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Simone Moretti Giani

Season Team

  • AIAC_2387 - Coriglia - 2017
    Le indagini stratigrafiche nel sito archeologico di Coriglia, nel 2017 si sono concentrate nei saggi A, C, F e K. _Saggio A_ Si tratta di un’area caratterizzata dalla presenza di percorsi glareati di età romana, forse tardo imperiali, compromessi da interventi agricoli e arature moderne. Il dato emerso quest’anno, fondamentale per avere un _terminus ante quem_ non, è che le massicciate si impostano sulla fase di abbandono di strutture di epoca imperiale: un vasto ambiente, di cui è stato portato alla luce l’angolo NW, realizzato con murature di pietre fluviali di taglio quadrangolare in facciata legate con malta biancastra. E’ stato individuato un pozzetto rettangolare che al suo interno aveva un sistema di fistule in piombo e canalizzazioni ricavate nella muratura. Era occluso da un blocco di tufo rinvenuto spostato dalla sua prima sede: la chiusa evidenzia una faccia lisciata sulla quale sono presenti due profondi incavi circolari usati per il sollevamento. L’infrastruttura idrica, delle dimensioni di 70x50 cm e dalla profondità di 1,22 m, è costruita con pietre fluviali di taglio quadrangolare in facciata allettate in una malta giallastra molto porosa. Sul fondo, realizzato con pietre fluviali di piatto allettate su malta, si trova una canaletta di deflusso con piano in malta pozzolanica. _Il saggio C_ Ci si è concentrati nell’area immediatamente a N dell’imponente struttura voltata emersa nella campagna 2015 (Struttura A). L’ampliamento ha consentito l’individuazione di un ambiente bipartito costituito da un vano a cui si accedeva mediante un unico scalino e da una contigua stanza quadrangolare di cui ancora non sono stati portati alla luce tutti i perimetrali La presenza di numerosi frammenti ceramici riferibili per lo più ad anforacei, fa interpretare lo strato come un vero e proprio scarico di materiale d’età tardo antica (IV sec. d.C.). Il livello pavimentale del vano, estremamente duro e compatto, è in terra battuta frammista a ciottoli fluviali di piccole dimensioni. La destinazione d’uso degli ambienti in analisi: sono parte del complesso termale che si sviluppa su l’asse principale E/W. L’angusta stanza sarebbe da identificare come il _praefurnium_ del _balneum_ a diretto contatto con il _caldarium_. _Il saggio K_ Dall’indagine è emerso un moncone di muro, orientato NE/SW, che prosegue nella parete occidentale del saggio, ed al momento privo di rapporti stratigrafici con altre murature; l’ipotesi che possa costituire la chiusura dell’ambiente voltato A, che raggiungerebbe la lunghezza di m 9,60, rimane al momento la più plausibile. _Il saggio F_ Quest’anno, grazie alle favorevoli condizioni atmosferiche, il saggio è stato riaperto nella zona immediatamente a N della grande vasca. Quella che sembrava una pavimentazione in cocciopesto è risultato essere uno strato di disfacimento di cui si conserva solo parte di un bauletto di sponda. Pertanto è verosimile che il sistema di vasche fosse più esteso. Una struttura muraria, conservata in fondazione, è apparsa al disotto dei lacerti della vasca, con un orientamento diverso dalle altre strutture, eccezion fatta per una canaletta con cui al momento non sembra avere rapporti stratigrafici. Questa muratura, obliterata dai perimetrali della grande vasca e della struttura voltata di raccolta idrica, potrebbe essere interpretata come un muro di contenimento. L’ultimo dato emerso dall’indagine del saggio F è la presenza di una breve porzione di bauletto in cocciopesto _in situ_ a N della struttura voltata: ciò che rimane di un piano pavimentale idroresistente verosimilmente pertinente ad un’altra vasca che andrebbe ad articolare maggiormente il sistema di bacini idrici dell’area.