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AIAC_2996 - Parrana San Martino - 2014
Nella seconda metà di giugno e nella prima metà di ottobre 2014 si è svolta la quarta campagna di scavo nella necropoli protostorica di Parrana San Martino (Collesalvetti, LI).
La necropoli, situata nel Parco dei Monti Livornesi lungo il tracciato di una barriera tagliafuoco, si colloca cronologicamente tra la fine dell’Età del Bronzo e l’inizio dell’età del Ferro (fine del II - inizio I millennio a.C.).
L’area destinata alla deposizione dei defunti si estende per 550 mq e comprende più di 130 sepolture; è caratterizzata da uno strato limo-argilloso attraversato da affioramenti di calcare, dislocati lungo le fasce laterali, dove è disposto il maggior numero di sepolture. La porzione centrale, priva di deposizioni, è delimitata ad ovest da un allineamento di blocchi; dal margine est ha invece origine un probabile sentiero, ricavato sfruttando due filari di roccia paralleli; ha orientamento NE-SW, presenta una leggera sella lungo l’asse longitudinale e sembra proseguire oltre il limite di scavo; all’interno non ci sono sepolture, che invece si ritrovano ai suoi lati.
Nella campagna 2014 le ricerche hanno riguardato la fascia nord ovest (settori I e II) e quella centrale (parte dei settori III e IV) dove sono state asportate 33 sepolture, di cui circa la metà in pessimo stato di conservazione.
I cinerari ricostruibili sono biconici con carena arrotondata e monoansati; conservano la posizione originale perché contenuti dal terreno anche se ridotti in frammenti per la compressione dei mezzi meccanici. Spesso sono privi della parte superiore del vaso e della ciotola; solo due esemplari si conservano dall’orlo al fondo e mantengono tutti i frammenti della ciotola nella posizione originale. Uno di questi presenta alcuni caratteri distintivi: si tratta di un grande biconico biansato, con carena sottolineata da una baccellatura e impasto depurato con superfici lucidate.
Diciotto cinerari sono interessati da elaborate sintassi decorative: incisioni a linee parallele variamente disposte, talvolta delimitate da punti impressi o da piccoli cerchi concentrici; falsa cordicella; sottili costolature o cordoni. Gli impasti, semidepurati o grezzi hanno superfici spesso abrase e più raramente levigate.
Per esigenze di restauro e di studio antropologico dodici cinerari sono stati asportati in blocco con i riempimenti.
Le ciotole di copertura ricostruibili hanno profilo a calotta o emisferico, impasti generalmente depurati e superfici levigate.
Nei riempimenti dei cinerari le ossa, aderenti al fondo del vaso, risultano coperte da un sedimento limoso.
Tra le fosse di deposizione 25 sono scavate nello strato di argilla, 5 sono ottenute scavando in parte nell’argilla ed in parte togliendo elementi dall’affioramento di calcare, 4 rimuovendo esclusivamente i ciottoli dell’affioramento. I riempimenti delle fosse di deposizione sono costituiti da un sedimento pressoché sterile.
Nel corso del 2014 è stato completato il restauro di alcuni cinerari e degli oggetti in bronzo fino ad ora rinvenuti.