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AIAC_3602 - Passo Corese - 2014La seconda campagna archeologica presso l’area monumentale d’età storica di Cures Sabini da parte dell’UCLouvain, in collaborazione con la Soprintendenza per i beni archeologici del Lazio, si è svolta nell’intento di completare il quadro di fattibilità in previsione di un futuro intervento di scavo in concessione ministeriale. A tal fine, _in primis_, si è deciso di realizzare un rilievo tridimensionale delle strutture esposte; l’obiettivo principale era di elaborare una documentazione accurata e metricamente corretta degli alzati, sia nella componente orizzontale e planimetrica, sia in quella verticale. Atal fine si è scelto di adottare tecniche di rilievo Image-based basate su algoritmi di Structure-form-Motion e Multi-view Stereo. Tali soluzioni permettono di estrarre in modo automatico informazioni tridimensionali da un set di fotografie digitali non calibrate, consentendo in tal modo di realizzare sul campo rilievi molto accurati in tempi sensibilmente più rapidi rispetto alla fotogrammetria tradizionale e al laser scanning.
Inoltre, nei pressi del complesso termale medio-imperiale, la rimozione dalla vegetazione infestante ha permesso di riportare in luce un’articolata struttura muraria con un fronte emerso di ca 15 m, forse di età tarda ma soprattutto di difficile interpretazione funzionale, anche perché mai pubblicata, ancorché scavata all’inizio degli anni Ottanta del XX secolo. Le rovine del poderoso complesso, che presentano una particolare tecnica mista (laterizi e conci sbozzati di roccia locale) sono stati completamente rilevati mediante impiego di total station e saranno oggetto di pubblicazione entro breve.
A completamento delle indagini, infine, un sondaggio di ca m2 50 è stato apprestato laddove i resoconti di scavo del XIX, all’epoca degli interventi _in situ_ diretti da R. Lanciani, individuavano la presenza di una pavimentazione in _opus spicatum_ posta ad est del cosiddetto _apodyterium_ delle terme, zona da esso accessibile tramite un’apertura nel muro di fondo, decorata da soglia in marmo. Il disboscamento e l’asportazione dei detriti accomulatisi in trenta anni nell’area, in effetti, hanno consentito di verificare l’attendibilità delle fonti d’archivio e avvalorato l’ipotesi di una prosecuzione dell’edificio termale verso est.
La campagna è stata conclusa da una campagna di foto aeree mediante l’impiego di un drone radiocomandato, al fine di avere sia materiale fotografico per studio sia una ripresa filmata dello stato di conservazione dell’intero sito archeologico.