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Emanuele Arciuli

Season Team

  • AIAC_551 - Masseria Stevanato - 2004
    Alla periferia occidentale di Bari scoperta fortuita dell'insediamento del tardo neolitico su un terrazzo ai margini Lama Valenzano, una delle antiche incisioni a carattere torrentizio che attraversando la Conca di Bari scendono verso la costa. In un'area funzionale alle attività di stoccaggio, occupata da silos e pozzetti artificiali nel banco calcareo, il deposito archeologico si presentava esiguo e fortemente eroso. Poco distante, nell'area di scavo del saggio F, è stato possibile indagare un'analoga struttura ipogeica a pozzetto, intatta, a profilo circolare all'imboccatura e sezione tronco-conica (prof. m 1,70, diam. 1 m.), foderata sul lato SO da pietre e frammenti di macine in pietra calcarea. Sul fondo si trovava un deposito (5 corna di Bos con parti craniali, un cranio umano integro e parti craniali e ossa lunghe umane disposti a circolo lungo la base della fossa) collegabile a manifestazioni rituali, magico-religiose del mondo neolitico. Macine subovali e contenitori in ceramica (coppa troncoconica in impasto grigio con decorazione incisa all'interno, scodella con ansa subcutanea in impasto grigio di dimensioni diverse, vaso a collo a superfici chiare o lucide di colore rosso vivo, pareti di olle in impasto grigio con decorazione graffita a reticolo), inquadrano la struttura nella seconda metà del IV millennio a.C. Industria litica in selce e ossidiana, tra cui alcune punte di freccia, accompagnavano la deposizione, dislocata intorno a tre grandi e piatte lastre in pietra, al centro del pozzetto. Contestuale ad essa l'accensione di un fuoco, attestata da lenti di cenere sul fondo. A 20 metri di distanza, in direzione NE, si intercetta un'area di frequentazione delimitata da un battuto argilloso e da una fossa con pietre combuste e cenere, coevo alla struttura precedente. Nelle immediate adiacenze una deposizione umana in giacitura primaria, ancora in connessione, priva tuttavia di fossa, la cui postura è fortemente disarticolata, lascia immaginare un decesso dell'individuo per cause accidentali e quindi una deposizione non intenzionale. (Francesca Radina)