- Item
- AIAC_605
- Name
- Tavole Palatine
- Date Range
- 600 BC – 1 BC
- Monuments
- Sanctuary
Seasons
-
AIAC_605 - Tavole Palatine - 1999Un primo intervento di scavo nell'area antistante il tempio dorico arcaico delle c.d. Tavole Palatine ha avuto come tema di ricerca la definizione della effettiva estensione dell'area sacra. Molto spesso, infatti, per comoda convenzione è fatta coincidere con la sola zona recintata ed espropriata. Le esplorazioni effettuate dal Quagliati e dal Galli, tra gli anni Venti e Trenta del secolo scorso, avevano genericamente portato al riconoscimento di una vasta area con particolare concentrazione di materiale votivo, ma erano sempre mancate le conferme archeologiche per queste loro indicazioni. Una coppia di saggi praticati nel punto di maggior rilievo del terreno ha escluso la presenza di strutture riconducibili alle attività del santuario. Solo nei livelli superficiali, rimossi e disturbati, sono stati recuperati pochi materiali in giacitura secondaria databili tra il VI ed il I secolo a.C. Maggiore interesse hanno invece suscitato i sottostanti livelli con presenze di intonaci parietali, resti di fornelli, industria litica e lembi di piani pavimentali definiti da ciottoli ed argilla pressata. Le dimensioni ancora ridotte della superficie indagata e la difficoltà oggettiva di datare i resti strutturali individuati non consentono di fare osservazioni in merito, anche solo di carattere preliminare. Appare tuttavia evidente come le ripetute segnalazioni di una frequentazione genericamente d'età preistorica, forse neolitica, appaiano credibili. Il proseguimento della ricerca avrà il compito di chiarire le caratteristiche del giacimento ed il suo rapporto topografico con il più tardo luogo di culto. (Maria Luisa Nava)
Media
- Name
- Tavole Palatine
- Year
- 1999
- Summary
-
it
Un primo intervento di scavo nell'area antistante il tempio dorico arcaico delle c.d. Tavole Palatine ha avuto come tema di ricerca la definizione della effettiva estensione dell'area sacra. Molto spesso, infatti, per comoda convenzione è fatta coincidere con la sola zona recintata ed espropriata. Le esplorazioni effettuate dal Quagliati e dal Galli, tra gli anni Venti e Trenta del secolo scorso, avevano genericamente portato al riconoscimento di una vasta area con particolare concentrazione di materiale votivo, ma erano sempre mancate le conferme archeologiche per queste loro indicazioni.
Una coppia di saggi praticati nel punto di maggior rilievo del terreno ha escluso la presenza di strutture riconducibili alle attività del santuario. Solo nei livelli superficiali, rimossi e disturbati, sono stati recuperati pochi materiali in giacitura secondaria databili tra il VI ed il I secolo a.C. Maggiore interesse hanno invece suscitato i sottostanti livelli con presenze di intonaci parietali, resti di fornelli, industria litica e lembi di piani pavimentali definiti da ciottoli ed argilla pressata. Le dimensioni ancora ridotte della superficie indagata e la difficoltà oggettiva di datare i resti strutturali individuati non consentono di fare osservazioni in merito, anche solo di carattere preliminare. Appare tuttavia evidente come le ripetute segnalazioni di una frequentazione genericamente d'età preistorica, forse neolitica, appaiano credibili. Il proseguimento della ricerca avrà il compito di chiarire le caratteristiche del giacimento ed il suo rapporto topografico con il più tardo luogo di culto. (Maria Luisa Nava) -
en
The first excavation undertaken in the area in front of the archaic Doric temple of the so-called Tavole Palatine aimed to define the true extent of the cult site. In the past the size of the sanctuary has often been documented, for the sake of convenience, as corresponding to the area that has been expropriated and fenced in. The investigations undertaken by Quagliati and Galli between the 1920s and 30s documented a vast area within which there were concentrations of votive material, but this was never confirmed by any archaeological evidence.
Two trenches, dug on the highest part of the terrain, excluded the presence of structures that could be linked to cult activities. The disturbed surface levels produced a small amount of material in secondary deposition dating to between the 4th to 1st century B.C. The underlying levels produced material of greater interest: wall plaster, stove fragments, lithics and areas of pavement comprising cobbles and beaten earth. The restricted size of the area excavated and the objective difficulty in dating the structural remains makes it impossible to make any comments, even of a preliminary nature, about the site. However, it is clear that the frequent indications of prehistoric occupation, perhaps Neolithic, of the site seem credible. The continuation of this research will aim to clarify the nature of the site and its topographical relationship with the later cult site. (Maria Luisa Nava)
Media
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Nava 2000M.L.Nava, 2000, L’attività archeologica in Basilicata nel 1999, Atti del XXXIX Convegno di Studi sulla Magna Grecia (Taranto 1999), Napoli.