Name
Marco Gregori- Università di Bologna

Season Team

  • AIAC_5617 - Fiumana, Predappio - 2023
    Le indagini svolte nel 2023 hanno permesso di comprendere meglio diversi settori sia della villa alto-imperiale, sia di quella tardoantica. E’ stata riportata in luce una parte della cella vinaria con alcuni dolia ancora in posto della villa urbano-rustica, mentre del complesso tardoantico si è valutata la condizione del quadrilobato scavato dalla Bermond Montanari ed è stata individuata un ulteriore porzione dell’ambiente ipocausto scavato nel 2022.
  • AIAC_816 - Galeata, Area del “Palazzo” di Teoderico - 2013
    In attesa di avviare lo scavo estensivo ci ciò che resta del padiglione di rappresentanza della villa teodericiana, la campagna di scavo del 2013, in località Poderina, presso Galeata, ha avuto una duplice finalità: 1) acquisire dati sulla stratigrafia del lembo di terra conservato a valle della strada del Pantano, con lo scopo di individuare la presenza di eventuali altri ambienti in fase con l’aula ottagonale rinvenuta nel 2012; 2) proseguire le indagini archeologiche nel settore ormai riconosciuto come la _pars fructuaria_ di una villa romana precedente la fase gota, dove a più riprese, nel corso delle ultime campagne di scavo, sono venuti in luce ambienti per la produzione del vino (celle vinarie, _torcularia_, _doliaria_ ) e una serie di fornaci. In riferimento alle fasi teodericiane del sito, i dati raccolti dimostrano come la residenza del re goto si estendesse certamente a sud dell’attuale strada del Pantano, oltre la grande voragine creata forse da un terremoto e dove in epoca medievale si incanalò il torrente Saetta. Il saggio, effettuato nel lembo di terra conservatosi a sud della strada, ha restituito diverse strutture che delimitano tre differenti ambienti collocabili in un orizzonte cronologico coevo alla sala ottagonale di età gota. La funzione dei vani rinvenuti è solo ipotizzabile. Le trame musive policrome e geometriche, meno complesse rispetto alla grande sala ottagonale, confrontabili con i vani di disimpegno della Domus di Via D’Azeglio a Ravenna, suggeriscono che i tre ambienti potessero avere una semplice funzione di raccordo e passaggio. Nel settore produttivo della villa romana, sono state individuate strutture pertinenti alle varie fasi della residenza urbano-rustica, inquadrabili fra gli ultimi decenni della repubblica e gli inizi del V secolo. Il dato più rilevante riguarda la scoperta di una seconda fornace, del tutto simile e praticamente contigua a quella rinvenuta nel 2012, databile, come la sua gemella, alla tarda età repubblicana-primissima età imperiale Si tratta, anche in questo caso, di una fornace “a corridoio centrale”, di tipo II/b, secondo la classificazione della Cuomo Di Caprio, di forma più quadrata che rettangolare, destinata, alla luce delle notevoli dimensioni, alla fabbricazione di laterizi, anfore o altri oggetti ceramici di media o superiore grandezza. Della fornace si conserva in ottimo stato non solo l’intero piano forato comprendente il sistema di archi di sostegno con relativi canali, ma anche parte dell’elevato della camera di combustione, della quale è riconoscibile l’apertura laterale per il posizionamento dei materiali crudi.