AIAC_950 - S. Restituta - 2017La campagna di scavo 2017 ha interessato l’ambiente 3 e il saggio 1. Per verificare i livelli individuati nella precedente campagna si è deciso di ampliare di 1 metro il limite nord del saggio 1. Questo ampliamento ha permesso di definire i rapporti tra la struttura muraria (USM 673), il focolare e i piani di frequentazione (728, 729). Le ricerche hanno permesso l’individuazione per intero del focolare, del quale si era individuata soltanto l’estremità meridionale. Il focolare, che si presenta di forma quadrangolare, è realizzato con mattoni legati da malta grigiastra. Contemporaneamente si è potuto constatare che l’US 729 rappresenta un battuto pavimentale in fase con la costruzione del focolare, mentre l’US 728 costituisce il residuo dell’ultimo battuto pavimentale. L’impianto del focolare e la presenza di notevoli tracce di bruciato a ridosso della parete rocciosa, confermano la probabile funzione produttiva/abitativa dell’area stessa. In questo momento non è del tutto chiaro se questa attività, restituita dalla presenza del focolare e delle notevoli tracce di bruciato anche in prossimità della parete rocciosa, sia da mettere in relazione ad una fase abitativa rupestre, vista la presenza sulla parete rocciosa di tagli riferibili molto probabilmente a ulteriori ambienti rupestri posti oltre il limite di scavo.
Nella porzione sud dell’area si rinvengono alcuni livelli di accumulo e notevoli porzioni di crollo che obliterano le strutture murarie (UUSSMM 620, 624 e 690). I crolli, caratterizzati dalla presenza di blocchi di calcare alcuni con lacerti di intonaco, sono la sicura testimonianza di una fase di abbandono delle strutture murarie ma non di un abbandono dell’area, come dimostrano i tagli effettuati per l’alloggio di alcune sepolture. Anche nella porzione ovest si rinviene, a ridosso dell’USM 689, un ulteriore crollo (740) composto esclusivamente di blocchi squadrati di calcare allineati parallelamente al muro USM 689. L’US può considerarsi come il paramento del muro 689 collassato a seguito di un forte dissesto. I crolli sigillano, inoltre, un livello di battuto pavimentale (741) che si estende in modo abbastanza uniforme su tutta l’area. Sulla superficie sono tre tagli circolari da interpretare come buchi di palo, che si dispongo in senso radiale parallelamente alla struttura muraria USM 532. Al centro di questa area vi è una vera e propria fossa, che ha restituito al suo interno anche alcuni frammenti ossei umani. L’US 741 è la conferma della destinazione funeraria dell’area posta a nord della chiesa romanica, attestando in questo momento una fase di riorganizzazione dello spazio funerario.
Nell’ambiente rupestre (ambiente 3) si riprende lo scavo indagando la fossa presente sul lato est. Dopo aver completato lo scavo dell’accumulo di ossa, indagato nelle precedenti campagne, si rinvengono i resti scheletrici di una sepoltura. Di quest’ultima si conservano i resti parziali di un individuo adulto deposto in decubito dorsale con orientamento N/S. Al di sotto si rinvengono i resti di un ulteriore scheletro completo di un inumato deposto e orientato come il precedente. Si indaga anche le seconda fossa presente nell’ambiente 3 e in parte già scavate nelle precedenti campagne. Anche in questa seconda fossa si rinviene un ulteriore scheletro posto nello stesso modo con lo stesso orientamento del precedente. Si conclude l’indagine dell’ambiente 3, che ha restituito, fino a questo momento due fasi di vita. La prima è quella che vede la realizzazione all’interno del vano di due fosse tagliate parallelamente alla parete rocciosa, che accoglieranno rispettivamente due sepolture. Soltanto la fossa posta ad ovest rimarrà sigillata mentre quella posta a est verrà intaccata dall’azione che causerà l’asportazione e il riposizionamento di parte dello scheletro della sepoltura precedente. In una fase successiva, cronologicamente riferibile alla fase romanica, l’ambiente verrà destinato a ossario e definitivamente sigillato.