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Daniele Savelli -
Università di Urbino

Season Team

  • AIAC_3612 - Ostra - 2016
    Ostra si trova nelle Marche settentrionali, nella media valle del Misa, circa 20 km a monte di Senigallia. La città sorge su di un terrazzo alluvionale di fondovalle posto alla sinistra del fiume. La sua nascita come centro romano va messa in relazione alla lex Flaminia de agro Gallico et Piceno viritim dividundo del 232 a.C. L’arrivo infatti di nuovi coloni portò alla nascita di tutta una serie di praefecturae che assicurassero ai nuovi arrivati i “servizi” a cui avevano comunque diritto e di cui non potevano più beneficiare per l’eccessiva distanza da Roma. Trattandosi di centri di “servizio” le praefecturae erano poste in punti facilmente raggiungibili e legati alla viabilità principale del territorio. Ostra non fa eccezione, trovandosi all’incrocio tra la strada che univa la colonia di Sena Gallica a Sentinum e quella che univa tra loro tutti centri della medie valli marchigiane. Come avvenne per la maggior parte delle varie praefecturae, nel corso del I sec. a.C. anche Ostra, come la vicina Suasa, divenne municipium con un proprio territorio. La fine della città va collocato tra VI e VII secolo, quando la guerra tra Goti e Bizantini prima e l’arrivo dei Longobardi poi portò al definitivo abbandono di questo centro divenuto, per la sua posizione, insicuro e non difendibile. Gli scavi condotti in questi anni si sono concentrati nella zona centrale della città, rimettendo in luce diverse strutture riferibili al foro che si distribuiscono tra il II sec. a.C. e il II sec. d.C.. Tra queste particolare rilevanza va data ad un sistema di pozzetti in cui erano in origine posti dei pali, destinati a reggere delle corde che individuavano diverse corsie. Si tratta di un apprestamento che a nostro avviso era legato alle operazioni di voto, cioè i saepta della città. Oltre alle diverse strutture rinvenute, in particolare tre templi, di cui uno rotondo, e un ninfeo, gli scavi hanno messo in luce buona parte della strada che delimitava questo settore centrale. Si tratta di una strada basolata che reca i solchi incisi dalle ruote dei carri, e che dunque doveva essere l’asse di attraversamento della città. La fase di progressivo abbandono della città è testimoniata dalle oltre 100 tombe che dall’età tardo antica al primo medioevo occupano l’area forense. Ciò è legato da un lato al venir meno della funzione originaria della piazza e dall’altro alla verosimile trasformazione in chiesa cristiana del tempio principale della città. Tale trasformazione giustificherebbe il fatto che i muri dell’antico tempio siano gli unici che sono sempre rimasti visibili a testimoniare la presenza qui dell’antica città romana.