Name
Marco Carpentieri - Università degli Studi di Ferrara

Season Team

  • AIAC_4468 - Notarchirico - 2022
    Il sito di Notarchirico (Venosa, Basilicata) presenta un insieme eccezionale di depositi vulcano-sedimentari nei quali sono conservati più livelli di occupazione umana. Gli scavi di Marcello Piperno negli anni 1980-1990 hanno messo in luce una sequenza stratigrafica di 7 livelli archeologici, i cui depositi sono in gran parte legati all’attività stratovulcanica del Monte Vulture. Questi livelli sono ricchi in fauna e industria litica e alcuni tra essi hanno restituito bifacciali. In uno dei livelli superiori della sequenza (livello alfa) è stato rinvenuto un femore umano attribuito a Homo heilderbengensis, datato con 40Ar/39Ar, TL, ESR e ESR/U-Th tra 610-675 Ka. Tale datazione è in accordo con i dati desunti dallo studio della fauna e della microfauna che localizzano la sequenza nella fase di Ponte Galeria (Galeriano, inizio del Pleistocene medio). Con la ripresa degli scavi nel 2016, il nuovo progetto multidisciplinare ha lo scopo di precisare la cronologia e le modalità di formazione delle più antiche fasi di occupazione del sito, collocandolo a più di 675.000 anni e rendendolo, ad oggi, il più antico contesto con evidenze dell’Acheuleano di Italia. Lo scopo è osservare l’habitat in cui gli ominidi hanno vissuto nell’Italia meridionale e descrivere il loro comportamento e le modalità di adattamento al cambiamento delle condizioni ambientali in un contesto vulcanico attivo. Altro obiettivo è stato quello di descrivere più precisamente le strategie degli uomini che vissero in Europa tra 700 e 600 Ka, periodo chiave che corrisponde all’arrivo di un nuovo ominide, Homo heilderbengensis, alla comparsa dei primi bifacciali e ad alcune innovazioni comportamentali, tra cui quelle legate alla gestione del territorio o alla produzione di utensili. L’applicazione delle nuove metodologie allo studio dei materiali archeologici rinvenuti nei nuovi scavi permetterà di chiarire le strategie utilizzate dagli uomini tra 700 e 600 ka in Europa meridionale e di confrontarle con quelle attuate nell’Europa del Nord-Ovest. La campagna di scavo 2022 ha interessato i livelli G, I1 e I2 la cui area è stata allargata al fine di mettere in luce nuovo materiale e poter cominciare l’analisi spaziale oltre ad evidenziare le maggiori differenze tra i livelli di occupazione corrispondenti a fasi cronologiche diverse. Questi livelli sono costituiti da un letto di ciottoli contenente numerosi manufatti (nuclei, schegge, strumenti), prodotti su piccoli noduli di selce e calcare, e resti faunistici (tra cui Elephas antiquus, cervidi, bovidi, uccelli e altri grandi mammiferi). I due strati (G, I1) hanno restituito oggetti litici e fauna e sono datati a più di 675.000 anni. Durante questa campagna, nel livello G, sono stati rinvenuti sia due nuovi bifacciali su calcare e selce. Entrambi i manufatti sono associati a diversi strumenti in selce. Tali noduli, selezionati in funzione della loro morfologia naturale, sono frequentemente ritoccati. Il ritocco è generalmente bilaterale e convergente, creando intaccature, dorsi e punte. I ciottoli di grandi dimensioni sono stati sfruttati per la produzione di grandi utensili. Altri livelli hanno restituito del materiale archeologico che mostra la successione delle occupazioni antropiche in un contesto fluvio-lacustre. La densità del materiale attesta la venuta regolare degli ominidi nello stesso luogo per cercare carcasse di erbivori, come l’elefante e il bisonte, per lo sfruttamento della carne. Durante la campagna di scavo 2022, all’interno del livello I1 è stato rinvenuto un grande frammento di palco di un cervide di grandi dimensioni. Il reperto, che costituisce un rinvenimento molto raro per questo periodo, è caratterizzato dalla presenza della porzione basale, inclusa la rosetta.