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S. Gallo – Università degli Studi di Bari

Season Team

  • AIAC_2440 - Monte Sannace - 2015
    La campagna di scavo 2015 ha interessato due diverse aree. Si è proseguito nell’indagine dell’area della pianura occidentale (insula III, ambiente T) e si è aperto un nuovo saggio di scavo ad ovest della strada ‘Cavallerizza’ (lato Putignano). _Saggio I (Insula III) (Pianta 1)_ La fase relativa alla frequentazione più tarda, dei primi decenni del III secolo a.C., era stata esplorata durante il 2014, pertanto le unità stratigrafiche messe in luce nel 2015 sono precedenti a questo momento storico. Si è evidenziato uno strato povero di materiale archeologico, frutto dell’intenzionale livellamento operato per la sistemazione dell’area nella II metà del IV secolo. Al di sotto alcune evidenze relative alla precedente occupazione arcaico-classica. Sono state rinvenute inoltre due sepolture. La tomba 1/2015 (V secolo a.C.) è un sarcofago con ripostiglio appartenente ad un infante. Due vasi all’interno del sarcofago; otto vasi nel ripostiglio fra cui un poppatoio (Fig. 1). All’esterno una _hydria_. La tomba 2/2015 (II metà del IV secolo a.C.) è una tomba a fossa di adulto, accompagnato da un corredo composto da sette oggetti ceramici e una punta di giavellotto in ferro (Fig. 2). _Saggio II (zona ‘Cavallerizza’) (Pianta 2)_ L’area era stata interessata da interventi precedenti di diversa natura: ad un sistematico depredamento imputabile a interventi clandestini aveva fatto seguito uno scavo per trincee da parte della Soprintendenza nel 1976, finalizzato all’esproprio dell’area e all’istituzione del Parco Archeologico. Nella parte occidentale del saggio è emerso un ambiente rettangolare – ambiente A – orientato in senso N/S, (m 6,50 x 3,50). Nella parte orientale, adiacente all’ambiente A, sembra definirsi con maggiore certezza la sola presenza di un secondo ambiente – ambiente B – rettangolare, con orientamento E/W, (m 6 x 3,50). L’ambiente A era attraversato dal taglio di una trincea, che intercettava una tomba a semicamera posta lungo l’asse nord-sud. Inoltre, l’ambiente era interessato dall’intervento di scavatori clandestini. Altri tagli sono stati operati invece in antico al fine dell’alloggiamento di tre tombe, la T. 1/2015 (semicamera), la T. 4/2015 ( _enchytrismòs_ nell’angolo NW dell’ambiente) e la T. 3/2015 (tomba a fossa posta lungo il muro occidentale). La T. 3 è una tomba a fossa di adulto, privo di corredo. Il cranio poggiava in parte sulla vicina T. 4: un _pithos_ riverso, mancante della metà superiore. All’interno le ossa di un neonato. La T. 1/2015 (Fig. 3) è una tomba a semicamera costituita da più filari di calcarenite (III secolo a.C.), le cui pareti erano rivestite da uno spesso strato di intonaco conservato in lembi, apparentemente privo di decorazione. Sul fondo pochi resti dell’originario corredo: un unguentario e due valve di conchiglia. Nella limitata parte dell’ambiente B rimasta inviolata dagli interventi precedenti è possibile leggere la seguente successione stratigrafica: lo strato humifero copriva un crollo di tegole; al di sotto è stato possibile intercettare il piano di calpestio. È stata rinvenuta una tomba a cassa, violata, di infante (T. 5/2015); conservato il solo corredo esterno (Fig. 4) che consente la datazione alla II metà del IV secolo a.C. Pianta 1: Saggio I (Insulae III e V) Pianta 2: Saggio II (zona Cavallerizza) Fig. 1: Insula III, ambiente T, Tomba 1, corredo del sarcofago e del ripostiglio. Fig. 2: Insula III, ambiente T, Tomba 2, deposizione e corredo. Fig. 3: Saggio II ‘Cavallerizza’, Ambiente A, Tomba 1. Fig. 4: Saggio II ‘Cavallerizza’, Ambiente B, Tomba 5, corredo esterno.
  • AIAC_3381 - Monte Sannace - 2014
    La campagna di scavo del 2014 della Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici dell’Università di Bari Aldo Moro presso il Parco Archeologico di Monte Sannace ha interessato una porzione dell’insula V dove si è proceduto nell’asportazione degli strati all’interno dell’ambiente P, in prosecuzione a quanto indagato negli anni passati. Si è messa in evidenza una ulteriore parte della Strada cosiddetta ‘Nuova’, il cui ‘piano stradale’ ora esposto è pertinente all’ultima fase di occupazione dell’area (primi decenni del III secolo a.C.). L’indagine ha interessato inoltre una limitata porzione della limitrofa _insula_ III, dove è stato approfondito lo scavo nel nuovo ambiente definito “T”. In ultimo un ampliamento effettuato immediatamente ad E della cosiddetta casa a _pastàs_ degli scavi De Juliis anni ’80 e finalizzato all’intercettazione del setto murario N/S che avrebbe dovuto chiudere proprio la _pastàs_, ha rivelato l’assenza di tale muro e dunque rimette in discussione la tipologia planimetrica dell’edificio. (Pianta 1). _Insula_ V, ambiente P: l’ambiente era stato indagato nella campagna di scavo dell’anno 2013 relativamente alle unità stratigrafiche della fase ellenistica. Le operazioni di scavo del 2014 hanno dato risultati interessanti circa le fasi insediative precedenti alla costruzione dell’ambiente. La fase più antica è databile al VII secolo a.C. ca, la più recente al VI-V secolo a.C. ca. Gli strati più antichi conservano i resti di una struttura capannicola di grandi dimensioni e forma quadrangolare (foto 1). All’interno di tale struttura erano presenti pochi resti ceramici e un ampio focolare. Le tracce di una fase di vita relativa all’età del Ferro si rivelano di particolare importanza in un’area come quella della pianura occidentale di Monte Sannace in cui quasi nulli erano finora i resti precedenti all’occupazione di età arcaica. La fase di occupazione relativa ai secoli VI e V non ha restituito tracce di strutture murarie, ma molte evidenze di una intensa fase di vita: nell’angolo NW del successivo ambiente P è stato rinvenuto in stato di crollo “intonaco” di argilla concotta con tracce in negativo di canne o rami a sezione circolare. Nell’angolo SW dell’ambiente P si è evidenziato un grosso focolare circolare con resti di carbone e ceneri (foto 2), purtroppo non leggibile nella sua interezza poiché intercettato da un taglio moderno. _Insula_ III, ambiente T: si è denominato ‘ambiente T’ quello spazio posto a N dell’ambiente Q dell’ _insula_ III (foto 3). Poiché lo spazio posto fra l’ambiente E dell’ _insula_ III e l’ambiente P dell’ _insula_ V doveva essere libero da costruzioni - una ‘piazza’ come teorizzato l’anno passato - nella fase databile alla II metà del IV secolo a.C., lo spazio definito T, strettamente collegato a quello definito M con il quale crea un’area a forma di “L”, si definisce solo con i primi decenni del III secolo. All’interno dell’ambiente si è rinvenuta una tomba a cassa (T. 1/2014, foto 4). Essa, parzialmente depredata in antico, conservava la deposizione rannicchiata di un infante con orientamento E/W. Dell’originario corredo si è rinvenuta solo una statuetta di terracotta presso la testata est della cassa litica raffigurante una figura femminile (datazione fra gli ultimi anni del IV e l’inizio del III secolo a.C.).