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AIAC_822 - Area B Sud Porta Nocera - 2018
Iniziato nel 2014, il programma di studio della necropoli di Porta Nocera ha come prima ambizione comprendere e definire il processo di creazione di un paesaggio funerario ai margini della città tra la fondazione della colonia e l'eruzione del 79, in particolare l'implicazione delle autorità pubbliche nella pianificazione e nella gestione delle aeree funerarie. Si tratta poi, su un lasso di tempo relativamente breve, qualche generazione, di precisare la genesi dei diversi recinti e strutture funerarie (cronologia relativa delle tombe) e di riconoscere tradizioni legate a famiglie o gruppi nell'allestimento delle sepolture e nell'esercizio delle sequenze rituali. Infine, l'eccellente stato di conservazione dei contesti funerari permette di studiare da vicino le tre tappe principali dei rituali della morte che sono la cremazione, la deposizione e la commemorazione dei defunti. E' ormai possibile associare, a ciascuna di queste tappe, dei gesti precisi, la cui ricostruzione permetterà di proporre una forma di ermeneutica fondata sulla lettura attenta del terreno. In questo ambito, il programma comporta una dimensione metodologica forte, sia sullo scavo, grazie alla realizzazione di protocolli di registrazione specifici destinati a riconoscere i gesti, sia in laboratorio attraverso lo studio dei resti umani combusti e del corredo utilizzato nelle sequenze rituali. La ricchezza delle azioni osservate permette sin da ora di proporre dei risultati inediti e determinanti sulla struttura dei riti che si svolgevano nei recinti, oltre che sull'elaborazione e la trasmissione dei costumi funerari all'interno di una comunità romana d'Italia. Come erano organizzate e trasmesse le partizioni rituali da una generazione all'altra, da una famiglia all'altra? Come era costruita l'alterità collettiva della morte a Pompei? Quanto le pratiche seguivano la tradizione romana?
Un'acquisizione più dettagliata possibile di tutte le tracce lasciate dai Pompeiani in occasione della loro frequentazione della necropoli porta a distinguere l'occasionale dall'intenzionale per restituire il contenuto delle pratiche funerarie locali. L'impegno metodologico e i risultati ottenuti giustificano pienamente l'organizzazione di una formazione in archeologia funeraria rivolta a dottorandi e professionisti, che riguarda sia lo scavo delle strutture funerarie che lo studio specifico delle cremazioni.