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Giulia Fioratto-Università di Padova, Dipartimento dei Beni Culturali

Season Team

  • AIAC_3756 - Aquileia, teatro romano - 2015
    L’area demaniale interessata dalle indagini (fondi ex Comelli-Moro), sita nel quadrante urbano sud-occidentale, presenta eccezionali potenzialità per lo studio urbanistico ed architettonico di Aquileia. Essa si trova infatti nel cuore del monumentale “quartiere degli spettacoli”, nello spazio compreso tra le Grandi Terme a sud e il decumano di Aratria Galla e le cosiddette mura bizantine a nord. L’interesse scientifico per quest’area archeologica risiede soprattutto nell’ipotizzata presenza del teatro romano, qui localizzato da Luisa Bertacchi sulla base di significativi ritrovamenti strutturali avvenuti negli anni 1968-1969, cui fecero seguito varie indagini geofisiche effettuate nel 1978 e nel 1984. L’interpretazione della studiosa si avvaleva inoltre dell’analisi degli elementi architettonici rinvenuti sul posto e di alcune indicazioni toponomastiche medievali. L’ipotesi fu accolta con favore dalla comunità scientifica, ma rimase a lungo priva di verifiche sul terreno, finalizzate non solo a confermare l’effettiva esistenza dell’edificio per spettacoli ma anche a definirne le dimensioni, l’articolazione planimetrica, le caratteristiche architettoniche, l’apparato decorativo, le fasi di fondazione, di utilizzo e di abbandono, le eventuali preesistenze e così via. Del teatro e della supposta porticus post scaenam erano infatti noti soltanto un singolo muro radiale, attribuito alle opere sostruttive della cavea, una serie di muri paralleli in corrispondenza dell’edificio scenico e alcune strutture gravitanti su una retrostante area lastricata. A tal proposito, nel 2015 l’Università di Padova ha avviato una prima campagna di scavo e di rilievo archeologico, preceduta e seguita da una serie di prospezioni geoelettriche. Lo scavo ha riguardato una vasta superficie corrispondente in modo approssimativo al supposto settore mediano della cavea teatrale. Per consentire una rapida ed efficace identificazione dell’edificio sono stati aperti due saggi: il primo sito più a nord (saggio 1), in prossimità dell’area indagata nello scorso secolo; il secondo sito più a sud (saggio 2), dove maggiori erano le indicazioni offerte dalle indagini geoelettriche. La felice intuizione della Bertacchi sembra oggi confermata dall’individuazione, all’interno del saggio 2, di un tratto di muro curvilineo dal quale si dirama una serie di strutture radiali attribuibili alla cavea dell’edificio per spettacoli, caratterizzata probabilmente da dimensioni più contenute rispetto a quanto ipotizzato in precedenza. Le indagini nel saggio 1 hanno invece messo in luce importanti testimonianze relative alla frequentazione post antica dell’area e all’asporto di grandi elementi architettonici provenienti dal complesso monumentale. Le indagini archeologiche non sono finalizzate unicamente all’attività scientifica, ma appaiono strettamente connesse con il dichiarato interesse da parte della Soprintendenza Archeologia del Friuli Venezia Giulia e della Fondazione Aquileia a procedere con un intervento programmato di tutela delle testimonianze strutturali e di valorizzazione dell’intera area demaniale.