Name
Brentino-Belluno in Valdadige
Date Range
400 – 600
1200 – 1300
300 BC – 100 BC
100 BC – 200

Seasons

  • AIAC_922 - Brentino-Belluno in Valdadige - 2006
    On the eastern stretch of the _Via Claudia Augusta_ in the direction of _Tridentum_, ancient Trento, stand the remains of a large architectural complex in a territory rich in rural settlements, villas and small villages. In 2004 investigations examined the south-western sector of the area, occupied by a vast open space-courtyard with square pilasters of varying sizes, a system of transverse channels and rooms facing onto it along the north, west and south sides. There were other open spaces to the west and south. The rooms were paved in opus signinum with make ups of bricks placed edge on or cobbles. Cisterns for water and channels were found within some rooms. Most of the construction can be attributed to phase IV, that is to the 1st-3rd century A.D. In 2005 excavation evidence suggested that some parts of the flooring was constituted by wooden planks as the walls presented ledges while the floor make ups were of rough cobbles and broken brick packed into earth. In other areas, perhaps for residential use, the floors were made up of opus signinum with pottery inclusions, white mortar with make ups of either broken bricks placed edge on or cobbles and broken brick. The walls had regular courses of cobbles and stones, with brick wedges fixed into grey mortar. (MiBAC)
  • AIAC_922 - Brentino-Belluno in Valdadige - 2009
    Lungo la riva destra dell’Adige, nel fondovalle della Val Lagarina che separa il Monte Baldo dalla Lessinia, si colloca l’insediamento veronese di Brentino Belluno, dove l’Università Ca’ Foscari di Venezia, in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto, ha avviato dal 2004 un progetto di ricerca e di indagini archeologiche, costituendo anche l’occasione per realizzare uno scavo-scuola. Si tratta di un complesso architettonico a carattere rustico di età romana, di notevole estensione (oltre 2000 mq), già messo parzialmente in luce tra il 1968 e il 1971 in occasione dei lavori di costruzione dell’autostrada Verona-Brennero. Dotato di almeno due cortili e di diversi ambienti con funzione abitativa e produttiva, è probabile che si tratti di una mansio, con una continuità di vita compresa tra il I e la fine del V-metà VI sec. d.C., ma con alcune sporadiche frequentazioni che giungono fino al XIII secolo. Nel corso delle indagini è stato possibile definire la reale estensione dell’intero complesso, interamente documentato, comprenderne la funzione e il contesto topografico. Nella campagna del 2009, in particolare, è stato individuato il limite occidentale della _mansio_, costituito da un lungo poderoso muro nord-sud, con annessa un’ampia canaletta esterna costruita con grandi tegole intere. L’identificazione di un vano rettangolare con alzati rivestiti di intonaco bianco e pavimento in cocciopesto, in parte ancora coperto dal crollo del soffitto che reca tracce di incannucciata, rende plausibile l’ipotesi che la zona residenziale dell’impianto rustico si debba collocare lungo il lato occidentale del complesso. A ovest del muro perimetrale, le indagini hanno anche scoperto un lungo tratto di _via glareata_ con andamento N-S, costituita da ghiaino costipato, terreno limoso, sassi di piccole dimensioni, che rivela anche numerosi interventi di livellamento e di innalzamento. Si tratta probabilmente di un diverticolo della Via Claudia Augusta Padana che, staccandosi dalla via Postumia all’altezza di Ostiglia sul Po, passando per Verona e attraversando la valle Atesina, si dirigeva verso Trento, fino a oltrepassare le Alpi in direzione del _Noricum_ (Austria) e della _Vindelicia_, mentre con un altro segmento proseguiva verso il Veneto orientale. A ovest di questa via si è messo in luce inoltre un altro edificio rustico isolato in mezzo a un territorio agricolo, costituito da due vani con livelli pavimentali in terra battuta, successivamente ampliato durante l’età medio-imperiale/tardo antica e separato dalla strada dal complesso più grande. E’ stata infine accertata anche una frequentazione pre-romana, come indicano alcune strutture di età retica utilizzate come fondazioni delle murature romane e come contenimento delle spinte del terreno che da monte agivano verso valle.
  • AIAC_922 - Brentino-Belluno in Valdadige - 2010
    Lo scavo del 2010 ha prodotto notevoli risultati sia per la quantità di informazioni, che per l’importanza dei dati. Con l’asportazione della palificazione in cemento realizzata dopo gli scavi degli anni ’70 per separare l’area archeologica da vigneti di proprietà privata, sono state unificate le due zone che già nella campagna di scavo precedente erano state oggetto di parziale intervento archeologico ed è stato condotto uno scavo in estensione che ha consentito di mettere in luce tutti gli ambienti lungo il lato occidentale della mansio-villa rustica di età romana. Oltre al vano rettangolare A 177, con pavimentazione in cocciopesto e alzati intonacati, sono stati individuati altri due vani giustapposti (A 21, 22), di forma rettangolare, con funzione abitativa. Immediatamente a sud di questi vani, un ambiente rettangolare di notevoli dimensioni (A 188), con murature interamente intonacate, pavimentazione in cocciopesto e copertura ad un solo spiovente, risulta completamente aperto verso il cortile. E’ probabile che avesse una funzione artigianale-commerciale come vasto ambiente di deposito merci. E’ stata anche condotta un’approfondita pulizia dell’intera grande area cortilizia (A 8), dotata di portici a pilastri, per completare quanto era già stato evidenziato in parte nel 2004 nell’area meridionale, dove era emersa una preparazione pavimentale in embrici e laterizi inseriti di taglio, di cui ne sono stati definiti i limiti. Lungo il lato est sono venuti alla luce anche due piccoli ambienti tra loro affiancati, cui si deve attribuire, almeno per uno di essi, la funzione di stanza del focolare. Altre evidenze strutturali sono state parzialmente individuate presso il lato nord del cortile, dove una muratura risulta apparentemente allineata con il muro nord del vano A 177. Un terzo intervento ha riguardato l’area posta a ovest del perimetrale occidentale del complesso rustico, ove è stato realizzato un nuovo saggio per recuperare i dati relativi al tracciato stradale N-S individuato nel 2009 (una via glareata lungo la quale si era rinvenuta una piccola tomba di inumato), per sottoporre la relativa stratigrafia ad un’indagine geologica accurata, con specifiche campionature: uno strato sabbio-limoso purissimo rappresenta un probabile deposito alluvionale e potrebbe fornire, se rilevabile in tutta l’area, un utile riferimento in termini di cronologia relativa per meglio collocare i successivi interventi di livellamento e di innalzamento funzionali alla strada, nonché quelli di costruzione riferibili sia alla fase preromana che a quella romana. Infine, è stato effettuato un ampliamento verso sud e verso ovest del saggio esplorativo iniziato nel 2009 a ridosso del muro perimetrale romano, per verificare la reale consistenza delle evidenze preromane. I dati emersi aprono nuove prospettive di indagine, poiché non solo confermano una frequentazione preromana, ma ne evidenziano un’occupazione stabile con la presenza di strutture rinvenute in stato di crollo. La continuazione di queste evidenze verso sud, esattamente nella stessa area dove proseguono anche le murature di alcuni vani di età romana (in particolare le vasche-cisterne) presenti nel lato sud-ovest del complesso, evidenzia chiaramente l’elevata potenzialità conoscitiva di quest’area che sembra ospitare sia ambienti di carattere residenziale, sia vani per lo stoccaggio di merci.

