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- AIAC_602
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AIAC_602 - San Biagio della Vinella - 1999Nel santuario extraurbano di Artemis, a San Biagio della Vinella sono stati completati gli interventi di bonifica idraulica a valle del sacello. Si sottolinea come tutto il settore già esplorato del santuario sia stato fatto oggetto di continui depredamenti, a cominciare dal periodo tardo-repubblicano ed imperiale. Per quanto riguarda l'estensione del santuario è stato accertato che la documentazione materiale si concentra solo nella parte centrale, in corrispondenza della accentuata depressione naturale che raccorda i pendii. Il sacello fontana, pertanto, pur rappresentando il complesso architettonico più importante e meglio conservato, si trova in posizione marginale, ai limiti settentrionali del luogo sacro. Saggi aperti sui due pendii contrapposti hanno escluso la presenza di livelli di frequentazione. L'ampliamento dello scavo ai margini occidentali dell'area del santuario ha permesso di precisare la planimetria di un grande impianto rurale, parzialmente indagato da Dinu Adamesteanu, che si sovrappone in parte alle strutture sacre preesistenti e ne utilizza i materiali disponibili. Proprio il frequente ricorrere di grossi frammenti di terrecotte architettoniche conferma che i principali edifici di culto erano in completa rovina. La fattoria ha una pianta molto semplice di m. 18x13, con un nucleo centrale rappresentato da un vasto cortile su cui si aprono piccoli ambienti con funzione di cucina, di manifattura e di deposito delle derrate alimentari. Sorprende la quantità di fuochi all'interno dei vani. Si ha l'impressione che si tratti di un edificio destinato ad ospitare più nuclei familiari nello stesso tempo. I materiali ceramici provenienti dai piani di calpestio, riconosciuti sotto i crolli di tegole, si datano nell'avanzato III secolo a.C. e testimoniano come l'area abbia radicalmente mutato la sua funzione e come il santuario extraurbano della polis greca abbia perso la sua referenzialità religiosa. (Maria Luisa Nava)
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- Name
- San Biagio della Vinella
- Year
- 1999
- Summary
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it
Nel santuario extraurbano di Artemis, a San Biagio della Vinella sono stati completati gli interventi di bonifica idraulica a valle del sacello. Si sottolinea come tutto il settore già esplorato del santuario sia stato fatto oggetto di continui depredamenti, a cominciare dal periodo tardo-repubblicano ed imperiale.
Per quanto riguarda l'estensione del santuario è stato accertato che la documentazione materiale si concentra solo nella parte centrale, in corrispondenza della accentuata depressione naturale che raccorda i pendii. Il sacello fontana, pertanto, pur rappresentando il complesso architettonico più importante e meglio conservato, si trova in posizione marginale, ai limiti settentrionali del luogo sacro. Saggi aperti sui due pendii contrapposti hanno escluso la presenza di livelli di frequentazione.
L'ampliamento dello scavo ai margini occidentali dell'area del santuario ha permesso di precisare la planimetria di un grande impianto rurale, parzialmente indagato da Dinu Adamesteanu, che si sovrappone in parte alle strutture sacre preesistenti e ne utilizza i materiali disponibili. Proprio il frequente ricorrere di grossi frammenti di terrecotte architettoniche conferma che i principali edifici di culto erano in completa rovina. La fattoria ha una pianta molto semplice di m. 18x13, con un nucleo centrale rappresentato da un vasto cortile su cui si aprono piccoli ambienti con funzione di cucina, di manifattura e di deposito delle derrate alimentari. Sorprende la quantità di fuochi all'interno dei vani. Si ha l'impressione che si tratti di un edificio destinato ad ospitare più nuclei familiari nello stesso tempo. I materiali ceramici provenienti dai piani di calpestio, riconosciuti sotto i crolli di tegole, si datano nell'avanzato III secolo a.C. e testimoniano come l'area abbia radicalmente mutato la sua funzione e come il santuario extraurbano della polis greca abbia perso la sua referenzialità religiosa. (Maria Luisa Nava) -
en
Work has been completed on the drainage of the terrain below the sacellum of the extra-urban sanctuary of Artemis at San Biagio della Vinella. It should be noted that this area of the sanctuary has been the object of continuous robbing since the late republican and Imperial periods, as have all the sectors previously investigated.
As regards the size of the sanctuary, it was ascertained that the archaeological remains are only concentrated in the central area where the surrounding hill slopes meet in a deep natural depression. Thus, the sacellum fountain, although the most important and best preserved architectural complex, is situated in a marginal position at the northern edge of the site. Trenches opened on two opposite slopes excluded the presence of occupation levels.
Extension of the excavation on the western edge of the sanctuary completed the plan of a large farm, partially investigated by Dinu Adamesteanu, which partly overlies and re-uses materials from the pre-existing cult buildings. The frequent re-use of large fragments of architectural terracottas confirms that the main cult buildings were in ruins. The farm had a simple plan (18 x 13m) with a central nucleus formed by a large courtyard from which opened a series of small rooms which functioned as a kitchen, workshop and store room for dry food stuffs. There was a surprising number of hearths in these rooms. The building gives the impression that it was intended to several family units at once. The pottery found on the floor levels below the collapses can be dated to the late 3rd century B.C. and attests the radical change in the area's function and the fact that the extra-urban sanctuary of the Greek polis had lost all religious reference. (Maria Luisa Nava) - Research Body
- Soprintendenza per i Beni Archeologici della Basilicata
Media
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Nava 2000M.L.Nava, 2000, L’attività archeologica in Basilicata nel 1999, Atti del XXXIX Convegno di Studi sulla Magna Grecia (Taranto 1999), Napoli.