- Item
- AIAC_285
- Name
- Basilica S. Cristoforo “ad Aquilam”
- Date Range
- 200 – 1200
Seasons
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AIAC_285 - Basilica S. Cristoforo “ad Aquilam” - 2006Il Dipartimento di Archeologia dell’Università di Bologna ha iniziato nel 1983 l’esplorazione dell’area di Colombarone posta tra gli edifici del vecchio complesso parrocchiale e il campo sportivo, al fine di riportare in luce il complesso tardoantico già in parte indagato nel XVIII secolo. Gli scavi finora condotti hanno permesso di riscoprire parte delle strutture viste alla fine del 700 e messe in pianta dall’architetto G. Lazzaroni, e di portarne alla luce altre dello stesso complesso. E’ stato possibile stabilire che quanto trovato nel 1700 non si riferiva alla basilica paleocristiana di S. Cristoforo _ad Aquilam_ citata nel _Liber Pontificalis_, come supposto in un primo tempo sulla base della ricostruzione proposta nel XVIII secolo da Annibale degli Abbati Olivieri, ma ad una grande villa tardoantica sorta tra la fine del III-inizi IV e rimasta in vita fino alla metà del VI. Lo scavo degli ultimi anni ha però recuperato in parte la tradizionale interpretazione, perché alle spalle del complesso della villa è stato messo in luce un ampio vano absidato, che ha conosciuto almeno 4 fasi di utilizzo e interpretabile come chiesa. Nel corso del VI secolo alla villa è stato aggiunto questo vano, rimasto in uso, stando ai ritrovamenti, fino al XII secolo. Dopo questa fase la chiesa è stata abbandonata e al suo posto deve esserne sorta un’altra (la pieve medievale), posta più a monte, come dimostrato dalle numerose tombe trovate all’interno della chiesa paleocristiana e lungo il muro perimetrale sud. Ai due lati della chiesa sono poi emersi 2 vani, probabilmente pertinenti alla terza fase. Nel corso del 2006, l’indagine è stata volta nel settore del Quartiere ovest in cui è stato approfondito il percorso della latrina e le sue infrastrutture, in parte studiate negli scavi precedenti; e soprattutto si è proceduto allo scavo presso il lato orientale della Basilica durante il quale è emerso un muro identificabile con l’unica struttura superstite della “Chiesuola” edificata nel XII secolo, ancora officiata al tempo dell’Olivieri e da questi utilizzata come riferimento per il posizionamento delle strutture emerse nello scavo del 1782. A sud del muro sono emerse 5 sepolture (2 incomplete e 3 integre) appartenenti alla fase cimiteriale di X-XI secolo d. C. (MiBAC)
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AIAC_285 - Basilica S. Cristoforo “ad Aquilam” - 2014Nel corso di alcune indagini di verifica del “rischio archeologico” in un campo situato all'incrocio tra la Strada Statale 16 “Adriatica” e la Via di San Cristoforo, nonostante la modesta superficie di terreno indagata mediante saggi di scavo, sono state rinvenute diverse evidenze archeologiche che attestano l'importanza che l'area, limitrofa alla villa di Colombarone, ebbe in età romana. Il primo saggio ha messo in luce un ampio tratto di strada basolata ben conservata, posta in posizione quasi perpendicolare rispetto alla moderna Statale, che in questo punto ricalca l'antica via consolare Flaminia, che, dipartendosi da essa, sembra proseguire risalendo il pendio in direzione del mare. La strada, larga all'incirca 12 piedi romani, è provvista di cordoli, delimitanti la carreggiata carraia; solo nel tratto a SE si conserva ancora una porzione di marciapiede pedonale. E' possibile ipotizzare di avere individuato il diverticolo che dalla Flaminia conduceva verso il sito della Vallugola, antico approdo marittimo attivo sin dall’età protostorica. Nell’area