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Grassigli Gian Luca - Dipartimento di Lettere. Lingue, Letterature e Civiltà antiche e moderne, Università degli Studi di Perugia.

Season Director

  • AIAC_312 - La Pieve - 2017
    In accordo con il Comune di Cannara e con la Sovrintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio dell’Umbria, l’Università degli Studi di Perugia ha ripreso le attività di ricerca archeologica presso Collemancio di Cannara, l’area dov’era ubicato l’antico municipio romano di Urvinum Hortense. Le attività di scavo, iniziate in data 5 giugno, hanno avuto una durata complessiva di otto settimane con la partecipazione di circa cento studenti provenienti non solo dall’Ateneo perugino, ma anche da altre realtà accademiche italiane ed estere. Lo scavo archeologico ha interessato tre distinti settori: il primo (Saggio 2, è articolato in tre distinti approfondimenti: a, b, e c) interessa il pianoro sommitale, immediatamente a S di una grande struttura templare; un secondo settore (Saggio 1), il più vasto, è ubicato fra il tempio e una struttura religiosa medievale ed occupa un’area di circa 210 metri quadrati. Il terzo ed ultimo settore (Saggio 3), infine, è stato aperto a NE del precedente, in un pianoro poco distante. Il Saggio 1 ha permesso di portare alla luce una piccola area necropolare caratterizzata da strutture funerarie di buona fattura, adiacente alla struttura religiosa medievale e verosimilmente in connessione con essa. Il dato conferma inoltre la continuità d’uso del sito dall’epoca romana a quella medievale. Nell’area è stata scoperta anche una canaletta. Il Saggio 2, più specificatamente l’approfondimento A, ha rivelato un probabile asse viario secondario in direzione N/S che correrebbe tangente a E della struttura templare, la cui fossa di fondazione (indagata nell’approfondimento C) sembrerebbe essere stata compromessa da interventi di scavo di epoca moderna (verosimilmente riconducibili a Giovanni Canelli Bizzozzero). Il Saggio 3 ha portato alla parziale messa in luce di un imponente muro con andamento E/O e caratterizzato da un’apparecchiatura muraria peculiare: sotto il filare superficiale, realizzato con grossi blocchi in arenaria posti in opera di piatto, si registra la presenza di scaglie e bozze in arenaria di piccole dimensioni messe in opera in modo irregolare e senza materiali leganti. Tutti e tre i settori di indagine hanno contribuito a una maggiore comprensione della planimetria e dello sviluppo urbano di Urvinum Hortense, pertanto si auspica una prosecuzione delle attività di ricerca anche per l’anno 2018.
  • AIAC_4500 - Vallone di San Lorenzo - 2017
    This was the first campaign on the site of Montecchio undertaken by Perugia University. In this phase the investigation looked at the development in antiquity of a part of the territory of Montecchio, mainly concentrating on the land along the Fosso di San Lorenzo, characterised by the presence of a vast necropolis in use between the 7th/6th century B.C. until the late 4th- early 3rd century B.C. The excavations concentrated on the area situated NW of the group of burials identified in the past and which can be visited in the locality of Raiano, where no research had been carried out to date that aimed at the actual understanding of the necropolis’ size. The investigations revealed: 1) a structure c. 7.8 m long, on an east-west alignment, made up of unworked medium sized stones in a dry-stone construction. The most interesting finds were the heavy bucchero, coarse wares, and a few black glaze fragments datable to the late 2nd century-early 1st century B.C., which may constitute the site’s _terminus_ _post_ _quem_. 2) a chamber tomb on a N-S alignment with the entrance facing south, which presented clear traces of collapse, tampering and flooding. During the removal of the dumped layers, a continuation of the underground tomb was identified, whose vault was not completely collapsed. It was excavated in the bedrock (of sedimentary origin) and was entered via a short open-air _dromos_ in counterslope with respect to the hill slope. It had two coaxial chambers with benches, which contained burials without grave goods. All the materials recovered date the tomb to the mid-late 6th century B.C. covering a relatively short period with respect to the other excavated burials; it also denotes the almost complete influence of _Velzna_- Orvieto over this populous area situated on the left bank of the Tiber.