Name
Letizia Ermini Pani
Organisation Name
Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, Dipartimento di Scienze Storiche Archeologiche e Antropologiche dell’Antichità

Season Director

  • AIAC_957 - Petrolone - 2004
    Lo scavo negli anni precedenti è stato concentrato all’interno dell’edificio a croce greca dove sono state portate alla luce numerose sepolture presenti nei bracci est ed ovest quasi tutte danneggiate dagli interventi di spoliazione individuati in tutta la struttura Nel braccio est è stata indagata la tomba 6, interamente costruita con materiali di riuso, la cui copertura, parzialmente conservata, era costituita da uno strato spesso di malta e dalle lastre di peperino della pavimentazione. Il defunto era stato deposto con le braccia distese e le mani incrociate sul pube e tenute ferme da un chiodo di ferro ritrovato appena sotto il bacino. Come le tombe 4 e 5, precedentemente rinvenute, anche la tomba 6 è una tomba a più piani: sotto la prima deposizione si rinviene una seconda tomba di cui è visibile la copertura, perfettamente conservata, in tegole poste di piatto e malta. Nel braccio ovest è stato scavato l’ossario, già individuato nel 2001, che ha restituito ossa frammentate di diversi individui ed era delimitato da 2 setti murari costituiti da materiale di reimpiego. L’ossario copriva una situazione preesistente costituita da una sepoltura piuttosto importante: una tomba a cassone realizzata con grosse lastre di peperino squadrate e lisciate, intonacata all’interno e coperta con lastre, di cui due integre ed una frammentaria. Questa tomba (denominata n. 7), è stata aperta in antico, probabilmente quando venne realizzato l’ossario, in quanto si presentava mancante della lastra centrale di copertura e manomessa al suo interno. Il riempimento di questa tomba era costituito da parte della terra e delle ossa dell’ossario stesso, sotto il quale è stato rivenuto uno scheletro in deposizione primaria quasi integro, che copriva un secondo scheletro in pessimo stato di conservazione, segno che la tomba è stata più volte usata in tempi diversi. Nell’ultima campagna di scavo è stato indagato il braccio ovest dell’ambiente 3, la cui situazione è quasi del tutto integra perché precedente alla realizzazione della tomba 7. Inoltre è stato preso in esame parte del terreno compreso tra gli ambienti 1 e 3 e individuato il muro di facciata della chiesa maggiore. (MiBAC)

Season Team

  • AIAC_268 - “Le Mura” di Mennella - 2004
    In preparazione...
  • AIAC_269 - Le Socce - 2004
    La campagna di scavo avviata nel 2001 in località Le Socce nel Comune di Monteroduni è stata preceduta da una indagine topografica di superficie per l’individuazione delle evidenze archeologiche. La scoperta casuale di sepolture ad opera del proprietario del terreno aveva determinato la scelta di un’area di lavoro di 6 m. x 6 m. (saggio 1), in cui sono emersi un muro con resti di malta orientato nord-est sud-ovest, riferibile ad un ambiente di una villa romana, documentata dalla presenza di ceramica di III sec. a.C. e da un bollo laterizio impresso su tegola; un ambiente absidato, probabile monumento funerario, e nella parte esterna della muratura, lungo l’esedra, numerose sepolture a cappuccina e a cassone disposte a raggiera. Al limite della sezione est del saggio è stata rinvenuta l’abside di un edificio di culto che si colloca all’interno nella villa romana. La necessità di verificare l’estensione delle strutture murarie pertinenti l’edificio di culto orientato est-ovest, ha portato all’apertura di un nuovo saggio ( 4 m. x 4 m.) Anche in questa area sono emerse strutture murarie che si collocano ai 4 angoli del saggio 2 e, al centro dell’area di scavo, una vasca di forma circolare del diametro di 90 cm., con il fondo foderato da una tegola di riutilizzo, riferibile ad un bacino battesimale pertinente un’ecclesia baptismalis. Il saggio 3 (6 m. x 6 m.), aperto a sud del saggio 2 ha evidenziato un’area funeraria composta da 3 sepolture a cassone: solo una tomba è stata scavata e nella stessa sepoltura, priva di copertura, sono stati recuperati 4 individui privi di corredo funerario. Lo scavo ha restituito esemplari numismatici ascrivibili a zecche romane del VI e VII secolo. Sono state rinvenute inoltre, parte di una fibbia di cui si conserva solo l’anello ovale, ornato in parte da intagli e l’ardiglione e anche una guarnizione di cintura in lega di rame. La campagna di scavo del 2002 ha messo in luce un complesso religioso di carattere rurale, cioè un’ecclesia baptismalis, aula di culto e battistero, e una necropoli con tombe a cassone e a cappuccina, in parte concentrate all’interno e all’esterno di una struttura semicircolare. L’area di culto e l’annessa necropoli insistono su una grossa villa rustica romana, di cui riutilizzano le strutture murarie. La datazione del sito non va oltre il VII e l’VIII secolo (MiBAC).