immediatamente limitrofa alla Flaminia, sono stati messi in luce i resti di quella che appare un'estesa area cimiteriale, ma che non è stata ulteriormente indagata. Si sono individuate dall'alto diverse tombe ad inumazione e una struttura muraria angolare con due aperture, probabilmente pertinente un monumento funerario. In un secondo saggio, in posizione semicentrale all'interno del campo indagato, si è individuata una struttura muraria ad angolo, conservata per circa 30 cm., in _opus caementicium_ , probabilmente pertinente una villa rustica. Le murature hanno paramenti in mattoni rettangolari dal profilo regolare, inframezzati da tegole epurate dalle alette, legati con malta cementizia; il nucleo portante è in ciottoli, pietre e frammenti laterizi e ceramici sempre legati con malta cementizia. Si è potuto effettuare un solo saggio esplorativo condotto più in profondità, proprio in corrispondenza dell'angolo formato dalle due pareti: è emersa una porzione di pavimentazione musiva in tessere di mosaico policrome. All'interno del saggio sono stati inoltre riconosciuti alcuni crolli pertinenti all'alzato, caratterizzati da un'alta concentrazione di intonaco dal colore graduabile tra le tonalità comprese nella gamma del grigio-biancastro e del rosa. L’impronta di un elemento strutturale di forma rettangolare legato da malta cementizia, parzialmente visibile sotto al crollo di materiale laterizio e del riempimento murario, lascia ipotizzare la presenza di un pilastro o di un altro elemento murario delle struttura. Due ulteriori saggi hanno messo in luce diversi elementi relativi ad impianti produttivi: si sono intercettati sia gli strati di fondo pertinenti ad una fornace riconducibile alla tipologia delle strutture da calcare, sia i resti di una fornace per la produzione di laterizi o ceramica. Entrambe le strutture sono posizionate lungo il declivio della collina, a poche decine di metri dalla via Flaminia.
Media
- Name
- Basilica S. Cristoforo “ad Aquilam”
- Year
- 2006
- Summary
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it
Il Dipartimento di Archeologia dell’Università di Bologna ha iniziato nel 1983 l’esplorazione dell’area di Colombarone posta tra gli edifici del vecchio complesso parrocchiale e il campo sportivo, al fine di riportare in luce il complesso tardoantico già in parte indagato nel XVIII secolo. Gli scavi finora condotti hanno permesso di riscoprire parte delle strutture viste alla fine del 700 e messe in pianta dall’architetto G. Lazzaroni, e di portarne alla luce altre dello stesso complesso. E’ stato possibile stabilire che quanto trovato nel 1700 non si riferiva alla basilica paleocristiana di S. Cristoforo _ad Aquilam_ citata nel _Liber Pontificalis_, come supposto in un primo tempo sulla base della ricostruzione proposta nel XVIII secolo da Annibale degli Abbati Olivieri, ma ad una grande villa tardoantica sorta tra la fine del III-inizi IV e rimasta in vita fino alla metà del VI. Lo scavo degli ultimi anni ha però recuperato in parte la tradizionale interpretazione, perché alle spalle del complesso della villa è stato messo in luce un ampio vano absidato, che ha conosciuto almeno 4 fasi di utilizzo e interpretabile come chiesa. Nel corso del VI secolo alla villa è stato aggiunto questo vano, rimasto in uso, stando ai ritrovamenti, fino al XII secolo. Dopo questa fase la chiesa è stata abbandonata e al suo posto deve esserne sorta un’altra (la pieve medievale), posta più a monte, come dimostrato dalle numerose tombe trovate all’interno della chiesa paleocristiana e lungo il muro perimetrale sud. Ai due lati della chiesa sono poi emersi 2 vani, probabilmente pertinenti alla terza fase.
