Name
Pierre Assenmaker
Organisation Name
UNamur

Season Team

  • AIAC_1045 - Aiano-Torraccia di Chiusi - 2017
    La campagna 2017 presso la villa di Aiano si è articolata sulla base di tre obiettivi strategici, perseguiti mediante il sostegno sinergico, tra gli altri, di fondi nazionali per la ricerca belga e di mezzi messi a diposizione del Comune di San Gimignano. Il primo obiettivo, di carattere archeologico, mirava ad ampliare l’area di scavo per proseguire nella verifica della planimetria del sito e della sua complessa periodizzazione diacronica. Le aree d’intervento sono state sostanzialmente 3 (9600, 11000 e 12000) localizzate a Nord e Sud del fronte Ovest della villa, più una serie di altri saggi minori (7800, 8800 e 12100) funzionali a specifiche e puntuali questioni stratigrafiche (US orizzontali e murarie). Il lavoro è stato proficuo ma rallentato dalla potente stratigrafia accumulata da antichi eventi franosi, particolarmente rilevanti sul settore Nord (in alcuni punti m 1,60 al di sopra della testa dei crolli). Nonostante ciò, è stato evidenziato e scavato interamente, fino alla pavimentazione in opera cementizia, un nuovo ambiente (m 4 x 8 ca., area 11000), posto a Nord della cosiddetta Sala a pilastri. Tale ambiente ha evidenziato almeno due macro-fasi d’impiego, di cui la recenziore caratterizzata dal reimpiego murario di conci in travertino recanti ancora, sulla fronte, tracce della preparazione ad intonaco dipinta ed impiegati a suddividere, in senso N-S l’ambiente. L’area 9600 ha proseguito, verso Nord, senza concluderlo, lo scavo del cosiddetto vano K; infine, l’area 12000 ha evidenziato la necessità per il futuro di un più ampio splateamento verso Ovest del terreno arativo, e questo per comprendere in che rapporto si ponga la villa rispetto allo spazio circostante, nel tempo evidentemente sommerso da più eventi franosi da Nord. In definitiva, i dati di scavo raccolti nella XI campagna restano ad oggi a livello di analisi, ponendo le premesse di sintesi per l’intervento del 2018. Il secondo obiettivo era finalizzato ad un rilievo di dettaglio della pavimentazione della cosiddetta Sala triabsidata e di alcuni paramenti murari dell’ambiente definito come Sala a pilastri. Tali operazioni hanno rappresentato un importante momento di comprensione delle unità di misura delle strutture, quindi latamente delle loro funzioni e cronologie. Inoltre tale intervento ha contribuito anche a definire l’entità dello stato di degrado e a quantificare le conseguenti azioni conservative. E quindi giungiamo al terzo step della campagna: un intervento mirato alla conservazione ed al restauro del pavimento cementizio ad inserti musivi dell’abside NO della Sala triabsidata. La prima operazione è consistita nella rimozione dei depositi incoerenti presenti in superficie anche mediante micro-scavo. Durante tale operazione si sono evidenziati cedimenti, distacchi, lacune e dispersione di tessere. Successivamente, si è proceduto ad un’operazione di devitalizzazione delle radici di piante che ancora infestavano il pavimento. A questo punto si è attuato un consolidamento della superficie, una stuccatura (con malta) delle lacune ed, infine, interventi mirati, consustanziali ed integrativi degli inserti musivi lacunosi, possibili grazie al sistema isotropo della decorazione.
  • AIAC_3602 - Passo Corese - 2013
    L’intervento presso il sito di Cures Sabini, loc. Talocci, Comune di Fara in Sabina (RI), si è svolto durante l’estate 2013, coordinato da chi scrive ed eseguito da un team di archeologi provenienti da Atenei belgi ed italiani, in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio. Esso mirava in primo luogo al recupero, rilievo e revisione degli studi del noto complesso termale medio-imperiale della città, quale prima azione a carattere valutativo in vista di un possibile, futuro intervento di ricerca in concessione ministeriale _in situ_. L’obiettivo quindi era volto a ripulire e documentare maggiormente gli ambienti termali, al fine di un loro nuovo studio strutturale e conservativo, integrato da preventive indagini a diversa finalità: prospezioni di superficie, analisi geodiagnostiche e ricerche d’archivio, quest’ultime tese alla raccolta di piante, foto e relazioni di scavo sull’immobile, inghiottito dalla vegetazione infestante sviluppatasi nei lunghi anni d’incuria del sito. Preventivamente all’intervento di recupero del complesso termale, si è provveduto a una breve campagna di ricognizione di superficie dell’area intervalliva ai piedi del colle ove è posta la chiesa di Santa Maria degli Arci, al fine di evidenziare eventuali affioramenti laterizi e/o ceramici o anomalie morfologiche nel terreno, talora interpretate quali tracce del teatro della città. Tale ricognizione, estremamente limitata per la presenza di giovani ulivi e per l’alto manto erboso, ha comunque permesso di ritrovare, sul fianco della collina che domina il corso del fiume Corese, area già occupata dal nucleo abitato di età protostorica, una zona necropolare, i cui materiali datano tra fine I e inizi III sec. d.C. La campagna ha previsto anche una serie di indagini geofisiche (tomografie elettriche 3D di superficie), in prossimità Nord-Est dell’impianto termale, a cura della ditta GEORES S.R.L. di Frosinone. La ripulitura del complesso e la sua documentazione sono state ripartite in quattro aree d’intervento ognuna costituita da un ambiente (vani I-IV). Quanto al completamento delle indagini valutative da parte dell’UCLouvain nell’area di Cures, una seconda campagna è stata portata a termine nell’estate 2014, i cui risultati sono in corso di elaborazione e di prossima edizione.