Name
Gian Luca Grassigli
Organisation Name
Università degli Studi di Perugia, Dipartimento Uomo e Territorio, Sez. Studi comparati sulle Società Antiche

Season Director

  • AIAC_315 - Guastuglia - 2007
    Gli interventi della campagna di scavo 2007 si sono concentrati all’interno dell’ampio settore esplorato durante le campagne di scavo 2005-2006, delimitato da una monumentale canalizzazione a blocchi monolitici incavati per il deflusso delle acque, collegata ad un portico monumentale di cui si è conservato per intero il muro di fondazione del lato meridionale. Proprio al centro sono state messe in luce le imponenti strutture di fondazione di un tempio. Le dimensioni dell’edificio, con l’ingresso aperto verso sud-est, risultano di m. 7,40 x 11,54 (25 x 39 piedi romani) ed i suoi muri delimitavano una cella e l’antistante pronao colonnato, nel rispetto di una planimetria canonica per gli edifici templari romani. La cella del tempio, ovviamente, era destinata ad ospitare la statua di culto, come dimostra nell’edificio di Gubbio il ritrovamento della fondazione su cui poggiava il piedistallo della statua, ubicato, infatti, come consueto, sull’asse principale dell’edificio al centro della parete di fondo. Le indagini - ancora parziali - effettuate al di sotto di questo basamento, hanno portato in luce ossa di animali e frammenti di ceramica bruciata relativi probabilmente ad una qualche azione rituale. I resti di un altro deposito votivo sono stati invece esplorati all’interno della fossa di fondazione occidentale, funzionale alla messa in opera dei muri perimetrali della struttura, ed anche qui sono stati rinvenuti numerosi frammenti di ceramica, lucerne, ossa e tracce di carbone. In base alle ceramiche portate in luce negli interventi, che tuttavia dovranno essere studiate in maniera più approfondita, è possibile datare l’edificio sacro agli ultimi decenni del I secolo a.C. E’ stato portato in luce un altro tratto del muro di fondazione appartenente al portico monumentale che doveva circondare e monumentalizzare l’edificio di culto, ed è stato inoltre possibile individuare la continuazione delle due strutture murarie tra loro parallele, che correvano, con andamento nord-sud, dinanzi all’ingresso del tempio. Al centro del saggio, nello spazio compreso tra i due muri, sono stati messi in luce alcuni blocchi lapidei di grandi dimensioni. In corrispondenza dell’angolo meridionale del saggio, sono stati infine rinvenuti quattro grandi blocchi lapidei allineati: la loro disposizione e il loro orientamento lasciano supporre che fossero parte di un’imponente struttura muraria, ad equivoca vocazione architettonica e religiosa, che delimitava l’intero santuario.
  • AIAC_315 - Guastuglia - 2008
    La campagna di scavo Gubbio-Guastuglia 2008 ha interessato l’area delimitata dalle mura di fondazione in opera cementizia appartenenti all’edificio sacro, messo in luce durante le campagne di scavo 2005-2007. Lo scavo ha interessato i due ambienti interni all’edificio: la “cella” di m 7,40 x6,75 e il “pronao” m 4,84x7,40. L’approfondimento delle aree soggette all’indagine è risultato necessario ai fini di una corretta datazione dell’edificio sacro. All’interno della “cella”, in seguito alla preliminare ripulitura superficiale dell’area, è stato possibile riconoscere una situazione stratigrafica omogenea caratterizzata da un sottile strato di terra friabile di colore rossastro: interfaccia superiore di accumulo della fase cantieristica tardo repubblicana, non rimane, purtroppo, alcun resto della pavimentazione degli ambienti. Nell’angolo sud-est della “cella” è stato messo in luce un apprestamento murario di piccole dimensioni e di scarsa fattura, costituito da conci in pietra di diversa pezzatura ed apprestati a secco. La struttura era in parte visibile già durante la campagna di scavo del 2007. Non è ancora possibile affermare con certezza quale fosse la funzione delle diverse strutture murarie individuate al di sotto del piano di calpestio del tempio, ma le evidenze stratigrafiche fanno pensare che si possa trattare di evidenze appartenute all’edificio sottostante il tempio, di cui già nelle passate campagne di scavo si era appurata la presenza. Le fasi cantieristiche funzionali all’erezione del tempio dovettero, per forza di cose, effettuare lavori di asportazione e livellamento delle strutture murarie sottostanti, in modo da preparare i vari ambienti alla pavimentazione. Le evidenze stratigrafiche e lo studio, ancora in fase preliminare, dei materiali rinvenuti confermano una datazione di massima per l’edifico attorno ai primi anni del I sec. d.C. Al centro dell’ambiente principale dell’edificio è stato individuato un taglio di forma circolare profondo 84 cm. Suddetta asportazione di terreno dovette essere funzionale alla sistemazione dei materiali utilizzati durante lo svolgimento del rito di fondazione della struttura templare. All’interno della terra di riempimento, caratterizzata dal colore rossastro e dalla notevole presenza di tracce di bruciato,è stata rinvenuta una notevole quantità di materiale ceramico, oltre a varie altre suppellettili e a numerosi resti ossei. L’ipotesi più probabile è che si possa trattare di un deposito sacrificale realizzato in seguito ad una cerimonia religiosa. All’interno del deposito votivo sono stati rinvenuti circa 40 contenitori per unguenti, oltre a numerose altre forme ceramiche miniaturistiche. Oltre ai balsamari in ceramica è stata rinvenuta, sul fondo del deposito, anche un’ascia in ferro in buone stato di conservazione. Sempre dallo stesso deposito provengono diversi oggetti in bronzo quali monete, anelli, e varie altre suppellettili. In seguito allo studio dei materiali e delle evidenze stratigrafiche è stato possibile datare l’episodio ai primissimi secoli del I sec. d.C.; inoltre appare possibile, grazie ai confronti tipologici dei materiali rinvenuti, ipotizzare che l’edificio fosse dedicato ad una divinità femminile. Lo scavo e l’asportazione dei numerosi materiali rinvenuti ha occupato gran parte della durata della campagna di scavo 2008.
