AIAC_2818 - Anfiteatro Flavio - 2015Nel giugno del 2014 sono riprese le attività dell’Università di Roma Tre, in collaborazione con la Soprintendenza Speciale per il Colosseo, il MNR e l’Area Archeologica di Roma, all’interno dell’Anfiteatro Flavio, nell’ambito del progetto rivolto alla comprensione delle fasi di utilizzo postantiche del monumento.
Nel 2011-2012, le indagini avevano già interessato i cunei III e X, interamente scavati. A partire dal 2014, quindi, si è aperto un nuovo fronte di lavoro nel cuneo IX.
Anche qui l’asportazione delle lastre di pavimentazione nel corso del XII secolo ha comportato la completa perdita delle stratificazioni che vi si erano sovrapposte tra tarda Antichità e alto Medioevo.
Tali fasi si conservano, tuttavia, all’interno dei condotti fognari, che mantengono intatta una complessa stratificazione, che data a partire dal II sec. d.C.
Si è poi verificato che le vicende di ogni cuneo nel corso del basso Medioevo sono indipendenti e diversificate e comprendono numerose tipologie di utilizzo.
Nel caso specifico di questo cuneo le prime attestazioni di vita rintracciate, successive alla rimozione del pavimento antico, appartengono a una divisione interna dell’ambiente in due parti, con la costruzione di un muro trasversale. Questo fu successivamente asportato quasi per intero e sostituito con un altro costruito in elementi di reimpiego e arretrato di una cinquantina di centimetri verso l’arena.
La ristrutturazione elimina interamente la funzione di passaggio precedentemente svolta dall’ambiente, trasformandolo, con ogni probabilità, in una delle numerose cryptae di cui anche le fonti documentarie ci tramandano memoria e che caratterizzano il monumento tra XI e XIII secolo. Nel caso specifico, le tracce di incassi sugli antichi muri a blocchi di travertino e tufo ci testimoniano una utilizzazione della parte più esterna come stalla e/o magazzino.
Nella stessa fase in cui il muro trasversale viene ricostruito, nell’ambiente esterno si costruisce, con tecnica a graticcio, un’ulteriore struttura, che corre parallela al muro occidentale flavio e la cui funzione, certamente connessa con l’allestimento della crypta, rimane, tuttavia, ancora da chiarire.
Anche questo cuneo, come già visto in quello adiacente, subisce, nel corso del XIV secolo, una sistematica spoliazione delle strutture antiche, rivolta specialmente al recupero dei blocchi di travertino. Con il conseguente crollo dei muri laterali, e probabilmente di grande parte della copertura, la crypta viene allora dismessa, il muro trasversale demolito e lo spazio tornò ad essere utilizzato come accesso all’arena dall’esterno.
La funzione rimase tale per tutta l’età moderna, fino alle grandi trasformazioni legate agli scavi e restauri di epoca napoleonica.