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AIAC_251 - Convento di Urbisaglia - 2016
Nel sito di _Pollentia-Urbs Salvia_ nel corso del 2016, tra il 1 giugno ed il 2 luglio, sono proseguite le indagini nell’area del Complesso tempio-criptoportico, in quella civile del foro (Saggio 4) e nel Saggio 5, a Nord del Saggio 4.
Nell’area del Complesso tempio-criptoportico è proseguito lo scavo degli ambenti A 5 ed A 6 a Sud del braccio meridionale del Criptoportico (CSS, Criptoportico Strada Sud).
Lo scavo ha consentito di individuare almeno 4 fasi.
I fase: costruzione degli ambienti in età tiberiano claudia
Nella II fase si realizza la divisione nell’ambiente A6 in due aree
Successivamente, nella III fase da collocare almeno alla fine del II sec. d.C., venne creato un unico ambiente.
La IV è l’ultima fase edilizia, collocabile oltre il III sec. d.C., caratterizzata dalla nuova divisione degli ambienti.
La campagna nell’area civile del Foro di _Urbs Salvia_, ha avuto come obiettivo la prosecuzione delle indagini nel Settore 2N.
Le fasi di età repubblicana sono legate a due strati di distruzione ed al residuo di un muro in ciottoli. Tale fase di vita è interrotta quando si edifica la già nota _porticus duplex_ di età augustea. La distruzione della _porticus_ è coperta da un sottile livello di terra misto a terra concotta su cui si fondano i muri legati alla successiva riorganizzazione urbanistica del foro.
Il Saggio 5 è collocato in un’area nella quale, nel corso delle indagini geofisiche condotte sia nel 2015, sia nel 2016 in collaborazione con l’Università di Camerino, erano state individuate anomalie che consentivano di ipotizzare la presenza di muri che potevano essere associati anche ad un sistema di fortificazione di età preaugustea.
Le ricerche condotte nel corso del 2016 hanno consentito di riportare alle luce le strutture superficiali di un edificio, di età imperiale, per il quale si è supposta una funzione termale.
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AIAC_251 - Convento di Urbisaglia - 2017
Nel foro dei Pollentia-UrbsSalvia si riprende lo scavo dell’Edificio repubblicano già avviato nel 2001 ed interrotto nel 2004. Obiettivo è anche quello di predisporre l’area ad accogliere le fondazioni di una copertura fissa funzionale al suo restauro e successiva musealizzazione dell’Edificio repubblicano.
Tali livelli antropizzati sono già stati associati alla presenza di un _concilibulum_ precedente la fondazione della colonia graccana collocabile intorno al 118 a.C.
Lo scavo consente quindi di riportare in luce le strutture parzialmente conservate di 3 fornaci la prima delle quali (A) collocata al limite Est dell’ambiente sud, la seconda (B) collocata più a Ovest e la terza (C) a NordOvest.
_Fornace A_
La fornace A era coperta da uno spesso strato di distruzione livellato in funzione della realizzazione dell’Edificio successivo, sotto il quale si mettono in luce i livelli di riempimento della camera di cottura della fornace.
Di particolare interesse è lo scavo, sulla parete della camera di cottura di una fossa di forma perfettamente circolare, forse una ulteriore fossa a carattere cultuale legata alla fondazione dell’Edificio repubblicano successivo che si andrebbe aggiungere a quelle già note ed indagate.
_Fornace B_
Nella fornace B si scava crollo della camera di cottura della quale si conserva il cordolo di base. Il fondo della camera di cottura conserva al centro un pilastro realizzato con frammenti di laterizi e terra concotta.
_Fornace C_
Lo scavo si avvia con l’asportazione del crollo della fornace distrutta, sotto la quale si scavano i livelli di riempimento ed abbandono formati in particolare da tegole stracotte.
I riempimenti legati all’abbandono ed alla distruzione della fornace C sono tagliati dalle fossa funzionale alla costruzione della fornace B.
In una fase successiva al suo abbandono l’area della camera di combustione della fornace viene occupato da una forgia.