  • AIAC_315 - Guastuglia - 2009
    Gli scavi archeologici effettuati nel sito della Guastuglia dal 2001 al 2009 hanno progressivamente portato alla luce cospicue tracce di edifici monumentali a funzione pubblico-religiosa. Sono state portate alla luce e riconosciute quattro distinte fasi di occupazione. La più tarda (indagini 2001-2005), databile all’inizio del Medioevo, è caratterizzata dalla presenza dei resti di un’abitazione, composta da diversi ambienti, affacciata su una strada basolata in un ottimo stato di conservazione. Le altre tre fasi di vita dell'area sono assegnabili, procedendo dalla più antica alla più recente, alla tarda età repubblicana (metà I sec. a.C.); alla prima età imperiale (età Giulio-Claudia, inizi I d.C.), quando all’area viene conferito un carattere monumentale; all’età medio-imperiale (regno di Adriano, intorno alla metà del II sec. d.C). Allo stato attuale dei lavori la fase meglio nota è quella della prima età imperiale. A questa fase appartiene il portico monumentale (m. 22x20,85), i cui materiali vennero asportati in età medievale per il recupero di materiale da costruzione. All’interno della porticus si è rinvenuto un canale di deflusso delle acque a blocchi monolitici, limite del complesso circondato in origine da porticus. Le indagini all’interno dell’area delimitata dalla massiccia opera funzionale al deflusso delle acque (2007-2008), hanno permesso di mettere in luce le strutture di fondazione di un tempio, che costituisce il primo edificio di culto urbano di Gubbio finora esplorato estesamente. Le dimensioni dell’edificio, con l’ingresso aperto verso sud-est, risultano di m. 7,40 x 11,59. La sua organizzazione prevedeva una cella di m. 7,40x6,75, preceduta da un avancorpo colonnato (pronao) di m 7,40x4,84. Della struttura rimangono le fondazioni in opera cementizia, costituita da malta frammista a pietrisco e laterizi. Il conglomerato cementizio è stato gettato in cavo armato ed il negativo dell’armatura lignea è perfettamente leggibile. Dell’alzato del tempio non resta nulla, se non un frammento di podio modanato in pietra dura locale, delle dimensioni di 2,00 x 0,80 m di altezza, rinvenuto in una fossa accanto alle fondazioni. La destinazione sacra dell’edificio appare l'ipotesi più verosimile, alla luce anche del ritrovamento davanti all'ingresso di un deposito votivo connesso alla costruzione dell'intero complesso. Questo deposito, sigillato da un doppio strato di pietre e laterizi, mostrava resti di pasto (ossa e carbone) e di ceramica per cottura, e altre tipologie di materiali tra i quali ricordiamo lucerne, anfore, ceramica fine da mensa e miniaturistica etc. In seguito allo studio dei materiali e delle evidenze stratigrafiche è stato possibile datare l’edificio all’inizio del I sec. d.C. Nell’anno 2009 sono stati aperti due saggi di scavo (10x10m.), nel settore sud-est del saggio, in prossimità dell’angolo orientale del porticato. Le indagini hanno permesso l’individuazione di una strada basolata databile, presumibilmente, all’inizio del I sec. d.C. La direttrice viaria (che presenta ben visibili tracce del passaggio di carri) è composta da basoli in pietra dura locale di grosse dimensioni tagliati in maniera irregolare; costeggia il lato Nord del porticato e delimita l’area del santuario. Le future campagne di scavo interesseranno il settore meridionale del sito è avranno lo scopo di delineare in maniera definitiva la topografia dell’area sacra.
