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Cesare Ravazzi - CNR – IDPA

Season Team

  • AIAC_249 - Lavagnone - 2014
    Anche nell’anno 2014 sono proseguite le ricerche nel sito dell’età del Bronzo del Lavagnone da parte dell’Università degli Studi di Milano – Dipartimento di Beni culturali e ambientali. Duplice la linea delle attività svoltesi nel terreno di proprietà del Comune di Desenzano del Garda. In primo luogo, vi è stato un intervento di riqualificazione e messa in sicurezza dell’area, finalizzata alla tutela e alla conservazione del contesto, nonché come premessa per eventuali azioni di valorizzazione o fruizione del sito che da 2011 rientra nella Lista dei Siti palafitticoli preistorici dell’arco alpino del Patrimonio mondiale dell’UNESCO (codice identificativo del sito: “IT-LM-01”). In secondo luogo, si è proseguito con le indagini di scavo: non nel settore D, che si trova nel territorio del Comune di Lonato e dove i lavori per quest’anno sono stati sospesi, ma nel settore E. Qui, la campagna ha riguardato la parte più settentrionale del settore, con l’obiettivo di portare in fase l’intera area di scavo e di arrivare a un raccordo coll’attiguo settore C; l’intervento ha riguardato quindi i quadrati D-M 27 – 38, per complessivi 64 mq. In quest’area già si erano concentrate le ricerche della campagna 2013. Oggetto d’indagine è stata una serie di strati caratterizzati da ciottoli e abbondanti componenti artificiali (ceramiche frammentate e fauna); essi sono interpretabili come stesure di bonifica che nella parte sud-occidentale del settore, già scavata negli anni precedenti, sigillano il deposito anaerobico torboso (gyttja) in cui affiorano le testate dei pali di una sottostante palafitta. I livelli indagati restituiscono un quadro culturale tipologicamente riferibile alle fasi iniziali della media età del Bronzo. La campagna si è svolta con fondi d’Ateneo, di Regione Lombardia e di Comune di Desenzano del Garda; il progetto ha potuto inoltre giovarsi del generoso contributo dell’Associazione Nazionale Alpini (Squadra Provinciale Protezione Civile di Verona) per la fornitura a titolo gratuito delle idrovore. Si ringraziano anche, per l’amichevole e prezioso supporto, il signor Paolo Pegoraro con la famiglia, la signora Maura Grassi, il signor Gianni Bravo, il Gruppo Scout Desenzano 1°, l’Azienda agricola Il Serraglio.is season.
  • AIAC_886 - Lucone - 2014
    Anche nel 2014 sono proseguiti gli scavi nel sito palafitticolo D del Lucone di Polpenazze (BS), organizzati dal Museo Archeologico della Valle Sabbia e sostenuti economicamente dal Comune di Gavardo con il contributo di Regione Lombardia e con il supporto del Comune di Polpenazze del Garda. La campagna si è svolta da lunedì 21 luglio a venerdì 5 settembre 2014. Quest’anno l’intervento è stato più breve di quello degli altri anni, per permettere la realizzazione di strutture di valorizzazione dell’area archeologica (nuova strada di accesso, totem di segnalazione). Uno dei principali interventi è stato costituito dalla campionatura a tappeto di tutti gli elementi lignei verticali del Settore 1 non campionati precedentemente, soprattutto nell’altra campagna generale di campionamento avvenuta nel 2008. Gli Elementi lignei Verticali (EV) sono infatti campionati secondo un preciso protocollo che prevede un approfondimento nei livelli naturali di circa 80 cm e il prelievo di due rondelle di legno per ogni palo. Nell’operazione di campionatura, che ha coinvolto quasi 200 pali, è stato di fondamentale importanza tenere costantemente aggiornata la documentazione e fare il raffronto continuo con le planimetrie pregresse. Non è infatti raro dover dirimere questioni piuttosto complesse con vari elementi lignei che si dimostrano del medesimo palo o viceversa. Dal momento che uno degli scopi delle ricerche al Lucone è quello di chiarire le dinamiche deposizionali di un sito archeologico in ambiente umido e di confrontarle con quelle naturali presenti nell’ambiente esterno al villaggio, anche nel 2014 si è continuato l’escavazione della trincea di circa 11 metri che parte dall’angolo Sud-Ovest dello scavo principale e va verso il centro del bacino. Durante la campagna di scavo 2013 si era individuato un grande cumulo di scarico posto immediatamente a Nord della trincea, che era stato interessato dallo scavo solamente in maniera marginale. Si è dunque deciso di allargare la trincea lungo il confine orientale dello scavo per poter studiare meglio questo cumulo di scarico e per far ciò si è definita una procedura con il geoarcheologo dott. Cristiano Nicosia che accompagnasse l’attività di scavo con un continuo prelievo di campioni indisturbati per poter ricostruire in dettaglio le modalità di deposizione del complesso insieme di lenti. Si è dunque proceduto allo scavo del cumulo composto da varie lenti che si interdigitano tra di loro, a volte composte da argilla giallastra, altre volte da terreno di origine vegetale o da depositi di cenere e carboni. Asportati i vari livelli che componevano questa zona di scarico, nella porzione settentrionale dello scavo a questo punto è emerso un elemento strutturale piuttosto interessante. Si tratta di un elemento ligneo orizzontale caratterizzato da due fori quadrangolari alle estremità. Negli ultimi giorni di scavo il manufatto è stato asportato e trasportato immediatamente in cella frigorifera per una conservazione in attesa di restauro. Insieme con le strutture a plinto rinvenute l’anno scorso, questo elemento sembra rivoluzionare tutte le congetture precedentemente espresse sui sistemi costruttivi di questa fase del Bronzo Antico. Inoltre la presenza di evidenti tracce di animali xilofagi potrebbe comprovare una pratica di stoccaggio del legname o un utilizzo delle strutture a plinto per l’alzato delle palafitte e non per gli elementi di sostegno. Con questa scoperta si è conclusa la campagna di scavo 2014.