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Søren Handberg- Università di Oslo

Season Director

  • AIAC_1959 - Timpone della Motta - 2018
    Il Danish Institute in Rome (DIR) durante l’anno 2018 ha proseguito nelle indagini del precedente anno sul versante sud-orientale del Santuario di Timpone della Motta, che in antichità corrispondeva all’area di ingresso al luogo di culto da parte dei numerosi fedeli e pellegrini che lo hanno frequentato. Qui sono state indagate in profondità le stratigrafiche emerse nel SAS MS3, che è stato ampliato di 3 x 2 mt sul lato sud-est. Siamo di fronte ad un ampio spazio consacrato, attualmente non definibile diversamente, che ha senz’altro rivestito un ruolo primario ai fini dello svolgimento dei cerimoniali religiosi. Difatti, sono qui stati riconosciuti gli apprestamenti destinati all’espletamento di pratiche per il sacrificio animale e per la libagione, che hanno avuto luogo tra il 600 a.C. e la fine del VI secolo a.C., ma soprattutto si sono conservate manifestazioni materiali capaci di scandire i vari momenti e le norme che regolano le pratiche rituali qui esercitate durante il VI secolo a.C. in onore della/e divinità venerata/e. Sia il deposito votivo che lo scarico rituale intercettati nel precedente anno si sono rivelati di maggiori dimensioni ed hanno restituito abbondante materiale tipologicamente affine a quello già immagazzinato, con l’aggiunta di ceramica da mensa di VI secolo a.C. destinata principalmente alla bollitura di cibi e strumenti in ferro e bronzo, tra questi ad es. gli obeloi. Il campione faunistico ha invece consentito di registrare ossa bollite, con tracce di macellazione, riferibili a varie porzioni scheletriche di ovicaprini, escluso il terzo quarto posteriore. Si tratta di resti faunistici certamente relativi alla vittima sacrificale e nella fattispecie potrebbe trattarsi degli scarti di pasto del banchetto sacrificale destinato ai partecipanti al rituale