Media

Name
Brentino-Belluno in Valdadige
Year
2006
Summary
en On the eastern stretch of the _Via Claudia Augusta_ in the direction of _Tridentum_, ancient Trento, stand the remains of a large architectural complex in a territory rich in rural settlements, villas and small villages.

In 2004 investigations examined the south-western sector of the area, occupied by a vast open space-courtyard with square pilasters of varying sizes, a system of transverse channels and rooms facing onto it along the north, west and south sides. There were other open spaces to the west and south. The rooms were paved in opus signinum with make ups of bricks placed edge on or cobbles. Cisterns for water and channels were found within some rooms. Most of the construction can be attributed to phase IV, that is to the 1st-3rd century A.D.

In 2005 excavation evidence suggested that some parts of the flooring was constituted by wooden planks as the walls presented ledges while the floor make ups were of rough cobbles and broken brick packed into earth. In other areas, perhaps for residential use, the floors were made up of opus signinum with pottery inclusions, white mortar with make ups of either broken bricks placed edge on or cobbles and broken brick. The walls had regular courses of cobbles and stones, with brick wedges fixed into grey mortar. (MiBAC)
it Sul tratto occidentale della _Via Claudia Augusta_ in direzione di _Tridentum_, l’antica Trento, sorgono i resti di un grande complesso architettonico in un territorio ricco di insediamenti rustici, ville e piccoli abitati.