Nel corso del 2006, l’indagine è stata volta nel settore del Quartiere ovest in cui è stato approfondito il percorso della latrina e le sue infrastrutture, in parte studiate negli scavi precedenti; e soprattutto si è proceduto allo scavo presso il lato orientale della Basilica durante il quale è emerso un muro identificabile con l’unica struttura superstite della “Chiesuola” edificata nel XII secolo, ancora officiata al tempo dell’Olivieri e da questi utilizzata come riferimento per il posizionamento delle strutture emerse nello scavo del 1782. A sud del muro sono emerse 5 sepolture (2 incomplete e 3 integre) appartenenti alla fase cimiteriale di X-XI secolo d. C. (MiBAC) -
en
In 1983 the University of Bologna’s Department of Archaeology began investigation of the Colombarone area situated between the buildings of the old parish and the sports ground. The aim was to uncover the late antique complex that had been partly investigated in the 18th century. Excavations so far have uncovered part of the structures seen at the end of the 18th century, planned by the architect G. Lazzaroni, and others belonging to the same complex. It was established that what was found in the 1700s was not part of the early Christian basilica of S. Cristoforo _ad Aquilam_ mentioned in the _Liber Pontificalis_, as at first supposed on the basis of Annibale degli Abbati Olivier’s 18th century reconstruction, but a large late antique villa built between the end of the 3rd-beginning of the 4th century A.D. which remained in use until the mid 6th century A.D. However, excavations in recent years have returned in part to the traditional interpretation as behind the villa complex a large room with an apse has come to light, which had at least four occupation phases and can be interpreted as a church. During the 6th century this structure was added to the villa and, on the basis of the finds, remained in use until the 12th century. After this phase the church was abandoned and another church (the medieval parish) situated further up hill took its place. This is attested by the numerous tombs found within the early Christian church and along its southern perimeter wall. Two rooms were found on either side of the church probably related to phase three.
The 2006 excavations were concentrated in the sector of the western Quarter where the course of a drain and its infrastructures, previously partly excavated, were further investigated. Work was undertaken on the eastern side of the Basilica during which a wall emerged which can be identified as the only surviving structure of the small church that was built in the 12th century and still in use in Olivieri’s time. He used this as a point of reference for positioning the structures which emerged in 1782. Five burials (2 incomplete, 3 complete) came to light south of the wall, belonging to the 10th-11th century cemetery phase. (MiBAC) - Research Body
- Università degli Studi di Bologna
Media
- Name
- Basilica S. Cristoforo “ad Aquilam”
- Year
- 2014
- Summary
-
it
Nel corso di alcune indagini di verifica del “rischio archeologico” in un campo situato all'incrocio tra la Strada Statale 16 “Adriatica” e la Via di San Cristoforo, nonostante la modesta superficie di terreno indagata mediante saggi di scavo, sono state rinvenute diverse evidenze archeologiche che attestano l'importanza che l'area, limitrofa alla villa di Colombarone, ebbe in età romana.
Il primo saggio ha messo in luce un ampio tratto di strada basolata ben conservata, posta in posizione quasi perpendicolare rispetto alla moderna Statale, che in questo punto ricalca l'antica via consolare Flaminia, che, dipartendosi da essa, sembra proseguire risalendo il pendio in direzione del mare. La strada, larga all'incirca 12 piedi romani, è provvista di cordoli, delimitanti la carreggiata carraia; solo nel tratto a SE si conserva ancora una porzione di marciapiede pedonale. E' possibile ipotizzare di avere individuato il diverticolo che dalla Flaminia conduceva verso il sito della Vallugola, antico approdo marittimo attivo sin dall’età protostorica.
Nell’area immediatamente limitrofa alla Flaminia, sono stati messi in luce i resti di quella che appare un'estesa area cimiteriale, ma che non è stata ulteriormente indagata. Si sono individuate dall'alto diverse tombe ad inumazione e una struttura muraria angolare con due aperture, probabilmente pertinente un monumento funerario.
In un secondo saggio, in posizione semicentrale all'interno del campo indagato, si è individuata una struttura muraria ad angolo, conservata per circa 30 cm., in _opus caementicium_ , probabilmente pertinente una villa rustica. Le murature hanno paramenti in mattoni rettangolari dal profilo regolare, inframezzati da tegole epurate dalle alette, legati con malta cementizia; il nucleo portante è in ciottoli, pietre e frammenti laterizi e ceramici sempre legati con malta cementizia. Si è potuto effettuare un solo saggio esplorativo condotto più in profondità, proprio in corrispondenza dell'angolo formato dalle due pareti: è emersa una porzione di pavimentazione musiva in tessere di mosaico policrome. All'interno del saggio sono stati inoltre riconosciuti alcuni crolli pertinenti all'alzato, caratterizzati da un'alta concentrazione di intonaco dal colore graduabile tra le tonalità comprese nella gamma del grigio-biancastro e del rosa. L’impronta di un elemento strutturale di forma rettangolare legato da malta cementizia, parzialmente visibile sotto al crollo di materiale laterizio e del riempimento murario, lascia ipotizzare la presenza di un pilastro o di un altro elemento murario delle struttura.
