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Tania Bonifazi

Season Team

  • AIAC_2387 - Coriglia - 2015
    Le indagini condotte nel 2015 a Coriglia hanno portato importanti novità in quattro saggi, di cui tre già oggetto di indagine ed uno di nuova apertura. Nel saggio A, ad Est, l’acciottolato risulta essere più antico e meno esteso di quello messo in luce nella porzione Sud; è risultato conservato solo in parte nella porzione Nord, poiché interrotto dal taglio di uno dei solchi di aratro SE/NW. La realizzazione appare più accurata in profondità. La superficie è realizzata con ciottoli, frammisti a materiale ceramico e laterizio sminuzzato, evidentemente selezionati. Il dato acquisito approfondendo l’indagine di uno dei muri lo fa risalire quantomeno ad età tardo-antica. Tale ipotesi sarebbe inoltre supportata dal rinvenimento in passato di molte monete attribuibili ad età costantiniana e teodoriciana. Di nuova apertura è il saggio J, che ha restituito una massiccia presenza di radici, materiale estremamente eterogeneo ed in particolare una moneta di bronzo di notevoli dimensioni ascrivibile al V sec. d.C (le tre figure stanti sembrerebbero riconducibili ad Onorio, Teodosio II ed Arcadio). Nel Saggio F è stato messo in luce uno strato caratterizzato da un massiccio accumulo di pietre di medio-grande pezzatura unitamente a materiale ceramico e laterizio con un muro che imita l’opera listata utilizzando materiali laterizi e lapidei di recupero, pratica tipicamente diffusa per tutto il periodo tardo-antico e basso-medievale. Questa lettura trova riscontro nella gran mole di ceramica medievale restituita dallo stesso strato, tra cui numerosi frammenti di maiolica arcaica. Si ha dunque la conferma che la frequentazione della zona meridionale del sito continua almeno fino alla fine del 1300. Nella sua porzione meridionale lo scavo di una vaschetta in cocciopisto ha restituito un asse commemorativo del Divus Augustus attribuibile a Tiberio e databile al 15-16 d.C. Il saggio C rappresenta l’area di scavo più settentrionale e più estesa del sito di Coriglia e nella porzione settentrionale il materiale recuperato è cospicuo ed eterogeneo (frammenti di intonaco dipinto, terrecotte architettoniche, tessere musive lapidee ed in pasta vitrea, lacerti di cocciopesto, _crustae_ marmoree, tegole e tubuli; tra i reperti bronzei figurano un chiodo, una fibula frammentaria e due piccole monete; infine, un proiettile calibro 50 ci riporta al secondo conflitto mondiale). L’ampliamento Sud viene realizzato con l’intento di indagare una struttura architettonica scoperta durante la campagna di scavo 2014 nell’angolo SE del saggio: ha rivelato la presenza di un ambiente ipogeo con ghiera in mattoni radiali pertinente all’arco di una volta a botte. Il riempimento ha restituito tessere musive in pietra di notevoli dimensioni, tegole, molti anforacei e numerosissimi frammenti di dolia, alcuni dei quali presentano i segni del restauro eseguito in antico. La stratigrafia profonda dell’ambiente conteneva, fra l’altro, un ago crinale in osso, un falcetto di ferro, una coppetta miniaturistica a pareti sottili, pochi frammenti di sigillata italica, una lucerna del tipo Firmalampen del I-II secolo d.C., una macina in leucitite ed anforacei tra cui un collo d’anfora frammentaria con bollo “PECVL”.