Nel 2004 le indagini hanno evidenziato il settore sud-occidentale dell’area, occupato da un vasto spazio aperto-cortile che presenta pilastri quadrangolari di differenti dimensioni, canalizzazioni che lo attraversano obliquamente e ambienti che si affacciano sul lato nord, ovest e sud. Altri spazi aperti si dispongono a ovest e a sud. Gli ambienti sono pavimentati in cocciopesto con sottopavimentazioni costruite in mattoni posti di taglio e altre in ciottoli fluviali. Sono state individuate cisterne d’acqua e canalizzazioni entro vani. La maggior parte della costruzione è assegnabile alla IV fase, cioè al I-III sec. d.C.

Nel 2005 l’attività di scavo ha portato a ritenere che il pavimento fosse in alcuni punti costituito da travi lignee, poiché tutti gli alzati presentano riseghe pavimentali e sottopavimentazioni in ciottoli fluviali e frammenti di laterizi costipati con terra. In altri invece, forse a destinazione abitativa, i pavimenti sono costituiti da un battuto di cocciopesto con inclusi ceramici, malta bianca, con sottopavimentazione o in frammenti laterizi posti di taglio o in ciottoli e frammenti laterizi. Gli alzati si presentano con corsi regolari i ciottoli e pietre, con zeppe di laterizio allettati in malta grigia.
Team
Archaeologist representing the Soprintendenza - Brunella Bruno
Field director - Annapaola Zaccaria Ruggiu

Media

Name
Brentino-Belluno in Valdadige
Year
2009
Summary
it Lungo la riva destra dell’Adige, nel fondovalle della Val Lagarina che separa il Monte Baldo dalla Lessinia, si colloca l’insediamento veronese di Brentino Belluno, dove l’Università Ca’ Foscari di Venezia, in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto, ha avviato dal 2004 un progetto di ricerca e di indagini archeologiche, costituendo anche l’occasione per realizzare uno scavo-scuola.

Si tratta di un complesso architettonico a carattere rustico di età romana, di notevole estensione (oltre 2000 mq), già messo parzialmente in luce tra il 1968 e il 1971 in occasione dei lavori di costruzione dell’autostrada Verona-Brennero. Dotato di almeno due cortili e di diversi ambienti con funzione abitativa e produttiva, è probabile che si tratti di una mansio, con una continuità di vita compresa tra il I e la fine del V-metà VI sec. d.C., ma con alcune sporadiche frequentazioni che giungono fino al XIII secolo.

Nel corso delle indagini è stato possibile definire la reale estensione dell’intero complesso, interamente documentato, comprenderne la funzione e il contesto topografico. Nella campagna del 2009, in particolare, è stato individuato il limite occidentale della _mansio_, costituito da un lungo poderoso muro nord-sud, con annessa un’ampia canaletta esterna costruita con grandi tegole intere.

L’identificazione di un vano rettangolare con alzati rivestiti di intonaco bianco e pavimento in cocciopesto, in parte ancora coperto dal crollo del soffitto che reca tracce di incannucciata, rende plausibile l’ipotesi che la zona residenziale dell’impianto rustico si debba collocare lungo il lato occidentale del complesso. A ovest del muro perimetrale, le indagini hanno anche scoperto un lungo tratto di _via glareata_ con andamento N-S, costituita da ghiaino costipato, terreno limoso, sassi di piccole dimensioni, che rivela anche numerosi interventi di livellamento e di innalzamento. Si tratta probabilmente di un diverticolo della Via Claudia Augusta Padana che, staccandosi dalla via Postumia all’altezza di Ostiglia sul Po, passando per Verona e attraversando la valle Atesina, si dirigeva verso Trento, fino a oltrepassare le Alpi in direzione del _Noricum_ (Austria) e della _Vindelicia_, mentre con un altro segmento proseguiva verso il Veneto orientale. A ovest di questa via si è messo in luce inoltre un altro edificio rustico isolato in mezzo a un territorio agricolo, costituito da due vani con livelli pavimentali in terra battuta, successivamente ampliato durante l’età medio-imperiale/tardo antica e separato dalla strada dal complesso più grande.

E’ stata infine accertata anche una frequentazione pre-romana, come indicano alcune strutture di età retica utilizzate come fondazioni delle murature romane e come contenimento delle spinte del terreno che da monte agivano verso valle.
en Along the right bank of the river Adige, at the bottom of the Val Lagarina, which separates Monte Baldo from the Lessinia, lies the Veronese settlement of Brentino Belluno. In 2004, the Università Ca’ Foscari di Venezia, in collaboration with the Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto, began an archaeological research project in this area, including an archaeological training school. It consists of a structural, ‘rustic’, complex of the Roman period. It extends over a large area (over 2000 sqm.), which had already been partly brought to light between 1968 and 1971 during the construction of the Verona-Brennero motorway: The complex has at least two courtyards and various rooms both for residential and productive purposes. Very probably it is a _mansio_, in use between the 1st and the late 5th-mid 6th centuries AD, with some occasional frequentation until the 13th century.