  • AIAC_332 - Chiesa di S. Maria - 2004
    Nel 2003 presso l’attuale parrocchiale di S. Maria di Tergu, sono iniziati i lavori di indagine archeologica dell’area pertinente all’omonima Abbazia benedettina. L’indagine ha permesso di individuare 4 diverse fasi di vita del monastero in età medievale: una delle quali riferibile al primissimo impianto dell’abbazia, o ad un impianto adibito a ciò nel momento della sua donazione all’ordine di Montecassino, e 3 al pieno medioevo, tracce di frequentazione nel XV-XVI secolo e le strutture del monastero tra il XVI-XVII secolo. Durante l’indagine stratigrafica sono stati recuperati resti umani di età moderna. Lo scavo è stato ampliato anche al settore centro-settentrionale del monastero, in cui è stato individuato il banco di roccia asportando tutte le strutture murarie. Sono state individuate 3 sepolture scavate nella roccia anteriori all’impianto del monastero e pertinenti alla cosiddetta fase “giudicale”. I corpi furono adagiati senza interro e coperti con lastre litiche. La presenza di un’area cimiteriale nel settore settentrionale del chiostro è precedente al monastero e pertinente alle fasi di vita delle proprietà che l’entourage giudicale donò all’abbazia di Montecassino; i resti umani risalgono ad un’epoca anteriore al XII secolo. Oltre alle sepolture, nel settore nord è stato individuato parte dell’impianto di adduzione delle acque pluviali alla cisterna che si trova al centro del chiostro: si tratta di tubuli fittili alloggiati in canalette scavate nel banco di roccia e coperte con lastre litiche e malta. Questo tipo di canalizzazione, si è ben conservata nell’area del chiostro, dove è stata individuata anche un’organizzazione di strutture a pianta cruciforme realizzata intorno alla cisterna: si tratta di 4 vialetti che, partendo dalle 4 ali di edifici che chiudevano il chiostro conducevano al centro dello stesso e al luogo di approvvigionamento idrico. Nel settore meridionale sono emersi gli ambienti pertinenti la cucina e il refettorio del monastero, che furono impostati sulle strutture pertinenti all’impianto giudicale già parzialmente individuato tra il 2003 e il 2004. Nel deambulatorio occidentale, nei livelli più antichi degli strati di riempimento, sono state rinvenute le tracce più significative della produzione del vetro a Tergu nel medioevo. Sono stati infatti ritrovati diversi frammenti di crogiolo, con all’interno la miscela vetrificabile solidificata. (MiBAC)
  • AIAC_332 - Chiesa di S. Maria - 2006
    Le indagini condotte nel 2006 si sono concentrate nella parte occidentale del monastero (area 1000), e precisamente negli ambienti 1-2 e 4, e nel settore 9. Nell’ambiente 1-2 è stata individuata una sequenza stratigrafica pertinente al cantiere del monastero, impostata su uno strato di detriti di tufo rosa relativo al piano di calpestio dei cortili di età premonastica. All’interno dell’ambiente 4 sono stati individuati due tratti murari paralleli al grande muro premonastico, già messo in luce con lo scavo del 1959, che attraversa l’ambiente 1-2. Nel settore 9 le indagini hanno riguardato l’asportazione di due sepolture di fase più avanzata, se non posteriore, alla vita del monastero. I due inumati portavano entrambi un anello, tipologicamente inquadrabile tra il XIV e il XVI secolo. I lavori condotti negli ambienti 6 e 10 dell’area 2000 e 3000 hanno permesso di individuare i piani pavimentali del monastero e, al di sotto di questi, le fasi di vita precedenti. Qui oltre alla frequentazione della seconda metà dell’XI-primo quarto XII secolo, è stata individuata la fase precedente, tra il X e l’XI secolo, e quella anteriore al X secolo. Complessivamente le indagini hanno permesso di chiarire non solo la pianta e l’organizzazione del monastero di XII-XIII secolo, ma di ampliare notevolmente la conoscenza degli edifici pertinenti alla proprietà fondiaria che nel 1121 fu donata all’Abbazia di Montecassino per la fondazione dell’Abbazia stessa. Di tali strutture, infatti, davano labili notizie le fonti letterarie, ma prima di queste indagini, nulla poteva essere supposto. Oggi le conoscenze su Santa Maria in Tergu nel Medioevo forniscono la certezza di un’esistenza dal X al XIII secolo mentre le acquisizioni più recenti attestano una frequentazione del sito che si può retrocedere addirittura all’VIII-IX secolo. I dati di cultura materiale, infine, particolarmente quelli inerenti la circolazione monetaria, attestano contatti frequenti con tutto il Mediterraneo, e consentono di ricollocare la Sardegna di età giudicale nel contesto dei traffici e dei rapporti politici e commerciali di quei secoli. (MiBAC)
