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AIAC_2996 - Parrana San Martino - 2015Dal 19 ottobre al 6 novembre 2015 si è svolta la quinta campagna di scavo nella necropoli protostorica ad incinerazione di Parrana San Martino - Collesalvetti, Livorno. La necropoli si trova nel Parco dei Monti Livornesi lungo il tracciato di una barriera tagliafuoco. Il contesto è riferibile al momento di transizione tra l’Età del Bronzo e quella del Ferro (fine II - inizio I millennio a.C.). Le olle cinerarie, con i resti delle ciotole di copertura, sono deposte in piccole cavità praticate nel terreno oppure ricavate asportando ciottoli dall’affioramento di calcare che attraversa la necropoli. La campagna 2015 ha riguardato lo scavo di 37 sepolture poste nel settore IV; 25 cinerari sono stati asportati in blocco e saranno sottoposti a TAC presso la Divisione di Paleopatologia dell’Università di Pisa. Lo scavo si è rivelato complesso per l’alto numero di deposizioni che, pur essendo ravvicinate, non risultano mai sovrapposte; ciò sembra confermare l’ipotesi dell’esistenza di segnacoli in superficie. A questo proposito si segnala il ritrovamento di un blocchetto di calcare interessato da un reticolo graffito e da incisioni a stella che hanno la stessa patina della superficie.
Le sepolture indagate nel 2015 si distinguono per il migliore stato di conservazione, per la ricchezza del repertorio decorativo e per la presenza di terra di rogo in alcune fosse di deposizione. Nella tomba 97, intorno alla base del vaso è stato ritrovato un livello di terra di rogo con grossi carboni, frammenti di anellini in bronzo, ossa calcinate e frammenti di ceramica non pertinenti al cinerario né alla ciotola. In questo caso, come nella tomba 108, lo spargimento della terra di rogo è avvenuto dopo la deposizione del cinerario; al contrario, in altre 5 tombe, l’urna poggiava direttamente su un consistente strato di resti carboniosi misti a frammenti di altra natura. Il motivo dell’inserimento selettivo di terra di rogo in un ristretto numero di fosse non è chiaro e, per questa variante del rito funerario, al momento non è possibile formulare alcuna ipotesi.
Nella tomba 105, il cinerario è interamente coperto da motivi decorativi a falsa cordicella alternati a linee incise formanti grossi cerchi concentrici, meandri e stilizzazioni di protomi di uccelli; il vaso è stato rincalzato con un blocco di calcare sistemato a contrasto sotto l’ansa. Tra le fosse di deposizione, 22 sono scavate nello strato di argilla, hanno forma grosso modo circolare, pareti lievemente inclinate e fondo appiattito; 14 sono realizzate scavando in parte lo strato di argilla ed in parte asportando elementi dall’affioramento di calcare, pareti e fondo sono generalmente a profilo irregolare. La tomba 104 è l’unica ad avere la fossa rivestita interamente da lastre di calcare, con il cinerario perfettamente incastrato, tanto che non è stato possibile effettuare la garzatura per l’asportazione in blocco ma si è dovuto procedere rimuovendo i singoli frammenti e le ossa contenute al suo interno. Il numero delle sepolture esposte cresce di anno in anno per il progressivo dilavamento che minaccia il precario stato di conservazione del contesto archeologico.