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Simona Arrighi-Dipartimento di Scienze Fisiche, della Terra e dell’Ambiente – Università dei Siena.

Season Team

  • AIAC_960 - Grotta della Cala - 2018
    La campagna di scavo 2018 alla Grotta della Cala si è svolta dall’ 8 al 19 ottobre e ha interessato i quadrati C 30, 31 e 32, D-E 30, 31, 32 e 33, F30, 31, 32 e 33. Nel corso dell’apertura di un sondaggio nella camera interna della grotta sono venute alla luce le tracce di una frequentazione rituale avvenuta nel corso del Bronzo Finale. Oltre alla presenza di incinerazioni, sono state rinvenute innumerevoli perle in pasta vitrea e ambra, oltre a frammenti di ossa calcinate e a resti umani costituiti prevalentemente da denti di individui di età diverse (da infantili ad adulti). In tutti i quadrati indagati è stato rimosso un primo taglio costituito da sedimento bruno sciolto a matrice sabbiosa. Al disotto del taglio 1 è emersa un’area ricca di pietrame con matrice grigia sabbiosa (taglio 2 grigio) limitatamente ai quadrati E30, E31 II – III, F31 III, F30, D30 I-II, D31 II. Nel resto della superficie investigata il terreno era sciolto e di colore bruno (taglio 2 bruno). Pietre più grandi erano presenti al margine del grigio. Il taglio 2 bruno (stratigraficamente al di sotto del 2 grigio) conteneva gli elementi di origine antropica sopra descritti e ceramica d’impasto. Al disotto del 2 bruno è stato identificato un taglio 3 costituito da un livello di pietrisco in matrice bruna più grigiastra, apparentemente sterile, che sembra poggiare direttamente su una crosta stalagmitica (alfa?). Nel quadrato E30, settore I, è stata individuata alla base del taglio 2 bruno, una fossetta contenente sedimento carbonioso ricco di frammenti di ossa apparentemente calcinate/combuste sigillato da frammenti ceramici riferibili ad uno stesso vaso. Alcune delle perle rinvenute hanno consentito, per le loro caratteristiche tipologiche (tipo Frattesina), di attribuire l’intero complesso al Bronzo finale. Dal 2017, la Grotta della Cala figura, come la Grotta di Castelcivita (altro sito paleolitico indagato dall’Unita di Ricerca di Preistoria e Antropologia dell’Università di Siena), tra i siti chiave del progetto europeo ERC Consolidator SUCCESS “The earliest migration of Homo sapiens in Southern Europe: understanding the biocultural processes that define our uniqueness”. Tale progetto, di durata quinquennale, ha come capofila l’Università di Bologna e coinvolge, oltre all’Università di Siena, le Università di Genova, Ferrara e Roma “La Sapienza”. È finalizzato alla ricostruzione delle dinamiche di popolamento della Penisola italiana durante la cosiddetta fase di transizione Paleolitico medio / superiore e prevede un’indagine su vasta scala a carattere multidisciplinare in vari siti preistorici del territorio nazionale. Adriana Moroni