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Kevin Ferrari- DiSCi-Univ. Bologna

Season Team

  • AIAC_3612 - Ostra - 2014
    La città romana di Ostra sorge nella media valle del Misa, su di un terrazzo alluvionale di fondovalle posto alla sinistra del fiume. La città dovette nascere come praefectura all’indomani delle assegnazioni viritane del 232 a.C. legate alla _Lex Flaminia de agro Gallico et Piceno viritim dividundo_. L’ubicazione qui di un centro di servizio trova una sua giustificazione nella geografia. Il terrazzo su cui poi sorse la città di Ostra si trova, infatti, lungo la naturale direttrice di collegamento tra la colonia di Sena Gallica e la conca di Sassoferrato, che rappresenta il settore più settentrionale della c.d. “valle sinclinale camerte”, interposta tra la quinta appenninica principale e quella del San Vicino e lungo la quale correva l’asse che univa Roma al territorio senonico prima dell’apertura della via Flaminia. La praefectura di Ostra, quindi, nasce lungo questo asse, in corrispondenza del punto in cui tale direttrice era tagliata da quella che univa tutti i settori mediani delle valli marchigiane. Le prime tracce di occupazione del sito, rimontano però ad una fase precedente la Lex Flaminia e portano a supporre che un primo insediamento romano si sia sviluppato contestualmente alla deduzione di Sena Gallica. È comunque solo con il I sec. a.C., all’interno di quel più generale fenomeno di urbanizzazione successivo alla Guerra Sociale, che Ostra diventerà un _municipium_. Le prime esplorazioni archeologiche nel sito di Ostra si ebbero all’inizio del 1900 con Giuseppe Baldoni, proprietario dei terreni. Questi scavi misero in luce un ampio complesso termale, il teatro e parte della piazza forense. Proprio in questa zona si sono concentrati gli scavi iniziati nel 2006 da parte dell’Università di Bologna all’interno di una convenzione tra il Comune di Ostra Vetere, la Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Marche e il Dipartimento di Archeologia dell’Università di Bologna. Le campagne di scavo condotte fino ad oggi hanno permesso di individuare diverse strutture presenti nel foro e di ricostruire le fasi di monumentalizzazione e strutturazione dell’area. L’intervento dello scorso anno ha ulteriormente incrementato i dati che già si avevano. In particolare sono stati riportati in luce, nel settore nord-est della piazza, alcuni altri pozzetti tra loro allineati del tutto identici a quelli già scoperti negli anni scorsi e interpretati come alloggiamenti di pali connessi con le procedure elettorali. Si è venuto così a meglio delineare il complesso dei _Saepta_, che risulta formato da due file di pozzetti tra loro parallele e distanti una ventina di metri. Allo stesso modo è stato completato lo scavo di un’articolata struttura già individuate nel 2013, che sembra interpretabile come un tempio databile, sulla base delle tecniche edilizie, ancora all’età repubblicana. Il ritrovamento più importante del 2014 è però quello relativo ad un tempio circolare. L'edificio si compone di un muro perimetrale spoliato che disegna un cerchio del diametro di circa 11 m, contenente al suo interno un ambiente circolare più piccolo corrispondente alla cella interna. Infine, anche nelle zone interessate dagli interventi del 2014 sono venute in luce tombe tarde che testimoniano l’abbandono della città dopo il VI secolo.