  • AIAC_315 - Guastuglia - 2010
    Le evidenze, finora emerse, apportano di anno in anno dati sempre più significativi al già noto complesso di natura pubblico-religiosa. La campagna 2010 è risultata essere uno degli interventi più redditizi, nell’intero arco di dieci anni di indagini. Gli obiettivi hanno puntato sull’approfondimento di quella che doveva essere una delle direttrici stradali più importanti della _Iguvium romana_. Il basolato stradale scoperto questo anno, composto da blocchi lapidei di grandi dimensioni, costituisce la continuazione della via già messa in luce nelle precedenti indagini. La carreggiata, larga circa 4m, fiancheggiava il muro settentrionale del porticato del tempio e si dirigeva, probabilmente, verso la zona del Teatro Romano. È stato possibile verificare, da un’indagine nelle fondamenta del basolato, che la strada era stata messa in opera seguendo le più canoniche direttive dei trattati romani, quindi con l’impiego di ben quattro strati di preparazione: _statumen_, _rudus_, _nucleus_ e _summum dorsum_. Il più notevole rinvenimento consiste nell’individuazione della fine del tracciato viario. Una simile scoperta, del tutto inattesa, fornisce nuovi ed importanti dati sull’interpretazione urbanistica della città romana di Gubbio. Infatti, le strade romane che attraversavano i centri abitati antichi venivano spesso interrotte a ridosso dell’area a carattere pubblico-civile (il foro). Il limite dell’asse viario in basoli viene evidenziato da una canalizzazione per lo scolo delle acque in cui converge un condotto, probabilmente correlato ad un imponente sistema idrico, ancora non messo in luce totalmente e che sarà oggetto delle prossime campagne di scavo. La strada si interrompe in prossimità di un ambiente coperto, dotato sulla fronte di un probabile ingresso monumentale, di cui rimangono in situ i due plinti laterali di fondazione. Gli scavi hanno messo in luce la massicciata di preparazione, il c.d. _nucleus_ composto da calce, pietrisco e scorie di ferro, su cui si impostava una ricca pavimentazione in lastre di calcare. Rimane anche traccia di due muri dell’ambiente, che dovevano essere ricoperti di intonaci e da lastre marmoree policrome ( _crustae_ ). Simili dati permettono di ipotizzare un edificio estremamente ricco e fastoso, posizionato alla fine della strada e dunque all’inizio dell’area pubblica. Lo scavo, inoltre, ha interessato anche altri settori dell’area archeologica della “Guastuglia”. Si è deciso infatti, di approfondire le indagini di un settore del santuario già indagato nel corso della campagna 2007, corrispondente all’accesso Est del porticato che circondava il tempio. Da questa area provengono i reperti di maggior pregio e valore storico-artistico, tra cui un piccolo altare in marmo per sacrifici e uno strumento chirurgico in bronzo, finemente decorato ed estremamente ben conservato. Sono state ritrovate anche numerose monete in bronzo in ottimo stato di conservazione, databili ai primi secoli dell’impero romano. La campagna 2010 ha visto anche la ripresa delle indagini nella “Domus della Guastuglia”, struttura caratterizzata da una ricca decorazione musiva, già esplorata parzialmente nel corso degli anni ’70 dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Umbria. Durante le fasi di scavo sono emersi vasti resti di un ambiente (corridoio), dotato di pavimentazione in cocciopesto con decorazione musiva e pareti rivestite di intonaci.

Season Team

  • AIAC_315 - Guastuglia - 2006
    In 2005 two new trenches were opened with the aim of continuing the exploration of a drain made of stone blocks which emerged during the 2003-2004 campaign and appeared to form the boundary of a public square in the Roman city. Excavations to the east uncovered, below a medieval re-management of the area, a building of Claudian date of unclear function. The medieval cuts show the lines of its east and west walls in negative. Numerous cuts emerged that can be interpreted as robber trenches for the recovery of building materials. To the south, exploration of the area revealed that the medieval plan had been compromised by robbing in the form of deep trenches dug in order to recover limestone blocks and other stone material from the Roman structures, destined for re-use in new buildings and the city walls. The excavation of these trenches led to the recovery of Roman structures untouched by the robbing. At different points in the area emerged the stone drain bordering the square, Roman floor levels and an _opus signinum_ tank, interpreted as a monumental fountain, open to the north and situated along the south side of the square of which the south, west and east limits were identified. These were formed by small walls of which only the brick and tile foundations survive. An _opus signinum_ pavement decorated with black and white mosaic tesserae was found in the western sector and a mosaic with marble inserts came to light in the eastern sector. Moreover, the foundation wall of the portico surrounding the square in the Roman period was also revealed. Below this, to the south, a wall from an earlier phase was identified. As regards the square, excavation was undertaken towards the centre of the south side. To the south-east the foundations of a large wall were uncovered. This delimited a structure inside the square whose function is unknown. The wall was built when the square already existed and can be attributed to the restoration carried out in the Hadrianic period, as shown by the materials found. After the removal of this Imperial phase the excavation recovered a _dolium_, an intact amphora and three coins of late Republican date. Towards the south west an accumulation of votive objects datable to the Claudian period was found. A phase preceding that of the late Republican period was identified by a floor level made up of large stones and a hearth. (MiBAC)