesionata in più punti ed è delimitata da due blocchi in calcare di forma quadrangolare. Superata la soglia, si entra nelle _fauces_ (ambiente B), di pianta rettangolare, pavimentate in cementizio a base fittile in continuità con quella dell’atrio. L’ _impluvium_, leggermente decentrato rispetto al _vestibulum_, ha forma quadrangolare; rivestito da sei lastre in tufo giustapposte, presentava probabilmente un pozzo per attingere l’acqua nell’angolo nord ovest, privo di lastra, non indagato. L’impluvio (misure 2,80x3,60 m) è caratterizzato da modanature funzionali al convogliamento delle acque nel foro di scolo (diam. 15 cm); quest’ultimo è collocato a margine del lato settentrionale, è lesionato lungo tutti i margini e in particolare nella fascia meridionale; su tutta la superficie sono evidenti i segni lasciati dalle arature effettuate in tempi moderni e alcune tracce di bruciato. Le forti precipitazioni atmosferiche di quest’inverno hanno anche evidenziato probabili sepolture sull’altura dell’Acropoli Minore ove agli inizi del '900 gli studi avevano già portato in luce una tomba di epoca alto-medievale. È sembrato opportuno quindi procedere con una pulizia superficiale dell’intero settore per meglio comprendere lo stato dei luoghi. Le probabili sepolture sono ubicate nel tratto ad ovest del lato maggiore occidentale del Tempio Minore, ricavate nella carreggiata, tra i basoli della strada che dà l’accesso all’Acropoli Minore da nord ovest. Durante questa prima indagine sono state riconosciute almeno tre fosse, denominate da nord verso sud, tomba 1, tomba 2 e tomba 3; quest’ultima, posta ad una quota superiore rispetto alle altre è stata scavata al fine di evitare che venisse scoperta in seguito a fenomeni naturali. Lo scheletro in posizione supina, lungo circa 1,55 m, presenta l’arto superiore destro piegato sul ventre, mentre il sinistro risulta disposto lungo il fianco con accanto un chiodo in ferro; quasi del tutto integro esso si presenta mutilo dell’estremità degli arti superiori. Il cranio ad ovest, adagiato sullo strato di preparazione del basolo che funge da cornice al taglio della stessa deposizione, si trova a circa 29 cm di profondità dal piano della carreggiata, leggermente inclinato in avanti sullo sterno; mentre ad est, in corrispondenza dello scapolo di calcare posto come segnacolo della deposizione, l’estremità degli arti inferiori si trovano ad una profondità di 22 cm.