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Ken Saito- Università di Siena

Season Team

  • AIAC_1046 - Pieve di Pava - 2016
    La campagna di scavo 2016 si è concentrata nel settore III a sud della navata centrale della chiesa paleocristiana. L’area di scavo ha seguito la divisione in ambienti come individuato dalle campagne precedenti. L’ambiente A si trova di fronte a quella che è stata in origine l’entrata della chiesa. Si tratta di un ambiente quadrangolare dove sono stati rimossi gli ultimi strati pertinenti ad attività di cantiere pertinenti a due fasi diverse, la prima quella più antica alla trasformazione della villa tardoantica in chiesa e quelli successivi che hanno previsto la rimozione dei livelli pavimentali per le trasformazioni dell’edificio nelle fasi altomedievali. Tali stratigrafie sono risultate tagliate da una sepoltura in fossa terragna senza corredo che potrebbe, per confronto con una sepoltura con corredo di VII secolo d.C. scavata in questo ambiente nel 2012 essere assimilata allo stesso periodo. Lungo tutti i muri di questo ambiente sono emerse le tracce di murature parallele rasate di una fase precedente (quella della villa di IV secolo) che risultano abbandonate e affiancate o a volte coperte dalle nuove murature della chiesa che ne ricalcano quasi perfettamente il perimetro. Molto simile la stratigrafia individuata nell’ambiente B che si sviluppa longitudinalmente lungo la navata in direzione est. Anche qui sono state asportate le stratigrafie pertinenti ai cantieri mettendo in luce una pesante stratigrafia di riporto ascrivibile alla fase di V secolo quando la villa tardoantica viene trasformata in chiesa e vengono utilizzate le murature asportando i pavimenti per ancorarvi le murature della chiesa. Anche in questo ambiente è stata scavata una sepoltura che taglia non solo questi strati di riporto ma anche un tramezzo di divisione interno dell’ambiente. Le murature che definiscono questo ambiente (amb. B) risultano costruite parallelamente e in alcuni casi sovrapponendosi a quelle più antiche che ne ripercorrono il futuro andamento. Solo il tramezzo costruito utilizzando una tecnica a tegole disposte di piatto viene abbandonato e risulta coperto dagli arrossamenti degli strati del cantiere. In questa campagna i risultati più evidenti sono stati la messa in luce con chiarezza delle murature tardoantiche pertinenti alla fase di allungamento della villa che risultano già bene definite e presenti quindi tra fine IV e inizi V secolo d.C. La fase della chiesa quindi ripercorre una serie di ambienti già esistenti, ripercorrendone gli andamenti con un leggero scarto nelle dimensioni.
  • AIAC_2915 - Santa Marta - 2017
    Il Sito in località Santa Marta è stato oggetto della prima campagna di scavo nel 2012. Gli scavi si sono svolti nel periodo compreso tra il 22 maggio ed il 14 luglio 2017. La campagna 2017 si è concentrata presso l’area della chiesa (5.000) e l’area delle terme (11.000). Presso la chiesa sono stati aperti due saggi: uno interno alla navata dell’edificio altomedievale (saggio 1) e uno posto all’esterno del perimetrale sud della chiesa romanica (saggio 2). Lo scavo del saggio 1 ha permesso di approfondire le frequentazioni altomedievali della chiesa. Sono emerse tracce lasciate dal cantiere di ristrutturazione della chiesa, datato presumibilmente all’VIII-IX secolo: punti di fuoco, accumuli di pietrame, buche di palo di varie dimensioni. Inoltre, è stata individuata una fase cimiteriale più antica proprio all’interno dell’edificio altomedievale. Il saggio 2 presenta, invece, numerose evidenze di attività produttive pertinenti alla vita dell’edificio precedente. Alla fase di IX-X secolo è da riferire la principale evidenza individuata e scavata: si tratta di un quartiere produttivo che probabilmente si estende a Sud e dell’edificio romanico, localizzato in una zona esterna agli edifici e distinta dal nucleo religioso. Al momento, non è stato possibile cogliere il carattere complessivo perché intercettato solo in una piccola parte ed anche perché risulta in alcuni tratti intaccato dal cimitero di epoca post-medievale. Ad ogni modo, i dati in nostro possesso ed i materiali raccolti ci permettono di riconoscere indizi della lavorazione del bronzo. La fase di utilizzo di questo cimitero si protrae almeno fino al XVII secolo. Il prossimo lavoro di restauro e copertura dello scavo che riguarderà, invece, l’area delle terme, ha determinato la necessità di effettuare alcuni saggi di accertamento allo scopo di individuare e definire la reale estensione dell’impianto termale. Complessivamente sono stati scavati quattro saggi e la verifica è stata effettuata durante l’intero periodo di scavo mediante l’ausilio di un mezzo meccanico. Tutti e quattro i saggi sono stati localizzati all’esterno delle strutture murarie limitanti l’impianto termale già noto: in tre di questi non sono state riscontrate stratigrafie rilevanti mentre nel quarto è emersa una struttura muraria semicircolare probabilmente interpretabile come un’esedra che sarà oggetto di approfondimento nella prossima campagna di scavo.