The investigations have defined the extension of the entire complex, now fully documented, and allowed us to understand its function and topographic context. In 2009 the western limit of the mansio was identified, consisting of a long and substantial north-south wall, linked to a large external canal built with large, whole tiles.

The discovery of a rectangular room with walls lined with white plaster and a cocciopesto pavement, still partly covered by the collapse of the ceiling demonstrated byimpressions of the canes in the plaster, supports the hypothesis that the residential area of the building was situated along the western side of the complex. To the west of the perimeter wall, the investigations revealed a long stretch of the _via glareata_ running north-south, consisting of packed pebbles, earth and small stones; the road surface has clearly been levelled and raised numerous times. It is probably a side road of the _Via Claudia Augusta Padana_ which, at its junction with the _via Postumia_ at Ostiglia sul Po, passing through Verona and crossing the Valle Atesina, continued in the direction of Trento, crossing the Alps towards Noricum (Austria) and Vindelicia, whilst the other tract continued towards eastern Veneto. To the west of this road a rustic building was also discovered, an isolated structure in the middle of agricultural land. It consists of two rooms with beaten earth floors, which were enlarged during the mid imperial to late antique period and separated by the road from the larger complex.

Finally, the pre-Roman frequentation of the site was confirmed, as indicated by some structures of the Rhetian period used both as the foundations for the Roman walls and also to restrain the down wash of earth from uphill towards the valley
Summary Author
Annapaola Zaccaria Ruggiu
Team
Archaeologist - Alberto Manicardi
Archaeologist - Davide Brombo
Archaeologist - Maria Rosaria Fausti
Field director - Raffaella Bortolin
Volunteers - Studenti

Media

Name
Brentino-Belluno in Valdadige
Year
2010
Summary
it Lo scavo del 2010 ha prodotto notevoli risultati sia per la quantità di informazioni, che per l’importanza dei dati. Con l’asportazione della palificazione in cemento realizzata dopo gli scavi degli anni ’70 per separare l’area archeologica da vigneti di proprietà privata, sono state unificate le due zone che già nella campagna di scavo precedente erano state oggetto di parziale intervento archeologico ed è stato condotto uno scavo in estensione che ha consentito di mettere in luce tutti gli ambienti lungo il lato occidentale della mansio-villa rustica di età romana. Oltre al vano rettangolare A 177, con pavimentazione in cocciopesto e alzati intonacati, sono stati individuati altri due vani giustapposti (A 21, 22), di forma rettangolare, con funzione abitativa. Immediatamente a sud di questi vani, un ambiente rettangolare di notevoli dimensioni (A 188), con murature interamente intonacate, pavimentazione in cocciopesto e copertura ad un solo spiovente, risulta completamente aperto verso il cortile. E’ probabile che avesse una funzione artigianale-commerciale come vasto ambiente di deposito merci.

E’ stata anche condotta un’approfondita pulizia dell’intera grande area cortilizia (A 8), dotata di portici a pilastri, per completare quanto era già stato evidenziato in parte nel 2004 nell’area meridionale, dove era emersa una preparazione pavimentale in embrici e laterizi inseriti di taglio, di cui ne sono stati definiti i limiti. Lungo il lato est sono venuti alla luce anche due piccoli ambienti tra loro affiancati, cui si deve attribuire, almeno per uno di essi, la funzione di stanza del focolare. Altre evidenze strutturali sono state parzialmente individuate presso il lato nord del cortile, dove una muratura risulta apparentemente allineata con il muro nord del vano A 177.

Un terzo intervento ha riguardato l’area posta a ovest del perimetrale occidentale del complesso rustico, ove è stato realizzato un nuovo saggio per recuperare i dati relativi al tracciato stradale N-S individuato nel 2009 (una via glareata lungo la quale si era rinvenuta una piccola tomba di inumato), per sottoporre la relativa stratigrafia ad un’indagine geologica accurata, con specifiche campionature: uno strato sabbio-limoso purissimo rappresenta un probabile deposito alluvionale e potrebbe fornire, se rilevabile in tutta l’area, un utile riferimento in termini di cronologia relativa per meglio collocare i successivi interventi di livellamento e di innalzamento funzionali alla strada, nonché quelli di costruzione riferibili sia alla fase preromana che a quella romana. Infine, è stato effettuato un ampliamento verso sud e verso ovest del saggio esplorativo iniziato nel 2009 a ridosso del muro perimetrale romano, per verificare la reale consistenza delle evidenze preromane.

