Name
Dario Massafra - Silvia Strafella - Vito Prillo - Francesco Giove - Francesco Colopi - Vincenzo Spagnolo - Francesco Ciaglia.

Season Team

  • AIAC_1199 - Serra Cicora - 2015
    Oggetto della quarta campagna di ricerche è stato l'ampliamento programmato a sud-ovest dell'area indagata nelle precedenti campagne. L'ampliamento ha previsto la demolizione di due massi calcarei. Nella nuova area è stata anzitutto impostata la quadrettatura e avviata l’indagine estensiva della superficie esposta. Dall'area, in pendenza secondo una direttrice est-ovest e caratterizzata da pietrame affiorante, sono stati asportati fogliame e terreno di sottobosco chiazzato da lembi di sedimento risultante dalle attività di scavo e setacciatura delle campagne di scavo Borzatti. Per praticità di gestione dei materiali il terreno di superficie è stato comunque trattato come una Unità Stratigrafica (US7). In quasi l'intera estensione dell'ampliamento la pulizia ha messo in luce una superficie di erosione denominata 11a che ha interessato uno strato di terreno bruno (US11). Sulla superficie di US11 sono stati evidenziate due ulteriori unità identificate come US 8 e 9. Si è quindi proceduto allo scavo delle US 10 e 8. US 8 corrisponde ad un lembo residuo di uno strato a matrice sabbiosa fine sciolto di colore bruno giallastro con giacitura sub-orizzontale addossato alla parete rocciosa. L'Unità, scavata in 4 tagli artificiali, conteneva numerosi frammenti di ceramica d’impasto riferibili ad un unico vaso, e una forte concentrazione di malacofauna marina (cozze patelle); gli stessi reperti indicano per US 8 una cronologia approssimativa dell'Età del Ferro. Nella parte a SW, a US 11 si sovrappone una sacca di sabbia rossiccia, di origine naturale e recente, che è stata denominata US10 (Tav 1 di 4). Al suo interno sono stati ritrovati rari elementi litici e ceramici in giacitura non orizzontale ed una falange umana. Sono quindi stati asportati due dei tre massi evidenziati nella planimetria generale. I massi poggiavano direttamente su US11 e al di sotto di quello a SW è stata ritrovato un carapace di tartaruga in ottimo stato di conservazione. Dato il potenziale informativo di questo reperto faunistico per la ricostruzione del paleoambiente in periodi successivi al Paleolitico, si è ritenuto opportuno includere nella documentazione anche il rilievo 3D di quest'area di scavo. L'ampliamento eseguito nel corso della campagna di ricerche 2015 ha documentato una successione stratigrafica che permette di implementare considerevolmente le informazioni ad oggi disponibili sulle dinamiche di formazione e trasformazione del territorio nelle fasi successive al Paleolitico e che le datazioni radiometriche programmate per l'anno in corso potranno inserire in un quadro cronologico più dettagliato.