Di fatto lo scavo sembra aver documentato più fasi principali di utilizzo dell’area. Alla prima fase appartiene la Fornace C completamente distrutta ai fini dell’ampliamento del piccolo impianto produttivo; alla successiva fase appartengono le due fornaci A e B; nella terza fase, probabilmente non troppo distante cronologicamente dalla costruzione del successivo Edificio repubblicano, una piccola forgia si impianta nell’area precedentemente occupata dalla camera di combustione della fornace C.
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AIAC_4513 - Villamagna - 2017
Nel corso del 2017 si è avviato lo scavo della villa romana in loc. Villamagna (Urbisaglia), sito compreso nel territorio della città antica di Pollentia-Urbs Salvia.
Sono stati aperti due Saggi in una zona a Ovest del sito denominati Saggio 1, a Sud, e Saggio 2 a Nord.
Nel Saggio 1 sotto l’humus e un riempimento successivo è stato individuato uno strato di abbandono il cui scavo ha consentito di individuare due ambienti quadrangolari (Ambiente 1 e Ambiente 2)
Nell’Ambiente 1 è stato individuato un crollo il cui scavo consente di scoprire un pavimento in mosaico formato da tessere di colore nero, bianco, grigio e rosse, con tessere bianche di dimensioni maggiori inquadrate da un doppio bordo formato da due fasce nere.
Nel vicino Ambiente 2, si individuano livelli formati dal crollo degli intonaci dipinti che decoravano le pareti. Tali crolli sembrano essere avvenuti su un livello d’uso tardo.
A Est dell’Ambiente 2 al di sotto dell’humus, viene scavato un complesso di ambienti che si sviluppano ad oriente individuando in successione gli Ambienti 3, 4 e 5, di forma quadrangolare e aperti, insieme agli Ambienti 1 e 2, su un Corridoio (Corridoio Nord) che con una serie di archi si affacciava in un’area forse scoperta dalla quale l’accesso era garantito da due gradini.
Nell’Ambiente 5 era alloggiata una scala che consentiva l’accesso a un piano superiore.
Il Saggio 2 è stato aperto oltre l’angolo nord-ovest del Saggio 1 ed era esteso per m 6x4.
Dopo l’asportazione dell’humus si avvia lo scavo di uno spesso riempimento che copriva un piano di ghiaia allettata entropicamente da interprete forse come un piano di calpestio di II fase.
Lo scavo di tale piano consente di riportare in luce un livello d’argilla e un muro che forse in I fase, definito da colonnine delimitava lo spazio aperto a settentrione del Corridoio Nord.
Lo scavo di fatto ha consentito di individuare una fase monumentale di costruzione di un edificio che compone la villa di età romana, forse da interpretare come _triclinium_ estivo, che, sulla base dell’analisi deidati di scavo ancora in corso non possiamo escludere realizzata nel I sec. a.C.
Si è infine proceduto alla pulizia archeologica, propedeutica al successivo rilievo e restauro, del sistema di vasche individuato nel corso delle campagne 2007-2010 nella pars rusticadell’insediamento.
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AIAC_5357 - Antigonea - 2021
The ruins of the ancient city of Antigone are located on a hill that dominates the right side of the Drino valley, in the area of Gjirokastra. It is to the credit of the Albanian archaeologist Dhimosten Budina that he identified the ruins of Jerma Castle with the ancient city of Antigone, in the 1970s. After 1990, there was also partial research on this site by the Institute of Archeology of Tirana, while in the last two years the site has become the object of joint research of the Albanian-Italian project. The project for the 2021 campaign was aimed at clarifying the characteristics of the urban organization of the city, discovering the temples, theater and necropolis of the Hellenistic period. The excavations continued in three sectors in the part of the agora and ancient dwellings. In addition to the excavations, georadar surveys were also carried out in the area of the agora. In addition to the residential area, the excavations have also revealed an area where shops and facilities with a craft function are thought to be found. The buildings belong to the century III-I BC.