I dati emersi aprono nuove prospettive di indagine, poiché non solo confermano una frequentazione preromana, ma ne evidenziano un’occupazione stabile con la presenza di strutture rinvenute in stato di crollo. La continuazione di queste evidenze verso sud, esattamente nella stessa area dove proseguono anche le murature di alcuni vani di età romana (in particolare le vasche-cisterne) presenti nel lato sud-ovest del complesso, evidenzia chiaramente l’elevata potenzialità conoscitiva di quest’area che sembra ospitare sia ambienti di carattere residenziale, sia vani per lo stoccaggio di merci.
en The 2010 excavations produced notable results both for the quantity of data and for their importance. With the removal of the cement piling put in after the excavations in the 1970s to separate the archaeological area from the private vineyards, the two zones that had previously been partially excavated were united. An open area excavation was undertaken which brought to light all of the rooms along the western side of the Roman _mansio-villa rustica_. Together with the rectangular room A 177, with _opus signinum_ floor and plastered wall, a further two rooms, side by side (A 21, 22) were exposed. Also rectangular in plan they had a residential function. Immediately south of these rooms was a very large rectangular room (A 188), with plastered walls, _opus signinum_ paving and a single-sloped roof, completely opening onto a courtyard. It is probable that this functioned as a vast warehouse.

The area of the large courtyard (A 8), with a pillared portico, was cleaned in order to complete what was partially exposed in 2004 in the south zone, where a floor make up, comprising imbrices and _tegulae_ placed on edge, emerged. The edges of this floor were defined. Along the eastern side two small adjoining rooms were uncovered, one containing a hearth. Other structural evidence was partially uncovered on the northern side of the courtyard, where there was a wall apparently on the same alignment as the north wall of room A 177.

A third intervention looked at the area west of the western perimeter of the rural complex, where a new trench was dug in order to document the north-south road identified in 2009 (a via glareata along which a small inhumation burial was found). An accurate geological analysis of the stratigraphy, with specific sampling, was undertaken: a layer of very pure silty-sand probably represents an alluvial deposit and could provide, if traceable across the entire area, a useful reference in terms of relative chronology with which to compare subsequent interventions levelling and raising the ground surface in relation to the road’s use, as well as the construction interventions in both the pre-Roman and Roman phases. Lastly, the excavations were extended to the west and south of the trial trench opened in 2009 abutting the Roman perimeter wall, in order to check the nature of the pre-Roman remains.

The data acquired opens new prospects for the investigations in that not only do they confirm pre-Roman occupation, but document a permanent occupation with the presence of structures found in collapse. The continuation of this evidence to the south, in exactly the same area where a number of walls relating to structures of Roman date (in particular the tanks-cisterns) are present on the south-western side of the complex, clearly shows the high potential of this area which seems to be the site of both residential rooms and storage rooms.
Team
Archaeologist - Davide Brombo
Archaeologist - Maria Rosaria Fausti
Archaeologist - I. Fedele
Archaeologist - D. Cherubini
Archaeologist - S. Liguori
Archaeologist - A. Spigolon
Student - A. Donadel
Student - G. Mattutini
Student - B. Mordà
Student - P. Ortelli

Media

  • Zaccaria Ruggiu 2005
    A. Zaccaria Ruggiu, 2005, Scavo archeologico e scavo-scuola nella Valdadige a Brentino Belluno (VR): una mansio romana?, in G. Ciurletti, N. Pisu. I territori della Via Claudia Augusta: incontri di Archeologia, 1,Trento: 355-368.
  • Zaccaria Ruggiu 2006
    A. Zaccaria Ruggiu, 2006, Una mansio romana a Brentino-Belluno (Vr). Scavo-scuola dell'Università Ca' Foscari di Venezia, in Le Missioni archeologiche dell'Università Ca' Foscari di Venezia. Quaderni di Archeologia del Veneto, V Giornata, Venezia: 59-64.
  • Zaccaria Ruggiu 2008
    A. Zaccaria Ruggiu, 2008, Progetto Valdadige: scavo-scuola a Brentino-Belluno (Verona), in Missioni Archeologiche e progetti di ricerca e di scavo dell’Università Ca’ Foscari-Venezia, VI Giornata di studio, Roma: 96-101.

Location

Location
Servasa, Brentino
Easting
10.8817647582
Northing
45.6660202171