  • AIAC_950 - S. Restituta - 2006
    Lo scavo nella chiesa rupestre di Santa Restituta in località San Savino, ha rivelato una fase di utilizzo dell’area che va dall’alto medioevo al periodo moderno; sono emerse aree sepolcrali, nuove strutture murarie e nuovi ambienti scavati nella roccia. Lo scavo del saggio 2 – con un ambiente ipogeo – si è svolto per comprendere le dinamiche di utilizzo dell’ambiente stesso, dall’uso agricolo-pastorale a quello cultuale. Nel piano di calpestio sono stati individuati dei tagli, riferibili a buche di palo, alcuni dei quali mantengono ancora il cordolo e uno soltanto conserva i resti lignei del palo. Questi tagli si dispongono a ridosso dei “banconi” che corrono paralleli ai lati lunghi dell’ambiente e che non sono in continuità con le strutture murarie della chiesa romanica, ma appartengono ad una fase successiva e sono forse da mettere in relazione con la riedificazione dei muri di chiusura dell’ambiente 2. Nella parte absidale sul lato nord la struttura a “bancone” è stata costruita tagliando e demolendo in parte l’altare presente all’interno della piccola abside di sinistra e intaccando anche l’abside stesso. E’ possibile ipotizzare che questi “banconi”, interpretabili come mangiatoie per animali, fossero manufatti riferibili ad un uso pastorale dell’ambiente 2. L’indagine svolta nel saggio 1 è stata distinta in 3 aree. La prima, posta all’esterno dell’ambiente 1 verso nord dove sono stati indagati i livelli che si addossavano al muro della chiesa romanica e i 2 ambienti ipogei dove sono emersi un accumulo di ossa disposte in modo sparso miste a ceramiche, 3 tombe in fossa semplice di individui adulti deposti in decubito dorsale, orientati est-ovest, e 2 tombe in cui gli individui, adulti, disposti in decubito dorsali, erano orientati ovest-est. La seconda area, nella zona ovest, ha restituito una tomba di un individuo adulto disposto in decubito dorsale orientato nord-ovest/sud-est. Sul lato sud sono stati individuati 2 piani di calcare e ad ovest, a ridosso del limite di scavo, una struttura muraria. Nella terza, a sud, sono stati indagati un ambiente ipogeo, e ambienti realizzati in opera muraria che sul lato nord sfruttano il muro perimetrale della chiesa romanica. E’ stata inoltre individuata una nuova sepoltura di un individuo adulto, deposto in decubito dorsale, orientato ovest-est. (MiBAC)
  • AIAC_959 - Cencelle - 2003
    In 2002 the excavation campaign worked on trench 5 of Cencelle, the area south of the tower, in rooms 7 and 8. Room 8 revealed dressed tufa blocks belonging to columns that probably came from the basilica, and traces of an alignment of dressed trachyte blocks on a north-south orientation, which may be interpreted as the collapse of a large structure (an arch ?) from the roof of the room itself. In the southern part of room 7 a floor emerged composed of very smooth, medium sized dressed trachyte blocks set directly on top of the bed-rock. Another floor surface made of beaten, smoothed mortar emerged from below the threshold of the entrance to the tower. In the north-western part of room 7 the tops of two walls appeared. They were on opposite alignments and abutted the south-west corner of the tower: these were two of the four sides of a tank that was plastered both internally and externally and used the outer facing of the southern tower wall as one of its long sides. On its eastern side was a dressed block with a hole in it which let the water run into the tank below. This lower tank, which abutted the west side of the upper one, was also plastered both internally and externally and used the foundation ledge of the tower to form one of the sides. The upper tank contained a fill of stone rubble and tile. In the south-western area rooms 11 and 12 were investigated. Inside room 11, situated between rooms 10 and 12 south of the tower-house, the door jambs of an entrance emerged. This probably provided access to the room from the north-east in a later phase when the room was re-used. In room 12 basoli and patches of mortar were uncovered, which may be interpreted as an attempt to level the bed-rock. The investigation to the south (where the basilica is situated) brought to light a wall which seemed to delimit another room on the west side, contiguous with room 8; at the southern end of this structure there seemed to be an entrance. (MiBAC)