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AIAC_64 - Teatro Greco - 2004
The 2004 campaign concentrated on the cavea, the perimeter of the building (the _summa cavea_) and the adjacent portico (_porticus ad scaenam_).
The excavation looked at the orchestra space in the cavea, at the meeting point between the orchestra and the _parados_. The cavea did not rest directly upon the ground but on an annular tunnel, partially visible at the two ends, through which access was gained to the interior via two rooms. Of the rows of seats only the core in _opus caementicium_ remains, completely robbed of its marble cladding. The side edge of the rows of seats was formed by a balustrade inserted above the corridor and whose presence seems to confirm that the _paradoi_ were open corridors. It can be deduced that the perimeter was not semicircular but ultra-elliptical, and that the orchestra and seating rows were not perfectly semicircular.
The excavation of the _summa cavea_ revealed the presence of a rectangular construction, placed above a crypt at the top of the seating, in correspondence with the monument’s axis. This space was interpreted as the Imperial box, placed in the highest point in order to underline the Emperor’s importance, which combines the religious and imperial functions and seems appropriate for a building conceived, by its nature, to exalt the importance of the Emperor with respect to the rest of the spectators.
In the _porticus ad scaenum_, the excavation led to the identification of a double terrace that was part of a terrace system that is largely hidden by modern walls that have been built on top of it. Excavation of the upper terrace revealed a raised portico on pilasters with a pavement in _opus sectile_ with a continuous geometric pattern, the first of its type in the Villa, the edges bordered by rectangles placed at a tangent and rhombi, in pavonazzetto, rosso antico and portasanta marble. The central open space was paved with a mosaic in _opus scutulatum_ of the type already present in the _Antinoeion_. However, the excavation has still not been able to provide a complete understanding of the terrace system, with _exedrae_ and niches containing sculptures described by Ligorio in the 16th century. (MiBAC)
The results of the 2005 campaign will be made known in a monograph due to be published in 2006. (MiBAC)
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AIAC_64 - Teatro Greco - 2006
Per la campagna del 2006 ci incentrammo nell’apertura di nuovi scavi e nella continuazione di alcuni di quelli già iniziati nelle campagne precedenti. Allo stesso tempo s’iniziarono, mediante le analisi polliniche e lo studio della decorazione architettonica e scultorea della Villa, i primi sottoprogetti, derivanti dal Progetto Generale di Ricerca, con lo scopo di ricostruire il paesaggio vegetale e lo spazio aggiardinato del complesso adrianeo.
Allo stesso modo la continuazione del Saggio 2, ottenuta prolungando lo scavo dell’angolo sud-est dell’orchestra e dell’ima cavea fino a raggiungere la zona più alta della gradinata, ci permise raccogliere importanti dati relazionati con l’unico tramo del teatro in cui ancora si conserva il livello di preparazione dei gradini.
L’ampliamento del Saggio 16, invece, realizzato continuando lo scavo del terrapieno di tufo, che separa le terrazze vicine al teatro verso la terrazza nord, ci consentì, una volta scartata l’esistenza del portico che la storiografia situava nel laterale ovest del teatro, di capire come si era realizzata la sistematizzazione e la concretizzazione di questo spazio; confermando che la terrazza attigua al teatro si realizzò mediante l’incorporazione di un _viridarium_.
I lavori nel Saggio 17 permisero la constatazione dell’esistenza di un ninfeo con esedra, che chiude lo spazio presente tra il corpo scenico e il muro di contenzione, il quale delimita il teatro verso est. Il ninfeo è composto di un canale di scarico, che convogliava le acque a una galleria scavata nel tufo.
Gli obiettivi del Saggio 20, ampliamento del Saggio 6, erano quelli di individuare la chiusura del nuovo portico, da noi localizzato nella terrazza superiore del laterale ovest del Teatro Greco e di definire con maggior chiarezza le proporzioni dell’edificio. I risultati ottenuti permisero di confermare che detto portico forma parte di un sistema di costruzioni terrazzate e che le dimensioni e la configurazione del suddetto si ampliano considerevolmente, situazione che ci indusse a fermare gli scavi per poterli riprendere con maggior tranquillità nella Campagna del 2007.