Due ulteriori saggi hanno messo in luce diversi elementi relativi ad impianti produttivi: si sono intercettati sia gli strati di fondo pertinenti ad una fornace riconducibile alla tipologia delle strutture da calcare, sia i resti di una fornace per la produzione di laterizi o ceramica. Entrambe le strutture sono posizionate lungo il declivio della collina, a poche decine di metri dalla via Flaminia. -
en
Investigations to assess the presence of archaeological remains were undertaken in a field at the crossroads between the SS 16 “Adriatica” road and the Via di San Cristoforo. Although only a small area was investigated the trenches exposed remains that attested the importance of the area, adjacent to the villa of Colombarone, in the Roman period. The first trench exposed a large stretch of well-preserved basalt road, running almost at a right angle to the modern highway, which at this point follows the line of the ancient via Flaminia, and departing from it seemed to continue climbing the hill in the direction of the coast. The road, about 12 Roman feet wide, had kerbstones delimiting the carriageway; only in the south-east stretch was a section of sidewalk preserved. It is possible to suggest that this was the branch from the via Flaminia that led to the site of Vallugola, the ancient landing place in use from prehistoric times onwards.
In the area immediately beside the via Flaminia, the remains of what appears to be a large cemetery area were exposed but not investigated further. Several inhumation burials and a corner structure with two openings, probably part of a funerary monument, were identified.
In the second trench, almost at the middle of the field under investigation, the corner of a masonry structure was uncovered, preserved for 30 cm and built of _opus_ _caementicium_, probably part of a rural villa. The walls were faced in rectangular bricks with a regular profile, alternating with tiles whose raised flanges had been removed, and bonded with cement mortar. It was only possible to dig one deeper trench. This was opened in correspondence with the corner and revealed a patch of a polychrome mosaic floor.
Collapsed material from the walls, characterised by a high concentration of painted wall plaster ranging in colour between whitish-grey and pink, was present in the trench. The impression of a rectangular structural element bonded with cement mortar was partially visible below a collapse of rubble from the walls. This suggested the presence of a pillar or other element relating to the walls of the building.
Two shallower trenches revealed several elements relating to production structures: the base layers of a limekiln and the remains of a brick/tile or pottery kiln. Both structures were positioned along the hill slope, a few tens of metres from the via Flaminia.
Media
- Images
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UUSS 22,23.JPG
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Dall’Aglio 1985 [1989]P.L. Dall’Aglio, 1985 [1989], Scavi nel sito della basilica di S. Cristoforo "ad Aquilam" (loc. Colombarone-PS), in Picus V 1985: 169-176.
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Dall’Aglio 1991P.L. Dall’Aglio, 1991, La basilica di Colombarone (Pesaro), in L'Alma Mater e l'antico: scavi dell'Istituto di Archeologia. Mostra fotografica, Bologna: 65-69.
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Dall’Aglio 1991 [1993]P.L. Dall’Aglio, 1991 [1993], Colombarone (PS): basilica paleocristiana di San Cristoforo "ad Aquilam". Scavi 1983-1991, in Bollettino di Archeologia 9: 33-37.
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Dall’Aglio-Di Cocco 2003P.L. Dall’Aglio-I. Di Cocco, 2003, Colombarone (PU): la villa rustica e la basilica, in Adriatica. I luoghi dell’archeologia dalla preistoria al medioevo, mostra documentaria, Ravenna: 43.
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Dall’Aglio et al. 2004P.L. Dall’Aglio-I. Di Cocco-C.Tassinari, 2004, La villa romana e la chiesa di S. Cristoforo ad Aquilam, in Scoprire. Scavi del Dipartimento di Archeologia, Catalogo della mostra, Bologna: 81-86.
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Dall’Aglio-Vergari 2001P.L. Dall’Aglio-M. Vergari, 2001, Scavi e ricerche nel complesso tardoantico di Colombarone (Pesaro), in Scavi medievali in Italia 1996-1999, Atti della Seconda conferenza italiana di Archeologia Medievale, Roma: 151-172.