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Tommaso Bertoldi - Università Tor Vergata

Season Team

  • AIAC_4375 - Horrea Agrippiana, Area Archeologica del Foro Romano - 2016
    Il progetto internazionale _Signum Vortumni_ prevede un piano quadriennale di indagini archeologiche (stratigrafiche, topografiche, architettoniche e archivistiche) finalizzate alla ricostruzione delle dinamiche insediative succedutesi presso le pendici nord-occidentali del Palatino tra l’età regia e l’alto medioevo. La prima campagna di scavo ha interessato l’area occupata dagli _Horrea Agrippiana_, ed è consistita nella realizzazione di alcuni sondaggi di scavo mirati a recuperare brani di stratificazione in giacitura primaria utili a chiarire le vicende edilizie dell’area relative sia al periodo precedente l’impianto dei grandi magazzini augustei, sia alle lunghe fasi di vita dell’edificio stesso. I sondaggi hanno consentito di riportare alla luce resti di edifici di età medio e tardo-repubblicana finora inediti e di grande interesse per la storia di questo settore delle pendici del colle.
  • AIAC_4375 - Horrea Agrippiana, Area Archeologica del Foro Romano - 2018
    Il progetto internazionale Signum Vortumni prevede un piano quinquennale di indagini archeologiche (stratigrafiche, topografiche, architettoniche e archivistiche) finalizzate alla ricostruzione delle dinamiche insediative succedutesi presso le pendici nord-occidentali del Palatino tra l’età regia e l’alto medioevo. La seconda e terza campagna di scavo hanno consentito di precisare e articolare meglio la sequenza stratigrafica messa in luce nel 2016. In particolare, è stato possibile definire la planimetria e le caratteristiche degli apparati decorativi della domus tardo repubblicana, sono stati individuati i resti strutturali di un magazzino in opera laterizia preesistente agli Horrea Agrippiana, è stata definita su basi stratigrafiche la datazione della fase di impianto dei magazzini augustei, sono state indagate sequenze stratigrafiche e sepolture relative alla fasi di vita tardo antiche del monumento e alle sue relazioni con la vicina diaconia di San Teodoro.
  • AIAC_5409 - Pidocchio - 2015
    Ricognizioni di superficie effettuate tra gli anni ’60 e ’90 del secolo scorso nel territorio compreso tra Tarquinia e la linea di costa antistante, hanno permesso di ricostruirne le trasformazioni del paesaggio dall’età protostorica alla tarda età imperiale. Un recente scavo realizzato tra il 2014 e il 2015 in occasione dell’ampliamento della SS1 Aurelia, ha messo in luce a breve distanza da Tarquinia (località Pidocchio) un’importante fornace per la fabbricazione di ceramica, attiva tra la fine del III e la prima metà del II secolo a.C. In particolare la fornace produceva contenitori da trasporto inquadrabili nella famiglia delle ‘anfore ovoidali’ tardo repubblicane (chiamati Tarquinia 1-4) e alcune brocche in ceramica comune da mensa e dispensa e bacini per la preparazione degli alimenti. Tale scoperta oltre a fornire importanti informazioni sulla fase di piena romanizzazione del territorio di Tarquinia e su alcune delle principali attività produttive ancora attive nella zona, ha permesso di isolare una nuova produzione di ‘anfore ovoidali’ nell’Italia centrale tirrenica. A Santa Severa e a Torre Astura sono state individuate infatti fornaci che producevano anfore morfologicamente simili a quelle della fornace di Pidocchio a Tarquinia. Particolarmente suggestiva è l’ipotesi che vede nella famiglia degli Anes di Tarquinia i proprietari della fornace, grazie alla scoperta del graffito ANE impresso ante cocturam in un peso da telaio rinvenuto tra gli scarti della fornace. Il gentilizio Anes compare infatti nella necropoli di Monterozzi nella cosiddetta tomba ‘Querciola II’ in cui nel corso della prima metà del II secolo a.C. venne sepolto un certo Arnth figlio di Velthur.

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