Insieme alla continuazione e/o ampliamento dei saggi aperti durante le precedenti campagne, s’iniziarono alcuni nuovi saggi, come il 18 e il 19.
Con il Saggio 18 si pretendeva documentare l’estremità ovest della gradinata, con il chiaro proposito di completarne la geometria della zona bassa. I risultati ottenuti consentirono di verificare con precisione l’angolo ovest della gradinata, il relativo parados, l’inizio della gradinata e la presenza della proedria, che non si era potuta confermare nell’estremo opposto.
Con il Saggio 19, scartata l’esistenza della _porticus ad scaenam_, si cercava di dimostrare la possibile presenza di una _porticus postscaenam_. La comparsa di strutture, nel punto esatto in cui si speravano, convertì quest’area nel principale obiettivo dei lavori da realizzare nella campagna successiva, con la speranza di chiarire,se si fosse confermata la sua presenza, la configurazione della _porticus_.
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AIAC_64 - Teatro Greco - 2008
La campagna del 2008 in principio s’incentrò nello scavo in tre settori, in cui già si era scavato nelle campagne precedenti: la zona della scena (Saggio 23), il _postscaenium_ (Saggio19, Saggio 19 Sondaggio 1, Saggio 19 Sondaggio 2, Saggio 27) e lo spazio del laterale ovest del Teatro (Saggio 24-26 e 28).
Nel primo settore si realizzò lo scavo del Saggio 23, con il relativo ampliamento, al fine di conoscere con maggior precisione la forma dello scenario, in particolar modo la parte relativa alla _frons scaenae_. Per questo motivo si programmò il saggio nell’angolo sud-est dello scenario, ma nel corso dei lavori si decise ampliarlo fino a raggiungere il saggio aperto, durante la prima campagna, in asse con l’edificio (Saggio 1).
A conclusione dei lavori si confermò quello che già indicavano i risultati della prima campagna riguardo alla _frons scaenae_, i _valva hospitalia_ e il tratto del _hiposcaenium_. Inoltre si ebbe una migliore comprensione degli spazi laterali allo scenario, disposti a mo’ di _parascaenia_ o _basilicae_.
Nella zona del _postscaenium_ si continuò lo scavo iniziato nelle campagne anteriori, ampliando l’area dei lavori e continuando lo scavo stratigrafico. In quanto alla struttura dell’edificio si dimostrò che la facciata posteriore del Teatro è più lunga della larghezza dell’edificio stesso. Per rintracciare la chiusura del suddetto tratto si aprì il Corte 27, grazie al quale si documentò la continuazione del summenzionato muro. Quest’ultimo muro sembra delimitare un ampio spazio dietro al teatro e la possibile continuità delle strutture che formavano l’accesso alla zona retrostante al complesso, in direzione ovest. L’intervento, inoltre, permise di documentare, parzialmente, l’interiore della basilica ovest.
La zona nord, interna alla prima delle sale rettangolari attigue al teatro(Saggio 19 Sondaggio 1), è completamente occupata da un forno per la calce. Di particolar rilievo sono i dati derivanti dai ritrovamenti della zona sud di questa stessa sala, dove si è potuto localizzare uno scarico composto in gran parte da frammenti ceramici. Questo insieme doveva far parte di una vera e propria discarica, giacché durante il processo di costruzione la sala fu destinata a questa funzione. Tale discarica fu in seguito interrata dalla costruzione dei pavimenti.
Quanto all’ultima zona presa in esame, cioè la zona a ovest del teatro, si continuarono i lavori iniziati nelle precedenti campagne per identificare la configurazione di questo settore, che per lo più svolse la funzione di "vestibolo" del teatro. Nel dettaglio l'attività s’incentrò nello scavo di quattro saggi (Saggi 24-26 e 28). Dai dati già riportati alla luce si è potuto interpretare l’area in questione come uno degli spazi a padilglioni presenti nella Villa, in sintonia con altri settori periferici del complesso. In particolare, in questo caso, lo spazio è definito da una serie di padiglioni, atterrazzati e intrecciati tra loro, in modo da formare un'area di transito in cui si combina l'architettura con la vegetazione, l'acqua e, molto probabilmente, anche la scultura; utilizzando così i ricorsi basici e abituali nell'organizzazione di gran parte di Villa Adriana