AIAC_1187 - Castello di Rontana - 2014Nel mese di agosto si è svolta la settima campagna di scavi nel castello di Rontana (dal 2007). I nuovi settori indagati hanno consentito di comprendere meglio l’articolazione interna del sito e di definire la funzione di alcune aree. Il primo saggio (Settore 1000). È stato effettuato in una delle zone più importanti del sito di Monte Rontana, nell’area sommitale del castello e si tratta prevalentemente di una estensione di un settore già indagato in tutte le precedenti campagne di scavo. Il saggio effettuato quest’anno si trova esattamente al centro di due torri a pianta ogivale, collegate da un muro in laterizi, che costituiscono il perimetrale nord della rocca tardomedievale.
Sul lato ovest della stessa area è stato approfondito lo scavo di una importante area funeraria legata alle fasi di occupazione precedenti la costruzione della fortificazione. Si tratta di due gruppi adiacenti di sepolture in connessione, coperte da un grande ossario tardomedievale. Le sepolture sono legate a tre strutture murarie costituite da piccoli blocchi di gesso lavorati, addossati contro le pareti del banco gessoso, al fine di regolarizzarlo. Le sepolture scavate ammontano a circa 30 individui. Le riduzioni poggiano su alcune sepolture in connessione, solo in parte identificate. La più notevole, orientata in senso nord-sud era associata a 13 crani. Si tratta di sepolture signorili, appartenenti probabilmente a un periodo in cui l’intera area era destinata a uso funerario.
A nord della Rocca tardomedievale è stato effettuato un ulteriore saggio (Settore 2000) in un area aperta delimitata da spesse mura in blocchi di gesso. Vi sono state individuate una nuova area di arrostimento del ferro e i ruderi di arcate in pietra che coprivano gli spazi tra i pilastri già identificati in superficie, che consentivano un ampliamento della superficie di camminamento lungo le mura di cinta del castello.
Altri due settori (Settore 8000 e 14000) sono stati scavati nell’area nord del castello, nel quartiere abitativo. Vi sono state rinvenute due nuove abitazioni, con piani di frequentazione tagliati nel gesso primario e piccoli focolari domestici, databili alla seconda metà del XIII secolo.
Un ulteriore saggio (settore 13000) è stato svolto nell’area del borgo, a sudest del castello. Vi sono state rinvenute tracce di un abside che delimitava una piccola edicola funeraria costruita in blocchi di gesso, posta lungo l’asse di accesso al castello, dal versante meridionale della vallata del Lamone. Un grande edificio in pietra con ambienti destinati alla raccolta e conservazione dell’acqua (settore 15000), è stato identificato ai margini del pianoro orientale del castello. Si trovava nei pressi di una posterula attraversata da una piccola strada in terra battuta che delimitava gli edifici su questo settore del villaggio fortificato, fino agli ultimi decenni del XVI secolo.
AIAC_827 - Basilica di S. Severo - 2015Le indagini del 2015 si sono svolte in sette diverse zone del monastero. La prima si trova all’interno del chiostro, di fronte al portico colonnato antistante il refettorio. Al di sotto dei piani di frequentazione, databili tra XI e XIII secolo, è stata rinvenuta una fornace a riverbero per la produzione del bronzo, in parte tagliata dalle fondazioni della fontana. Si tratta di una fornace associata alla prima fase di costruzione del monastero (seconda metà del IX secolo), forse legata alle attività di cantiere. Tra i molti residui di produzione sono state rinvenute piccole placchettte in bronzo, non finite, moltissime tracce di colatura e un crogiolo in pietra ollare, ma nessuno stampo. Al di sotto è stata anche rinvenuta una base di colonna marmorea, anteriore alla costruzione del monastero, da associare alla villa o alla basilica altomedievale.
Un settore di scavo è stato aperto anche nell’ambiente a est del refettorio, all’interno dell’edificio principale. Sono state scavate le fasi di frequentazione di XI secolo, con numerose tracce di architetture lignee, legate a scaffalature e tramezzi. Al di sotto sono anche emerse le strutture del più antico monastero, con un muro divisorio in mattoni legati da argilla e parte del suo alzato in terra. All’esterno di questo edificio, in un annesso quadrangolare costruito a ridosso del complesso monastico originario, sono stati asportati tutti gli strati associati al cantiere di IX e al rialzamento dei piani di XI secolo. In associazione a queste fasi, sono state individuate le evidenze di un rifacimento imponente delle cortine murarie (metà XIII secolo).
A est dell’annesso abbiamo potuto scavare alcuni depositi anteriori alla costruzione di questo edificio, separati dal complesso principale della tarda età carolingia. È così emersa una grande piattaforma circolare, realizzata in mattoni di scarto, circondata da un impronta parallela larga 40 cm ca. Al centro di questa struttura si trovava un perno in legno, sostenuto da una inzeppatura in laterizi, probabilmente mosso da alcuni ingranaggi in ferro. Su tutta la superficie è stato individuato un esteso strato con tracce di decomposizione organica molto marcate. Al loro interno vi sono stati rinvenuti alcuni grumi di ferro distorto. Si tratta di un macchinario impostato intorno a un perno centrale, forse una macina o un torchio. Più a sud sono proseguite le indagini in due settori esterni all’edificio principale. Vi sono stati raccolti materiali che confermano la cronologia delle fasi di frequentazione di questa zona del complesso monastico, a partire dall’XI secolo.
Un ultimo settore è stato scavato sul lato sud del complesso monastico, in corrispondenza di un accesso a due porte del refettorio, che nel XIV secolo fu chiuso da una tamponatura in mattoni. Anteriormente vi si accedeva da un piccolo portico quadrangolare che collegava il monastero con quest’area esterna, utilizzata per varie attività lavorative, stalle e ricoveri per gli animali. Lo scavo ha consentito di identificare anche due fasi anteriori di questa zona dell’edificio, quasi al centro del lungo complesso monastico, dove si trovava un’ampia vasca a due camere quadrangolari, forse legate all’allevamento dei pesci.