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Rosalia Gallotti, Università di Roma “La Sapienza”, Italia

Season Team

  • AIAC_4468 - Notarchirico - 2019
    La campagna 2019 ha permesso di proseguire lo scavo della trincea di quasi 30 m di lunghezza aperta gli scorsi anni all’esterno del capannone che ricopre i vecchi scavi allo scopo di ritrovare la base della sequenza del sito ancora poco conosciuta. Nel 2016 erano stati identificati cinque grandi unità stratigrafiche (F, G, H, I e J) e era stata individuata una unità sconosciuta alla base della sequenza della trincea. In alcuni casi, le unità sono composte da più sottolivelli, letti di ciottoli, sabbie, argille più o meno compatte, tutti situati sotto il livello F, l’ultimo individuato durante gli scavi di M. Piperno e oggi datato a 675 Ka. Le nuove datazioni Ar/Ar et ESR/U-Th hanno collocato tra 675 e 695.000 anni la successione stratigrafica dal livello G al livello I2 alla base della sequenza. La campagna di scavo 2019 ha interessato i livelli F, G e I la cui area è stata allargata al fine di mettere in luce nuovo materiale e poter cominciare l’analisi spaziale. Questi livelli sono costituiti da un letto di ciottoli contenente numerosi manufatti (nuclei, schegge, strumenti), prodotti su piccoli noduli di selce e calcare, e resti faunistici (tra cui Elephas antiquus, cervidi, bovidi, uccelli e altri grandi mammiferi). L’allargamento dell’area di scavo del livello I ha avuto lo scopo di mettere in luce lo strato I2 in modo più esteso. Si tratta di un ampio letto di ciottoli con materiale archeologico. I tre strati (F, G, I) hanno restituito oggetti litici e fauna in abbondanza, tra cui, adesso quattro bifacciali in calcare (F), due strumenti bifacciali parziali in calcare e in selce e un bifacciale in calcare (G) e numerosi strumenti su ciottolo di calcare e prodotti di lavorazione su schegge di selce. Durante la campagna del 2019 due nuovi bifacciali in calcare sono stati ritrovati nei livelli F e G, e bifacciali in selce in livello F, mentre nei livelli G e I sono stati rinvenuti dei grossi utensili unifacciali e piccoli strumenti in selce. La scoperta di un bifacciale nel livello G, più antico del livello F, colloca l’arrivo dell’Acheuleano nel Sud dell’Europa ad oltre 675.000 anni, ad un’età più antica di quella che si pensava, durante una fase climatica temperata. I noduli di selce sono presenti in abbondanza sul sito, spesso di piccole dimensioni: quest’anno abbiamo approcciato alla questione della loro origine (portati dagli ominidi o presenti naturalmente nello strato), allo scopo di conoscere le modalità di gestione del territorio da parte degli ominidi che occupavano il sito. I ciottoli di grandi dimensioni sono serviti alla produzione di grandi utensili. Altri livelli hanno restituito del materiale archeologico che mostra la successione delle occupazioni antropiche in un contesto fluvio-lacustre. La densità del materiale attesta la venuta regolare degli ominidi nello stesso luogo per cercare carcasse di erbivori per lo sfruttamento della carne. Lo studio delle tracce d’uso sugli oggetti in selce attesta la pratica della macellazione e del taglio di legno e piante.